Carburanti: la segnalazione dell'Autorità a Governo, Parlamento e Regioni

giovedì 25 gennaio 2007


Carburanti: la segnalazione dell'Autorità a Governo, Parlamento e Regioni

(regioni.it) Il 18 gennaio l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha inviato una “segnalazione a parlamento, governo e regioni” per chiedere la rimozione dei vincoli che bloccano l’evoluzione del mercato della distribuzione dei carburanti per aumentare la competitività del settore e ridurre il prezzo industriale, in Italia costantemente più elevato della media di 15 paesi UE. In questo settore – secondo l’Autorità – “i progressi ottenuti sono stati insufficienti. Dai 39.000 punti vendita del 1980 si è arrivati agli attuali 25.000, numero comunque particolarmente elevato. L’erogato medio per impianto è notevolmente inferiore alla media europea, solo una esigua percentuale di distributori è dotata di impianti self-service mentre si registra una presenza del tutto marginale degli operatori della Grande Distribuzione Organizzata (GDO)”.

“In relazione alle restrizioni quantitative all’entrata – scrive fra l’altro Catricalà -  la normativa nazionale prevede che le regioni, nella determinazione dei criteri per l’installazione dei nuovi impianti, definiscano: bacini di utenza (dei quali possono essere conosciute caratteristiche deficitarie o eccedentarie dell’offerta in base a parametri quali l’erogato totale regionale, i veicoli circolanti, il numero di abitanti, il numero punti vendita esistenti, i flussi di traffico, la stagionalità della domanda per motivazioni turistiche); superfici minime in funzione della localizzazione dell’impianto; nonché distanze minime obbligatorie misurate dall’accesso sulla viabilità pubblica (decreto ministeriale 31 ottobre 2001, “Approvazione del Piano nazionale contenente le linee guida per l’ammodernamento del sistema distributivo dei carburanti).
Nel dare concreta attuazione a tali previsioni, le amministrazioni regionali e provinciali hanno adottato, seppur secondo modalità differenziate (distanze minime da 200 metri a 15 chilometri; superfici minime da 200 a 3000 metri quadri, a seconda della localizzazione dell’impianto; nuovi impianti self-service post-pagamento e/o pre-pagamento dotati di autonome attività commerciali integrative e/o di pubblici esercizi con superficie di vendita non inferiore a 25/30 metri quadri e non superiore a quelle degli esercizi di vicinato), misure di pianificazione dell'offerta volte a cristallizzare gli assetti distributivi esistenti, favorendo di fatto gli interessi degli operatori già presenti sul mercato”.

Inoltre  L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 18 gennaio 2007, ha avviato anche un’istruttoria per possibile intesa restrittiva della concorrenza nei confronti di nove compagnie petrolifere. Secondo l’Autorità Eni, Esso Italiana, Kuwait Petroleum Italia, Shell Italia, Tamoil Italia, Total Italia, Erg Petroli, Ip e Api, quantomeno a partire dalla fine del 2004, avrebbero posto in essere meccanismi collusivi nella determinazione del prezzo consigliato dei carburanti alla distribuzione, attraverso continui scambi di informazioni. Le società petrolifere avrebbero in sostanza concordato la fissazione dei prezzi consigliati, che risultano di conseguenza aver avuto ed avere un andamento parallelo, con variazioni contestuali, di entità comparabile e di segno omogeneo, in violazione della normativa a tutela della concorrenza.

L’argomento della liberalizzazione è stato poi affrontato da Radio anch’io (trasmissione di Radio 1 Rai) del 24 gennaio. Alla trasmissione ha partecipato fra gli altri il Vicepresidente della Regione Marche Luciano Agostini, che per conto della Regione segue il coordinamento della materia commercio per la Conferenza delle Regioni.

Alla domanda :“Poiché il potere di concedere le licenze per la vendita carburanti è in mano alle regioni, queste ultime avrebbero potuto incentivare la grande distribuzione. Perché allora non è stato fatto?”, il Vicepresidente delle Marche Agostani ha risposto: “L’applicazione del titolo V che ha trasferito alcune competenze alle Regioni è un fatto relativamente recente. In ogni caso alcune regioni si sono mosse, forse in modo troppo timido. Ovviamente una normativa nazionale che tendesse a svincolare il mercato dalle grandi compagnie potrebbe aiutare le regioni a favorire una normativa e una programmazione diverse da quelle attuali”.

(sm/24.01.07)

 

 

N. 859 - 24 Gennaio 2007