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##Sottoscritto a Bruxelles documento per interventi su crisi riso

lunedì 17 luglio 2017



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##Sottoscritto a Bruxelles documento per interventi su crisi riso
Da 8 nazioni compresa l'Italia, chieste misure a sostegno comparto

Roma, 17 lug. (askanews) - Svolta a Bruxelles sulla crisi del
riso. Oggi infatti, per affrontare la forte crisi del settore
risicolo, l'Italia insieme a Francia, Spagna, Bulgaria, Grecia,
Ungheria, Portogallo e Romania ha sollecitato un intervento
urgente alla Commissione europea per rendere operative misure
adeguate a sostegno del comparto. I ministri dell'agricoltura
hanno sottoscritto questa mattina a Bruxelles, in occasione del
Consiglio dei Ministri Ue, un documento strategico con 4
richieste fondamentali.Il documento sottoscritto dai ministri dell'agricoltura
avanza
alla Commissione la richiesta di attivare la clausola di
salvaguardia per le importazioni dai paesi EBA e valutare la
possibilità di rimuovere i vincoli che impediscono l'efficace
applicazione delle misure di salvaguardia per le importazioni dai
PMA e da altre origini nel Sistema delle Preferenze
Generalizzate. Ancora, si chiede di riconoscere la specificità
del settore nella nuova Politica Agricola Comune.La terza richiesta
è quella di potenziare modelli di
etichettatura attraverso adeguate iniziative per aumentare il
consumo del riso prodotto nell'Unione europea. Infine, gli otto
paesi chiedono di approfondire gli studi per valutare gli effetti
che questi sistemi riguardanti i paesi meno sviluppati ed i
Sistemi di Preferenze Generalizzate hanno avuto sui diritti
sociali e dei lavoratori nei paesi EBA, come anche le conseguenza
ambientali dei sistemi di produzione locali.Nel documento sono contenuto
richieste che rappresenterebbero,
spiega Paolo Carrà, presidente dell'Ente Nazionale Risi, un
""passo decisivo verso la soluzione dei problemi della
risicoltura, ma soprattutto una conferma della grande attenzione
del ministro Martina per la nostra filiera"".Anche in seguito all'accordo
del G7 del riso, promosso il 20
febbraio a Milano dall'Ente Nazionale Risi, si sblocca con questo
documento ""una situazione gravissima: infatti, è stato importante
convincere i francesi e ciò è stato possibile grazie alla
collaborazione con il presidente del sindacato dei risicoltori
europei, Bertrand Mazel"".""La crisi del settore è a livello europeo
- ha detto il ministro
Martina - e come tale va affrontata. La salvaguardia del reddito
dei nostri produttori è una priorità e per questo continuiamo la
nostra battaglia, insieme ad altri sette paesi dell'Ue che
rappresentano praticamente tutta la produzione risicola europea,
chiedendo alla Commissione un intervento concreto e immediato.
Non possiamo più permetterci uno squilibrio di mercato come
questo, frutto di accordi che mettono in difficoltà i nostri
agricoltori oggi e che in prospettiva rischiano di azzerare la
produzione europea. È il momento delle risposte per invertire la
tendenza, tutelando le produzioni, i paesaggi coinvolti nelle
produzioni e garantendo allo stesso tempo sicurezza e trasparenza
ai consumatori"".Il progressivo aumento delle importazioni di riso
dai paesi EBA
sta gravemente danneggiando e svantaggiando gli agricoltori, le
industrie ed il mercato dell'Ue. Una recente analisi del mercato
dal 1° settembre 2009, quando è iniziata la completa
liberalizzazione delle importazioni dai Paesi Meno Avanzati
(PMA), mostra il progressivo aumento delle importazioni totali di
riso dell'Ue (+65% dalla campagna 2008/2009 alla campagna
2015/2016), che ha raggiunto il record di 1,34 milioni di
tonnellate nella campagna 2015/2016.Ancora, si nota un grande aumento
delle importazioni di riso in
piccole confezioni dai PMA (+45% dal 2013 al
2016, monitorato dalla Commissione europea per anno civile).
Inoltre, le giacenze europee sono in aumento. Per la campagna
2016/2017, la Commissione europea si aspetta un livello record di
giacenze finali di 586.000 tonnellate (equivalenti al 30% della
produzione UE). Secondo queste tendenze, ci sarà un rischio reale
che l'Ue divenga completamente dipendente dalle importazioni di
riso dai Paesi Terzi. Inoltre, il conseguente abbandono dei
terreni coltivati a riso nell'Ue rischia di provocare un impatto
molto grave e negativo in termini di conseguenze ambientali e
sociali.

Apa

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