TOSCANA: CON ROSSI VERTICE SULLA SICUREZZA NELLE CAVE

venerdì 6 aprile 2018



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"Il piano straordinario è l''esempio di una pubblica
amministrazione che collabora"
Firenze, 6 apr. - (AdnKronos) - A Seravezza (Lucca) la Regione Toscana
ha fatto il punto sul piano straordinario per la sicurezza nelle cave.
Con un risultato: mettere in campo una vera azione di squadra.
"L''esempio - ha sottolineato il presidente della Toscana, Enrico Rossi
- di una pubblica amministrazione che non lavora a compartimenti
stagni: certo per abbatterli ci vuole fatica, ma è la dimostrazione
che si può fare".
L''azione coordinata che il presidente Rossi ha evidenziato e che ha
invitato a proseguire è quella che riguarda i controlli (ma anche i
corsi di formazione, gli studi e le attività di sensibilizzazione) per
rendere le cave del comprensorio apuo-versiliese che estraggono marmo
e le aziende che lo lavorano luoghi più sicuri per i lavoratori, ma
anche più rispettose di ambiente e paesaggio.
Era l''obiettivo del protocollo firmato l''anno scorso a gennaio e oggi
al Teatro delle Scuderie Granducali di Seravezza, da dove si scorgono
e fanno capolino le prime vette imbiancate di marmo, si è presentata
l''occasione per fare il punto: un lungo resoconto che è partito dagli
interventi, tutti messi in fila, realizzati nel 2017 fino alle azioni
previste per il 2018. (segue)
(Red-Xio/AdnKronos)
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(AdnKronos) - "Nessuno ha mai pensato di chiudere un''attività, come
quella estrattiva, che qui va avanti da secoli - ha spiegato il
presidente Rossi - Avevamo però un sogno, difficile ma non
impossibile: quello in cui la ricchezza produce lavoro, sicuro, e la
produzione rispetta ambiente e paesaggio. Produttività e sostenibilità
possono andare d''accordo: naturalmente servono regole e le regole poi
devono essere seguite".
Il piano straordinario per la sicurezza nelle cave approvato a maggio
2016 si sarebbe dovuto concludere nel 2018. Ma già l''anno scorso, a
dicembre, la giunta ha deciso una proroga fino al 2020: 2 milioni e
mezzo lo stanziamento iniziale, 750 mila le risorse aggiunte.
Stamani a Seravezza con il presidente della Toscana Enrico Rossi,
c''erano i tecnici di Regione, Asl e Arpat, i procuratori Aldo
Giubilaro di Massa Carrara e Pietro Suchan di Lucca, l''avvocato
generale Fabio Maria Gliozzi della Procura generale di Firenze e
Valeria Fazio della Procura Generale di Genova. C''erano anche il
colonnello dei carabinieri forestali Maurizio Folliero e il
contrammiraglio Giuseppe Tarzia della Direzione Marittima della
Toscana, e i sindaci e amministratori del territorio: sono intervenuti
quelli di Massa e Carrara, Seravezza, Stazzema e Fivizzano. Tutti
soddisfatti per gli obiettivi raggiunti. (segue)
(Red-Xio/AdnKronos)
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(AdnKronos) - "Si è decisamente avvertito il cambio di passo", hanno
ripetuto gli amministratori in sala: "Le prescrizioni c''erano anche
prima ma i controlli erano pochi e magari spesso non venivano così
seguite". Inoltre adesso molte procedure sono state omogeneizzate.
Rimane un unico cruccio: le pese pubbliche che molti non hanno, che
non è facile realizzare per i troppi accessi alle cave e la necessità
dunque di affidarsi alle autocertificazioni.
Rossi ha sottolineato più volte il lavoro di squadra e l''importanza e
il valore aggiunto di proseguire sulla strada avviata. "Le regole -
dice hanno bisogno di condivisione e ascolto ed abbiamo imboccato il
sentiero giusto". Quanto a capire poi come si dispiieghino l''attività
collegiale a cui fa riferimento e il duplice fuoco del progetto -
sicurezza sul lavoro e rispetto dell''ambiente e del paesaggio - basta
scorrere le corpose slides che si sono susseguite per tutta la
mattinata sul grande schermo.
Ci sono i controlli della Asl: quelli sulla sicurezza per i
lavoratori, nelle cave e nelle aziende, e sulla conformità dei
macchinari che si usano. C''è l''idea di arrivare ad uno sviluppo
sostenibile dell''attività estrattiva, con il monitoraggio ad esempio
di Arpat delle acque a valle di cave e laboratori che tagliano e
lavorano il marmo, oggi realizzato a campione e domani magari in
continuum grazie a sensori in fase di taratura. I controlli effettuati
hanno segnalato un solo caso di grave alterazione dell''ambiente, (segue)
(Red-Xio/AdnKronos)
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(AdnKronos) - C''è, tra le tante altre azioni, l''attività di
monitoraggio della stabilità dei versanti condotta dai tecnici della
Regione: ogni sei giorni un satellite fotografa e segnala eventuali
movimenti e deformazioni del terreno con una simulazione
tridimensionale, un sistema che potrebbe essere esportato altrove e
non utilizzato solo per i controlli sulle cave. Si pensa anche ad
un''analisi di rischio.
C''è lo studio, che sarà finito tra giugno e settembre, del reticolo
idraulico e su come ricostruirlo e poi tutelarlo, perché purtroppo - è
un dato di fatto - attorno alle cave si è irrimediabilmente perso
parte del demanio idrico. C''è infine la tecnologia che sempre ti può
dare una mano, con la messa a punto di un database condiviso di tutti
i controlli effettuati in cava.
