Caccia: Tar conferma calendario venatorio Lazio 2013-2014 Respinto ricorso di Lav, Lac, Wwf, Enpa, Lipu e Legambiente

martedì 18 febbraio 2014


ZCZC3626/SXR XRM65420 R POL S43 QBXL (ANSA) - ROMA, 18 FEB - Resta confermato il Calendario venatorio e il relativo Regolamento per la stagione venatoria 2013-2014 della regione Lazio. Lo ha deciso la I sezione ter del Tribunale amministrativo del Lazio, presieduta da Linda Sandulli, nel respingere un ricorso proposto da Lega Antivivisezione (Lav), Lega per l'Abolizione della Caccia (Lac), Wwf, Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), Lega Italiana Protezione degli Uccelli (Lipu) e Legambiente.    Tutte chiedevano l'annullamento del decreto con il quale il Presidente della regione Lazio, il 3 luglio scorso, emise il Calendario venatorio regionale, regolamentando la stagione 2013-2014, e indicando le specie ammesse al prelievo, il carniere giornaliero e stagionale, il numero delle giornate settimanali di caccia, le norme per le aziende faunistico-venatorie e turistico-venatorie, l'allenamento e l'addestramento dei cani da caccia, nonche' le norme per l'esercizio della caccia nelle Zone di protezione speciale.    Le associazioni ricorrenti, tra l'altro, contestavano il provvedimento per la ritenuta violazione delle disposizioni di legge che per ogni singola specie vietano la caccia durante il ritorno al luogo di nidificazione, durante il periodo della nidificazione e le fasi della riproduzione e della dipendenza degli uccelli.    Per il Tar, la regione Lazio, nel decreto contestato "ha dato dimostrazione – si legge nella sentenza - di aver attentamente esaminato le osservazioni dell'Ispra e, per quelle alle quali ha ritenuto di non aderire, ha esaustivamente fornito le relative argomentazioni, con riguardo ai periodi ed alle modalita' di caccia". Non solo; nel motivare lo stesso decreto "l'Ente regionale ha fatto riferimento, in particolare, ai risultati di studi svolti da organi aventi riconoscimento a livello europeo e/o studi riferiti alla specifica realta' regionale, che evidenziano le peculiarita' legate al territorio del Lazio". Valutando cio', per i giudici "si evince che non sussistono il difetto di istruttoria e di motivazione, ne' lo sviamento di potere" sostenuto dai ricorrenti nel ricorso. (ANSA).

     YJ1Z 18-FEB-14 13:53 NNN