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PIANO LUPO. GALLETTI: NON SARÀ APERTURA CACCIA O CONTROLLO DELLA SPECIE

venerdì 17 febbraio 2017


ZCZC
DIR0083 3 POL  0 RR1 / DIR 

 


(DIRE) Roma, 17 feb. - "Il Piano Lupo prevede 22 azioni di
conservazione: misure per la prevenzione dei danni da predazione,
nucleo antibracconaggio composto dai Carabinieri forestali e
dalle polizie locali, l'addestramento di cani al rilievo di
bocconi avvelenati, le vaccinazioni dei cani randagi per ridurre
l'ibridazione con i lupi e le predazioni altrimenti spesso
attribuite ai lupi, oltre ad una piu' stretta regolamentazione
dello strumento delle deroghe al divieto generale di rimozione
gia' previsto dalla legislazione vigente. Tali deroghe, infatti,
sono autorizzabili solo a seguito di precise condizioni e in
piena conformita' con la normativa comunitaria e nazionale. Esse
non rappresentano assolutamente l'apertura della caccia al lupo o
un mezzo di controllo della specie, trattandosi, peraltro, di
attivita' vietate per legge". Cosi' il ministro dell'Ambiente,
Gian Luca Galletti, rispondendo ad un'interpellanza alla Camera.
   "Il Piano- precisa il ministro- a fronte di una serie di
strumenti che sono quelli delineati nelle 22 azioni, non preclude
in via assoluta la possibilita' del ricorso ad una deroga, che in
particolari situazioni critiche potrebbe rappresentare l'unico
strumento risolutivo, a condizione che siano stati soddisfatti
tutti i prerequisiti previsti". Tali prerequisiti consistono
nella richiesta di deroga avanzata dall'Amministrazione
regionale, "che quindi- continua Galletti- ha il pieno controllo
sull'attivazione del processo; la documentazione prodotta dalla
Regione che attesti lo stato favorevole della popolazione del
lupo e la non incidenza della deroga sulla conservazione della
popolazione stessa; la documentazione prodotta dalla Regione che
attesti la messa in opera delle piu' idonee misure di prevenzione
e di controllo del randagismo canino; la documentazione prodotta
dalla Regione che attesti l'assenza di altre soluzioni valide; la
documentazione prodotta dalla Regione sull'attuazione delle
misure di competenza previste dal Piano". Sulla base di quanto
detto, Ispra "e' chiamata ad una valutazione caso per caso e deve
accertare la sussistenza di tali requisiti e la piena rispondenza
delle condizioni fissate dalla normativa vigente per questo tipo
di deroga". Solo a seguito del parere di Ispra, "il Ministero
puo' autorizzare la rimozione di singoli individui, in un
contesto che deve mantenere un carattere di eccezionalita'",
termina Galletti.
  (Sor/ Dire)
10:03 17-02-17

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