"Porcellum": come funziona il sistema elettorale

giovedì 7 febbraio 2008


 

"Porcellum": come funziona il sistema elettorale

"Porcellum": come funziona il sistema elettorale

 
(regioni.it) La legge elettorale vigente, con la quale si tornerà al voto, prevede un sistema ibrido e complicato, che riprende – si legga in una scheda curata dall’agenzia Ansa - alcune caratteristiche del sistema proporzionale (in particolare il voto di lista per il partito)  ma le subordina al principio fondamentale del sistema maggioritario (chi prende un voto in piu' ha vinto). Approvato a dicembre 2005 nella precedente legislatura a maggioranza di centrodestra, il sistema elettorale è definito spesso “Porcellum'' perché il suo stesso ideatore, il leghista Roberto Calderoli, parlando della sua legge a Matrix nel marzo 2006, dichiarò:''si dovra' riscrivere. Glielo dico francamente, l'ho scritta io ma e' una porcata''. In effetti, le elezioni del 2006 hanno dimostrato che uno dei problemi di questa legge è il premio di maggioranza che al Senato scatta a livello regionale, rendendo difficile una maggioranza solida.
IL CAPO DELLA COALIZIONE - Le coalizioni sono identificate dal nome del loro capo (che nel 2006 erano Romano Prodi per l'Unione, Silvio Berlusconi per la Cdl). Il fine della legge e', infatti, quello di aggregare le coalizioni prima del voto, e di indicare al capo dello stato la persona da nominare presidente del consiglio, assieme alla maggioranza di governo che lo dovrà sostenere. Nel 2006 le liste collegate a Prodi, per la Camera, ebbero circa 25.000 voti in più di quelle collegate a Berlusconi, determinando la vittoria dell'Unione.
PARTITI E COALIZIONI - L'elettore vota per il partito che sceglie; in questo modo, pero', indica implicitamente anche la coalizione di governo preferita e la persona che dovra' guidare il governo. Non e' ammessa la possibilita' di votare per un partito e scegliere una coalizione diversa (come accade invece per i sindaci, i presidenti di provincia e delleregioni).
PREMI DI MAGGIORANZA - La coalizione che ha ricevuto piu' voti ha diritto al premio di maggioranza, pari al 55 per cento dei seggi (se non abbia già diritto, in base ai voti ricevuti, ad una percentuale piu' alta). Il premio e' applicato su base nazionale alla Camera (con esclusione della Val d'Aosta), ed equivale a 340 seggi su 630, che vengono ripartiti fra i partiti in proporzione ai voti ottenuti (mentre i partiti sconfitti si dividono gli altri). Per il Senato, il premio di maggioranza è assegnato regione per regione. Non e' prevista alcuna soglia
minima da raggiungere per avere diritto al premio (cosa su cui la Corte Costituzionale ha avanzato forti dubbi, paventando una possibile dichiarazione di illegittimita').
SBARRAMENTI - Alla ripartizione dei seggi sono ammessi solo i partiti che abbiano superato gli sbarramenti previsti; questi non sono uguali per tutti, perche' concepiti in maniera da premiare i partiti che si coalizzano a discapito di quelli che si presentano al di fuori delle coalizioni principali.
Alla CAMERA - I partiti coalizzati sono ammessi alla ripartizione dei seggi se hanno avuto almeno il 2 PER CENTO dei voti; ma e' previsto anche il ripescaggio del partito piu' votato fra gli esclusi di ciascuna coalizione. Cosi, ad esempio, nel 2006, nell'Unione fu ripescata l'Udeur, che aveva avuto l'1,4 per cento; mentre nella Cdl fu ripescata la lista comune fra Nuovo Psi e Dca, che aveva avuto solo lo 0,7 per cento. Per i partiti non coalizzati, la soglia di sbarramento sale al 4 PER CENTO. Inoltre, se una coalizione non raggiunge il 10 per cento, i suoi partiti sono esclusi comunque.
Al SENATO valgono principi analoghi, ma le soglie sono diverse, e sono sempre considerate su base regionale: 3 PER CENTO per i partiti coalizzati (senza ripescaggi); 8 PER CENTO per i non coalizzati; 20 PER CENTO per le coalizioni.
ELETTI ALL'ESTERO - A parte vengono eletti i 12 deputati e 6 senatori riservati agli italiani residenti all'estero, che non entrano nel calcolo dei premi di maggioranza.
NIENTE QUOTE ROSA - La legge elettorale non prevede alcuna riserva di candidature ne' altri meccanismi per promuovere la presenza di donne in parlamento.
NIENTE PREFERENZE - Non e' ammessa la possibilita' di indicare la preferenza fra i candidati (cosiddette liste bloccate): i candidati vengono eletti in base all'ordine di
presentazione.
On line su Treccani scuola un articolo di Adriano Monti-Buzzetti intitolato: “Riforma della legge elettorale: un cantiere aperto da quasi 15 anni”.
(red/06.02.08)