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AMBIENTE: ALLARME ANBI, E' CRISI IDRICA AL NORD

lunedì 17 aprile 2017


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      Le aree piu' colpite Emilia Romagna, Lombardia e Veneto

      Roma, 17 apr. (AdnKronos) - E' "già crisi idrica" nel Nord Italia e
cresce la preoccupazione per i prossimi mesi. Le Regioni colpite dalla
siccità sono Emilia Romagna, Lombardi e Veneto ed a monte c'è un
inverno trascorso senza periodi piovosi significativi. A lanciare
l'allarme è l'Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela
Territorio ed Acque Irrigue (Anbi), i cui Consorzi di bonifica
monitorano costantemente l'evolversi della situazione. E, "ferme
restando le priorità normative, dopo l'uso umano c'è quello agricolo"
segnala l'associazione.

      Arriva da Piacenza il più recente segnale sulla crescente crisi idrica
che interessa le regioni settentrionali del Paese. Di fronte alla
preoccupante situazione nei bacini delle dighe di Mignano (oggi è al
29% della capacità d'invaso) e di Molato (al 18% della capacità di
invaso), il locale Consorzio di bonifica, riferisce l'Anbi, ha
invitato gli agricoltori a riprogrammare semine e trapianti, poichè il
livello delle falde pregiudica anche la possibilità di emungere dai
pozzi in alcune zone del comprensorio.

      "La piovosità registrata in corrispondenza delle dighe piacentine, nel
primo trimestre 2017, è stata di circa 70 millimetri contro una
piovosità media nello stesso periodo di oltre 300 millimetri a Mignano
e di oltre 200 millimetri a Molato" segnala l'associazione.
Complessivamente, "le anomale condizioni climatiche, con il perdurare
della siccità invernale e primaverile, hanno portato la disponibilità
idrica nei terreni dell'Emilia Romagna a livelli talmente bassi da
compromettere, soprattutto nei territori occidentali della regione, la
crescita delle piante e addirittura, in taluni casi, la germinazione"
avverte. (segue)

      (Ada/AdnKronos)

ISSN 2465 - 1222
17-APR-17 12:17

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      AMBIENTE: ALLARME ANBI, E' CRISI IDRICA AL NORD (2) =
      L'Adige sorvegliato speciale, portata ridotta del 60%

      (AdnKronos) - Situazione di dichiarata criticità idrologica anche nel
Veneto dove, nel mese di marzo, sono caduti 24 millimetri di pioggia
contro una media di mm. 69 (- 66%). "Nei sei mesi tra ottobre e marzo
si sono registrate sul Veneto precipitazioni per circa 352 millimetri,
mentre la media del periodo 1994-2016 è di mm. 524: gli apporti del
periodo risultano quindi inferiori del 33% sulla media" segnala ancora
l'Anbi sottolineando che "i principali invasi del fiume Piave
trattengono attualmente circa il 63% del volume massimo invasabile
così come l'invaso del Corlo lungo il fiume Brenta".

      Su tutti i principali fiumi veneti le portate registrate, continua
l'associazione dei Consorzi di bonifica, "si mantengono nettamente
inferiori alle medie storiche ed ormai prossime a quelle minime delle
recenti annate siccitose. Sorvegliato speciale è il fiume Adige, la
cui portata è ridotta di circa il 60%, creando preoccupazione anche
per le conseguenze della risalita del cuneo salino".

      Anche i dati della Lombardia evidenziano un netto deficit idrologico
per l'area prealpina ed alpina, che può contare su una riserva pari a
1.086 milioni di metri cubi d'acqua, fornita dal manto nevoso e dai
laghi. "Il totale della riserva, invasata nei grandi laghi, -spiega
l'Anbi- risulta inferiore sia alla media del periodo (- 45,7%), sia ai
quantitativi dell'anno critico 2007". Tutti i grandi laghi si trovano
in deficit idrico, ma la situazione peggiore si registra per i laghi
di Como e d'Iseo largamente al di sotto delle medie stagionali. (segue)

      (Ada/AdnKronos)

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      AMBIENTE: ALLARME ANBI, E' CRISI IDRICA AL NORD (3) =
      Vincenzi, aumenta rischio idrogeologico, no burocrazia ma
investimenti

      (AdnKronos) - "Si ripete ancora una volta il paradosso delle
situazioni di crisi idrica" incalza Francesco Vincenzi, Presidente
Anbi. "A fronte di un'emergente stato di siccità -avverte- aumenta il
rischio idrogeologico, derivato da terreni aridi, incapaci di
assorbire eventuali, copiose piogge, la cui aumentata violenza e
ricorrenza è conseguenza acclarata dei cambiamenti climatici, che
qualcuno si ostina a negare. Possiamo, quindi, solo sperare che le
auspicate precipitazioni non accentuino le criticità di territori già
in difficoltà".

      "Ora, però, c'è bisogno che gli investimenti che il Paese ha scelto di
fare non vengano bloccati dalle burocrazie e che le stesse si rendano
concretamente disponibili verso una scelta di ammodernamento
infrastrutturale, di reddito delle imprese e di occupazione che
rischia di essere negata all'interesse generale della collettività
tutta per l'indifferenza di pochi" conclude il Direttore Generale
Anbi, Massimo Gargano. "Bisogna rendere concreta la fondamentale
scelta di fare del reticolo idraulico una delle grandi opere
infrastrutturali per il Paese" taglia corto.

      (Ada/AdnKronos)

ISSN 2465 - 1222
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