Maltempo, Coldiretti: anno nero api italiane, miele dimezzato

lunedì 2 settembre 2019



Maltempo, Coldiretti: anno nero api italiane, miele dimezzato
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Maltempo, Coldiretti: anno nero api italiane, miele dimezzato
Eventi meteo estremi hanno sconvolto apicoltura nazionale

Roma, 2 set. (askanews) - E' praticamente dimezzata la raccolta
di miele in Italia nel 2019 per effetto dell'andamento climatico
anomalo che non ha risparmiato gli alveari e fatto soffrire le
api, un indicatore sensibile dello stato di salute dell'ambiente.
E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione
dell'arrivo di una nuova ondata di maltempo in un anno segnato
fino ad ora da 1126 eventi meteo estremi lungo la Penisola fra
grandinate, trombe d'aria, tempeste di acqua e vento e ondate di
calore, con un incremento del 56,4% rispetto all'anno precedente,
secondo la banca dati ESWD.
Una situazione che ha sconvolto la vita delle api che le api sono
sentinelle dell'equilibrio naturale globale e della biodiversità
con l'alimentazione che - sottolinea la Coldiretti - dipende per
oltre un terzo da coltivazioni impollinate attraverso il lavoro
di insetti, al quale proprio le api concorrono per l'80% a
conferma del ruolo insostituibile svolto da questo insetto tanto
si dice che Albert Einstein sosteneva che ""se l'ape scomparisse
dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro
anni di vita"".
L'annata 2019 - continua la Coldiretti - sta prospettandosi per
l'intera apicoltura nazionale come la più critica e problematica
di sempre a causa dell'andamento climatico anomalo. Al caldo e
siccità nei primi mesi primaverili sono seguite copiose
precipitazioni, unite ad un significativo calo termico per buona
parte del mese di maggio che hanno compromesso le fioriture
mentre nell'estate bollente si sono verificate violente ondate di
maltempo.(Segue)

Red/Gab


Roma, 02 SET 2019 09:32
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Maltempo, Coldiretti: anno nero api italiane, miele dimezzato -2-
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Maltempo, Coldiretti: anno nero api italiane, miele dimezzato -2-


Roma, 2 set. (askanews) -
Le api non hanno avuto la possibilità di raccogliere il nettare e
il poco miele che sono riuscite a produrre lo hanno mangiato per
sopravvivere con il risultato è che quest'anno la produzione
nazionale risulterà ben al di sotto delle oltre 23,3 milioni di
chili del 2018 mentre le importazioni sono risultate pari a 9,7
milioni di chili nel primi cinque mesi del 2019 secondo
elaborazioni Coldiretti su dati Istat dalle quali si evidenzia
che circa la metà arriva dall'Ungheria  e quasi il 10% dalla Cina.
Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti
dall'estero, spesso di bassa qualità occorre verificare con
attenzione l'origine in etichetta oppure di rivolgersi
direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli
agriturismi o nei mercati di 'Campagna Amica' consiglia la
Coldiretti. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non
sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad
esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l'etichettatura di
origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La
parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle
confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale
mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell'Unione
Europea, l'etichetta deve riportare l'indicazione ""miscela di
mieli originari della CE""; se invece proviene da Paesi
extracomunitari deve esserci la scritta ""miscela di mieli non
originari della CE"", mentre se si tratta di un mix va scritto
""miscela di mieli originari e non originari della CE"".
In Italia - spiega la Coldiretti - esistono più di 50 varietà di
miele a seconda del tipo di 'pascolo' delle api: dal miele di
acacia al millefiori (che è tra i più diffusi), da quello di
arancia a quello di castagno (più scuro e amarognolo), dal miele
di tiglio a quello di melata, fino ai mieli da piante aromatiche
come la lavanda, il timo e il rosmarino. Nelle campagne italiane
- conclude la Coldiretti - ci sono 1,4 milioni gli alveari curati
da 51.500 apicoltori di cui 33.800 circa produce per autoconsumo
(65%) e il resto con partita iva che producono per il mercato
(35%).

Red/Gab


Roma, 02 SET 2019 09:32
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