XYLELLA. EMILIANO SCRIVE ALL'EUROPA: ECCO COSA CI PREOCCUPA /FOTO

martedì 21 luglio 2015



ZCZC
DIR0001 3 POL 0 RR6 / DIR


LETTERA AL COMMISSARIO: "NON ECCEDETE IL NECESSARIO E POSSIBILE"

(DIRE) Roma, 21 lug. - Hanno parlato, si sono stretti la mano. E
poi Michele Emiliano ha consegnato una lettera al commissario
europeo alla Salute, Vytenis Andriukaitis. Perche' lo sforzo per
combattere la Xylella e salvare cosi' gli ulivi secolari non
restino parole, ma anzi che il punto di vista della Regione sia
ancor piu' chiaro. "Senza una attenta valutazione del rapporto
rischio/beneficio di ogni misura adottata - scrive tra l'altro
Emiliano - si corre solo il rischio di generare conflitti
sociali, aggravati, nel caso di specie, anche dall'assenza di
qualsiasi condivisione con le popolazioni locali che sono poi
chiamate a concorrere ad attuare e/o subire le misure stesse.
Sono consapevole delle difficolta' e degli interessi degli altri
Stati Membri cosi' come del fatto che occorre fare tutto il
possibile e quanto necessario per contenere la malattia negli
attuali confini. Sono, tuttavia, dubbioso che le misure fin ora
adottate non eccedano "il necessario e il possibile", sconfinando
nell'impossibile e nel vessatorio. Non puo', chiaramente,
sfuggirmi che le misure europee di allerta e di quarantena
scattano anche in presenza di un solo caso di Xylella, ma e'
fondamentale che la Commissione Europea e gli Stati Membri
interessati, comprendano in maniera piu' approfondita il
fenomeno, prima di adottare misure che potrebbero risultare
drammaticamente impattanti".
Emiliano entra nel merito, chiedendo di "sottoporre ad una
revisione ragionata la strategia proposta dalla Decisione di
esecuzione 789/15 come da articolo 6 punto 10, attivando una
valutazione di fattibilita' supportata dall'Agenzia EFSA
conformemente alla norma tecnica FAO ISPM9". E anticipa punto per
punto le valutazioni, i rilievi e le critiche della Regione che
"saranno sicuramente argomento di una riflessione futura:
l'obbligo di estirpazione per la zona di sorveglianza di tutte le
piante ospiti di Xylella anche se sane, nel raggio di cento metri
da una pianta malata, appare esagerato perche' comporta
l'abbattimento di migliaia di piante di ulivo anche monumentali,
non infette da Xylella, senza che sia stata valutata la reale
efficacia dell'azione di estirpazione delle piante, con un
intervento irreversibile che danneggia ambiente, paesaggio e
proprietari delle piante".
"Per altre fitopatie da quarantena- continua Emiliano- che non
interessavano una specie produttiva di tale rilevanza, non solo
economica, come l'ulivo, risulta che le azioni preventive
cautelari di estirpazione di piante hanno interessato superfici
molto piu' ridotte. Il divieto di impianto delle specie vegetali
dell'allegato II nella zona di insediamento se puo' forse
trovare giustificazione nella fascia piu' settentrionale dove
effettuare degli abbattimenti per contenimento a protezione della
zona cuscinetto, nella parte centro meridionale della penisola
Salentina, considerato l'insediamento irreversibile del patogeno,
appare un'inutile misura vessatoria senza giustificazione
tecnico-scientifica. L'ampiezza della fascia settentrionale della
zona infetta in cui abbattere tutte le piante aggredite dal
patogeno, 20 chilometri di larghezza per oltre 50 di lunghezza,
appare esagerata. Le attivita' di monitoraggio richieste sono
insostenibili. La riduzione della fascia ad una larghezza di 5
chilometri non solo risulterebbe ugualmente efficace, ma la
sostenibilita' delle azioni richieste aumenterebbe le garanzie
del controllo. L'abbattimento degli alberi potrebbe essere
sostituito dalla eradicazione degli stessi e dal reimpianto, a
fini di ricerca scientifica, nelle aree con una presenza
conclamata del patogeno con cultivar di ulivo che apparirebbero
meno sensibili al fenomeno del disseccamento. La ricerca per una
cura delle piante colpite utilizzando metodiche innovative che
recentemente sono state proposte in diversi progetti pilota e che
stanno dando primi risultati incoraggianti nella remissione
sintomatica delle piante infette costituendo una proposta
alternativa all'eradicazione del batterio attraverso l'espianto.
I vivai che si sono dotati di tecniche di isolamento da vettori
esterni (screen house) garantirebbero la certificazione di
esenzione dal batterio favorendo la ripresa di un vivaismo di
alta qualita' che dopo decenni di sacrifici ed investimenti
rischia di essere cancellato. L'elenco delle specie vegetali
sottoposte a limitazione della movimentazione appare esagerato ed
inutile".
"Esagerato- spiega Emiliano- in quanto senza motivo comprende
le specie ospiti di tutte le sottospecie di Xylella, mentre e'
ormai accertata l'esistenza in Salento di una sola sottospecie,
con una gamma d'ospiti molto piu' limitata. Inutile perche' buona
parte delle specie identificate come ospiti del ceppo salentino
sono ospiti di prima segnalazione per Xylella, facendo prevedere
che eventuali ospiti non ancora identificati non siano compresi
nell'allegato I. Il blocco della movimentazione della vite appare
poi doppiamente vessatorio, perche', nonostante il monitoraggio,
mancano evidenze della suscettibilita' in condizioni naturali,
perche' anche in condizioni sperimentali non c'e' nessuna
evidenza di suscettibilita'. Il tutto in una situazione in cui,
per un esagerato e discutibile principio di massima precauzione,
si blocca l'attivita' di quaranta imprese specializzate del
comprensorio vivaistico di Otranto. L'impossibilita' per i vivai
delle aree infette di commercializzare tutte le specie
dell'allegato I nelle medesime aree appare irragionevole e
inutilmente penalizzante per i vivai con l'assurda conseguenza
che si ripercuote anche sui cittadini delle aree infette, che per
acquistare una pianta in allegato I, da impiantare in area
infetta, devono farlo dai vivai delle altre provincie. Le attuali
misure imposte dalla normativa obbligano l'Italia, la Regione
Puglia, gli agricoltori e vivaisti colpiti, a costi insostenibili
che creano condizioni di distorsione del mercato tra gli Stati
Membri e tra le stesse regioni italiane. Urge individuare un
adeguato piano di interventi economici per finanziare le azioni
di lotta e di contenimento e per indennizzare agricoltori e
vivaisti dei danni subiti".
Per Emiliano, infine "occorre programmare, urgentemente, una
attivita' di ricerca scientifica di livello europeo, dedicato
alla Xylella fastidiosa, che stanzi risorse adeguate. A questo
proposito sarebbe fondamentale che l'area maggiormente colpita
dal patogeno diventi un laboratorio a cielo aperto, nel quale
convogliare tutte le risorse necessarie per un approfondimento
sulla tematica specifica e, piu' in generale, sul tema delle
fitopatie, questo anche al fine di studiare modelli di
prevenzione che, in futuro, evitino ad altre aree il dramma in
cui versa il Salento".
(Pic/ Dire)
10:52 21-07-15

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