EX ILVA. TOTI: GENOVA STORIA A PARTE, SVILUPPO-AMBIENTE UNITI /FOTO

mercoledì 6 novembre 2019


ZCZC
DIR1244 3 POL  0 RR1 N/POL / DIR MPH/TXT 

(DIRE) Genova, 6 nov. - "Qualsiasi cosa succeda a Taranto e Roma,
Genova e' una storia a parte". Lo dice chiaro e tondo il
presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, dopo aver
incontrato i rappresentanti dei lavoratori ex Ilva dello
stabilimento di Cornigliano, per concordare le forme della
protesta. "Abbiamo chiesto al governo un incontro dedicato a
Genova- prosegue argomentando la sua tesi- qui vige un accordo di
programma che questa citta' ha gia' pagato: lo hanno fatto i
lavoratori nella riduzione della pianta organica, la Regione e il
Comune mettendoci sforzi e denaro, i contribuenti italiani
attraverso il finanziamento di questo passaggio che ha reso
compatibile crescita economica, lavoro, sviluppo e ambiente. Un
esempio straordinario nel nostro Paese, una peculiarita' che
mettiamo sul piatto: Genova vuole mantenere le sue lavorazioni ed
e' pronta a considerare qualsiasi strada".
   E, se fosse necessario, Genova e' anche pronta a separarsi da
Taranto. Ma questo si vedra' piu' avanti. Ora in gioco c'e' la
tenuta del comparto siderurgico nazionale. "La cultura
anti-industriale, che sta venando un pezzo di politica di questo
Paese, non ci lascia sicuri- ribadisce Toti- l'acciaio e' una
produzione strategica, indispensabile e irrinunciabile per
l'Italia, la Liguria e Genova. E lo e' tanto piu' in un contesto
di mercato mondiale che deve affrontare le politiche dei dazi".
Le scelte fatte a Roma nelle ultime ore, prosegue, "sono
particolarmente sbagliate e nocive, sia nel caso in cui il
percorso con Mittal dovesse proseguire, sia nel caso piu'
malizioso che sia stata Mittal a voler mettere in discussione gli
accordi firmati, dato che gli e' stato fornito un assist a porta
vuota. Anzi, lo riterrei ancora piu' grave perche', oltre a
un'inconsapevolezza sulle politiche industriali, ci sarebbe stato
anche un macroscopico errore di tattica".
   Il governatore dice di non voler fare polemica politica in
sede istituzionale, ma su questo tema non riesce a trattenersi:
"Le aziende in difficolta' si aiutano, non si affossano. Mi
sembra molto chiaro di chi sia la responsabilita', sia delle
scelte puntuali fatte in questo percorso, sia di quell'ampia
cultura anti-industriale che per ragioni dogmatiche e
propagandistiche sta continuando a mettere l'uno contro l'altro
lo sviluppo e l'ambiente: e' un modo malsano per fare politica e
anche per cercare di catturare qualche voto".
  (Sid/ Dire)
13:57 06-11-19


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