Ci sono le verifiche naturalmente dei carabinieri forestali ma si
pensa pure agli incentivi per la ricerca, per individuare come ridurre
l''impatto ambientale dell''attività estrattiva, per l''utilizzazione
commerciale dei materiali di scarto o di minor pregio ma anche per
ridurre il rischio di incidenti sul lavoro. (segue)
(Red-Xio/AdnKronos)
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(AdnKronos) - I numeri parlano da soli: controlli e ispezioni sono
quadruplicati. E'' l''effetto del piano straordinario lanciato dalla
Regione nel 2016. Ma ci sono stati anche corsi di formazione e linee
guida a disposizione degli imprenditori, per aiutarli ad elaborare i
loro piani. L''obiettivo nel primo e secondo caso è lo stesso: nessuno
ostacolo allo sviluppo dell''attività di estrazione ma cave più sicure,
perché incidenti gravi e mortali non si verifichino più, e più
rispettose dell''ambiente e del paesaggio.
Nel comprensorio apuo-versiliese si contano più di trecento cave di
marmo. Quelle attive sono attorno alla metà: novanta in provincia di
Massa Carrara, sessanta in quella di Lucca. Prima del piano
straordinario, che ha permesso l''assunzione di nuovo personale, l''Asl
Nord-Ovest contava 280 accessi e controlli totali. Nel 2017 ne sono
stati programmati e poi effettuati 885 in 173 cave diverse e 453 in
duecento laboratori. Gli esiti sono stati 36 verbali di prescrizione
con comunicazione di notizia di reato, 28 non conformità per i siti
estrattivi e 43, di cui 25 comunicazioni di notizia di reato, per i
laboratori dove si lavora il marmo.
L''Arpat, l''azienda regionale per la protezione ambientale, di
sopralluoghi sempre nel 2017 ne ha fatti 161, con accessi in 65
diverse cave. Ne sono scaturite 42 comunicazioni di notizie di reato
ed altrettante sanzioni amministrative, 20 prescrizioni, 9 lettere
agli enti per provvedimenti di competenza e un sequestro di un
capannone dove il gestore trattava e smaltiva i rifiuti prodotti dalla
cava senza autorizzazione. (segue)
(Red-Xio/AdnKronos)
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(AdnKronos) - Sempre l''anno scorso ci sono stati anche 19 sopralluoghi
per quanto attiene il rischio idraulico e idrogeologico, da parte dei
tecnici della Regione. E sempre la Regione, con i suoi ingegneri e
architetti, ha controllato i progetti di 18 cave del distretto
apuo-versiliese (e tre fuori distretto) per valutarne la compatibilità
da un punto di vista paesaggistico.
Trecentodiciotto sono stati i controlli che hanno coinvolto i
carabinieri forestali: diciotto in cava, dodici a Lucca e sei a Massa
Carrara, e trecento sui mezzi pesanti che trasportano marmo, grazie a
sessantacinque posti di controllo e duecento militari complessivamente
impegnati.
I numeri nel 2018 cresceranno ulteriormente, Nel piano operativo
illustrato stamani si parla, ad esempio, di otto o nove controlli in
un anno a cava da parte della Asl ed almeno uno per laboratorio, mille
e duecentosessanta in tutto, di centocinquanta sopralluoghi
programmati da Arpat e 129 campionamenti di acque superficiali e
sotterranee. (segue)
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(AdnKronos) - Si indicano trentasei sopralluoghi da parte dei tecnici
della Regione per il rischio idraulico e idrogeologico, ventuno
progetti da valutare paesaggisticamente, ancora nuovi controlli su
strada da parte dei carabinieri e sessanta sopralluoghi (metà a Marina
di Carrara e l''altra metà a Viareggio) da parte delle capitanerie e
guardie costiere sugli scarichi delle attività di lavorazione del
marmo, a partire dalla ''marmettola'', per la corretta gestione delle
acque meteoriche e di dilavamento.
Qualche altro numero, sul protocollo d''intesa, le attività e non solo
- Fino a trentatré possibili nuovi assunti. Con il piano straordinario
per la sicurezza nelle cave la Regione ha assunto, attraverso la Asl,
ha programmato di assumere fino a 25 nuovi tecnici del lavoro e 8
geologi e ingegneri. Sono stati stanziati 2 milioni per i primi due
anni. Un altro mezzo milione è servito all''acquisto di 17 fuoristrada
indispensabili per l''accesso in cava e altri i mezzi. Altri 750 mila
euro sono stati aggiunti a dicembre del 2017, per proseguire il
progetto. Finora sono operativi dieci tecnici della prevenzione, 1
geologo e 3 ingegneri. Altri due geologi e tre ingegneri sono in fase
di assunzione.
Poiché, se le ispezioni aumentano, è logico aspettarsi che anche il
lavoro di procure e tribunali possa crescere, la giunta regionale ha
deciso anche di di mettere a disposizione delle procure (a proprie
spese) personale amministrativo del sistema sanitario e giovani del
servizio civile. (segue)
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(AdnKronos) - Infortuni e incidenti mortali - Dal 2006 al 2016 sono
diminuiti gli infortuni in cava: da 174 a 61. Sono però aumentati gli
incidenti mortali. Dal 2006 al 2016 nelle sole cave delle Apuane e
della Versilia si sono registrati infatti dieci infortuni che si sono
conclusi tragicamente: 1 nel 2006, 1 nel 2007, 1 nel 2010, 1 nel 2012,
2 nel 2015 e 4 nel 2016. Nel 2017 e nel 2018 non si sono registrate
morti. Nelle aziende del lapideo, nello stesso periodo, si sono
contati 1340 infortuni e tre incidenti mortali, due dal 2015.
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