In un libro il 'patto del Nazareno' in presa diretta

martedì 12 gennaio 2016



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Messaggi, sms e documenti dell'accordo che ha cambiato l'Italia
(ANSA) - ROMA, 12 GEN - Esce in libreria per Rubbettino "Il
patto del Nazareno. 18 gennaio 2014 - 31 gennaio 2015" di
Massimo Parisi, con prefazione di Giuliano Ferrara. Un racconto
in presa diretta con documenti inediti e report riservati che
offre una chiave di lettura interna sulla nascita, l'evoluzione
e il crollo dell'accordo che per un anno ha tenuto legati Silvio
Berlusconi e Matteo Renzi.
Il patto del Nazareno è uno di quegli eventi politici che si
prestano sia alle classiche dietrologie da bar sia ad
impegnativi studi di politologi internazionali, ma una verità
documentata è possibile ritrovarla solo nei carteggi, sms e
messaggi vari che prima, durante e dopo l'incontro del 18
gennaio 2014 sono intercorsi tra i protagonisti dei palazzi
della politica e che vengono pubblicati da Parisi, giornalista,
ex forzista e coordinatore regionale del partito in Toscana, ora
alla commissione Affari Costituzionali.
Il libro aiuta a districarsi tra le tante voci demonizzatrici
di un passaggio politico che Giuliano Ferrara, autore della
prefazione, definisce rilevante "come il connubio
Cavour-Rattazzi per l'Unità d'Italia, come il concordato per il
fascismo in quanto regime, come la svolta di Salerno per la
Repubblica". Parisi è amico di Denis Verdini e di Verdini sono
gli sms, i documenti e le trascrizioni attraverso cui l'autore
ricostruisce i passaggi cruciali che hanno portato all'incontro
del 18 gennaio.
Degno di nota per il 'colore' dei suoi appunti è un report
che Verdini scrive per Berlusconi alla fine di un incontro del
dicembre 2013 con Renzi, all'indomani della bocciatura da parte
della Corte Costituzionale del Porcellum, nel quale l'ormai ex
forzista traccia una carrellata dei membri della segreteria Pd.
Di Luca Lotti, delegato all'organizzazione, dice: "Ex boyscout,
l'unica cosa che si sa di lui è che è un collaboratore di Renzi,
il profilo appare oggettivamente modesto". Su Filippo Taddei,
delegato all'economia: "Tutti questi anni di studi per
concludere che per ridurre le tasse sul lavoro bisogna rimettere
l'Imu?... Cioè le solite manie della vecchia sinistra. E
infatti, lui ha scritto il programma economico di Civati, non di
Renzi: o il nuovo segretario è un po' confuso o non attribuisce
troppa importanza alla segreteria del suo partito".
Ma è sulle donne che le note di Verdini si colorano di più.
Debora Serracchiani "studia faziosità da Rosy Bindi". Marianna
Madia: "Numerose sono le figuracce, ultima in ordine di tempo lo
sbaglio di dicastero, pensava di parlare al ministro del Lavoro
e invece parlava a quello delle Attività produttive". Ad
un'altra giovane stella della segreteria Renzi, Alessia Morani,
Verdini dedica queste righe: "Eletta alla Camera nel 2013,
nessuno si è accorto di lei (tatuaggi a parte) fino a quando non
ha azzannato alla gola la Cancellieri, dolendosi del fatto che
il Pd non ne abbia preteso le dimissioni. Per questa alzata di
ingegno giustizialista, si è guadagnata la responsabilità del
settore giustizia". Su Maria Elena Boschi azzarda un parallelo
tra 'forme' e 'riforme', ma all'epoca non ha altri elementi sul
giovane avvocato per proseguire oltre.
Questo report natalizio si conclude con una breve ma quanto
mai sibillina analisi dedicata al segretario, del quale
sottolinea la predisposizione agli accordi, l'affabilità e una
personalità ambiziosa e predominante propria del leader Matteo,
che intende, invece, lasciare le piccole cose al Renzi
segretario. Diversi sono i riferimenti, presenti nei report, al
leader Matteo contrapposto al segretario Renzi, riferimenti che
alludono alla spregiudicatezza del futuro premier e che Verdini
sottolinea così: "E' evidente, presidente, che Matteo Renzi può
aspettare le elezioni del 2015, ma difficilmente può reggere la
pressione fino al 2016. E' chiaro quindi che tutto quello che
propone non è per bontà ma per convenienza".
(ANSA).

CP
12-GEN-16 15:41 NNN