AGRICOLTURA: ROSSI, A REGIONI LE MISURE DI INVESTIMENTO SU SVILUPPO RURALE

martedì 15 settembre 2015


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     La richiesta del presidente della Toscana a Bruxelles

 

     Firenze, 15 set. - (AdnKronos) - "Le Regioni, che hanno già esperienza

con i fondi dello Sviluppo Rurale, sono le candidate ideali a gestire

tutte le misure di investimento in agricoltura". Così il presidente

della Regione Toscana, Enrico Rossi, si è espresso oggi durante

l'audizione alla commissione agricoltura del Parlamento Europeo a

Bruxelles.

 

     Rossi ha sostenuto con forza la necessità di semplificare e rendere

più efficiente il sistema di erogazione dei fondi comunitari in

agricoltura, che oggi avviene attraverso un doppio binario, quello

della Pac (politica agricola comune - primo pilastro) ovvero gli aiuti

diretti e le misure sugli investimenti dello Sviluppo Rurale (secondo

pilastro).

 

     In Toscana i fondi comunitari portano risorse consistenti

all'agricoltura. "Nel 2014 - ha ricordato Rossi - i pagamenti diretti

effettuati per il primo pilastro sono pari a 187 milioni di euro,

mentre i fondi dello sviluppo rurale erogati sono stati pari a 168

milioni di euro." La Toscana dal canto suo ha saputo spendere bene

questi soldi. (segue)

 

     (Red-Xio/AdnKronos)

15-SET-15 18:23

 

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     AGRICOLTURA: ROSSI, A REGIONI LE MISURE DI INVESTIMENTO SU SVILUPPO RURALE (2) =

 

     (AdnKronos) - "La nostra Regione - ha detto Rossi - rappresenta un

modello territoriale e paesaggistico unico e di pregio. Il paesaggio è

il frutto dell'agricoltura, la Toscana non sarebbe la stessa senza il

suo paesaggio e le sue 70mila aziende agricole e le 5200 aziende

agroindustriali che forniscono prodotti e servizi di alta qualità.

Basti pensare alle 86 fra denominazioni di origine protetta e

indicazioni di origine protetta riconosciute."

 

     Rossi ha inoltre ricordato il Piano del paesaggio adottato dalla

Toscana, le misure di contrasto al cambiamento climatico e la

creazione della Banca della Terra, per agevolare il lavoro dei giovani

e l'utilizzo delle terre incolte.

 

     "Per il futuro - ha concluso Rossi - dobbiamo chiederci se è giusto

mantenere l'attuale assetto con tutte le varietà di intervento, oppure

non sia più opportuno omogeneizzare e razionalizzare gli interventi.

Io credo - ha aggiunto - che sarebbe opportuno che tutti i pagamenti

legati alla superficie siano assicurati nell'ambito del primo

pilastro, mentre le misure legate agli investimenti afferiscano al

secondo pilastro, ossi alla politica di sviluppo rurale." Ed è proprio

in questo contesto ed in virtù dell'esperienza delle Regioni in

materia di sviluppo Rurale che Rossi ha avanzato la proposta che siano

proprio le Regioni i soggetti ideali per gestire tutte le misure di

investimento, unificandole ad esempio con quelle previste dalle Ocm

(organizzazioni comuni di mercato) per vino, olio e ortofrutta, ed

evitando il doppio binario e le sue complicazioni e sovrapposizioni.

 

     (Red-Xio/AdnKronos)

15-SET-15 18:23

 

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