Tampieri: comune su Ogm

giovedì 9 novembre 2006


Tampieri: comune su Ogm

(regioni.it) ''Le regioni italiane devono far fronte comune sulla questione Ogm. Occorrono regole serie e condivise; e la creazione di una ''rete'' che rafforzi il sistema delle regioni e permetta loro di difendersi a livello europeo''. Cosi' Guido Tampieri, sottosegretario all'Agricoltura, e' intervenuto durante il workshop  nazionale dedicato al tema della ''coesistenza'' tra Ogm, colture biologiche, convenzionali e di qualita', che si e' concluso a Firenze.
''Il futuro della nostra agricoltura - ha proseguito Tampieri - sara' fra Ogm e produzioni biologiche, una spaccatura che non permettera' vie di mezzo. Fondamentale anche la questione costi: non e' possibile che i costi di certificazione graveranno soltanto su chi non produce Ogm. Quindi costi immani di logistica separata della filiera: doppie macchine agricole, doppi trasporti, etc. La coesistenza dunque portera' a costi certamente insostenibili sia per la produzione che per il consumatore. Ed oltre al danno economico e' garantito il danno commerciale per le aziende, un danno d'immagine che non e' quantificabile''.
''Si confermano in pieno tutte le nostre perplessita' sulla possibile coesistenza di colture Ogm e colture tradizionali - ha ribadito l'assessore all'agricoltura della Regione Toscana Susanna Cenni - Ma se fino a oggi era emerso soprattutto il rischio biologico della contaminazione, particolarmente grave in una regione come la nostra in cui le aziende sono tutte di piccole dimensioni, al seminario sono apparsi chiari anche i problemi di tipo economico''.
''La nostra - ha aggiunto Cenni - non e' una battaglia ideologica: il principio che perseguiamo e' quello di massima precauzione per la nostra agricoltura in un contesto in cui la scienza non da' garanzie sufficienti in termini di sicurezza e mantenimento dell'identita' dei nostri prodotti''.
Al centro dei lavori i risultati della ricerca che l'Arsia ha promosso nel 2004 attraverso specifico bando, sull'impatto dell'introduzione degli Ogm sul territorio e dei riflessi sull'ecosistema, sull'economia rurale e sul sistema istituzionale. Sono emerse alcune criticita' sulla coesistenza fra Ogm e colture tradizionali in particolare riguardo alla sostenibilita' ambientale e alle ricadute sul sistema economico territoriale, anche a livello d'immagine e ''appeal'' commerciale, per la coesistenza tra Ogm, colture biologiche convenzionali e di qualita'. E poi, aspetto non secondario, i costi elevati per le aziende agricole, per la pubblica amministrazione e per i consumatori.
''Il livello di conoscenza scientifica in merito agli Ogm - ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, Amministratore Arsia - non risulta ancora adeguato, come hanno dimostrato i risultatidella ricerca condotta dall'Arsia su Ogm e coesistenza. Un deficit checi impone dunque di orientarsi verso il principio di massima precauzione. In questo senso l'Arsia continuera' ad operare sul frontedella ricerca per fornire supporti adeguati alla Regione Toscana per portare avanti politiche di valorizzazione e salvaguardia dell'ambiente e delle produzioni. Al fine di implementare gli studi inmateria l'Arsia avviera' un rapporto di collaborazione con l'Inra (istituto nazionale ricerca in agricoltura) per validare una metodologia di coesistenza attraverso un programma messo a punto dallostesso Inra con un finanziamento comunitario''. Riguardo al tema delle ''soglie di tolleranza e distanze di isolamento'' e' emersa una grande difficolta' a stabilire a priori soglie di tolleranza omogenee sui territori e sulle tipologie diverse di colture: la ricerca ad oggi non fornisce parametri certi di contaminazione fra colture, e gli studi finora svolti non sono stati  collaudati su tutti i territori interessati dato che anche gli aspetti climatici influiscono sulle distanze di contaminazione. La sessione ''Controllo e monitoraggio'' ha evidenziato la necessita' di definire in termini esatti la differenza fra l'attivita' di monitoraggio e di controllo. Il monitoraggio e' una attivita' che dovra' essere istituita a prescindere da una normativa sulla coesistenza, in quanto permette di tenere sotto controllo le produzioni, il territorio l'ambiente e l'ecosistema. A seguito di segnalazione di superamento di soglie di pericolosita' scattera' l'attivita' di controllo al fine di verificare in termini reali la contaminazione fra Ogm, i controlli dovranno essere estesi su tutta lafiliera. Fra le necessita' emerse quella di promuovere studi specificiper definire metodologie comuni di controllo e monitoraggio.
Infine attenzione per gli ''Ogm nelle filiere agroalimentari'' dove si e' evidenziata l'esigenza di garantire nell'intero percorso della filiera la separazione fra produzione Ogm e non-Ogm, sottolineando la questione costi della certificazione che penalizzerebbero le produzioni tipiche.

(red/08.11.06)

 

N. 818 - 08 Novembre 2006