NUOVA COSTITUZIONE E INCENTIVI ALLE IMPRESE: LE REGIONI CHIEDONO CONFRONTO CON IL GOVERNO IN SEDE DI CONFERENZA STATO-REGIONI

giovedì 1 agosto 2002


NUOVA COSTITUZIONE E INCENTIVI ALLE IMPRESE: LE REGIONI CHIEDONO CONFRONTO CON IL GOVERNO IN SEDE DI CONFERENZA STATO-REGIONI Roma, 1 agosto 2002 – comunicato stampa – Occorre discutere in una prossima Conferenza Stato-Regioni il tema degli incentivi alle attività produttive e l’attuazione del Titolo V della Costituzione. Lo hanno chiesto le Regioni oggi al Governo in sede di Conferenza Stato-Regioni. Secondo la Conferenza dei Presidenti delle Regioni, nonostante le reiterate richieste, non è stato possibile attivare un confronto preliminare tra il Ministro per le attività produttive ed i competenti Assessori regionali. Così, ad esempio, risulta ad oggi ancora indiviso, e quindi fermo, il fondo destinato alla 488/92 e agli strumenti di programmazione negoziata stanziati nella finanziaria 2002. In occasione del parere sulla delibera “Aree depresse”, sia in Conferenza Stato-Regioni sia al Cipe, le Regioni avevano già chiesto che si procedesse con urgenza. Inoltre, anche nel “d.d.l. collegato – concorrenza” (atto Senato 1149), continua a sussistere una scelta centralistica sul tema degli incentivi e dei correlati strumenti negoziali là dove si intende utilizzare le economie derivanti da revoche sulla legge 341/95 e quelle di cui alla legge 266/97, oltre che per i Patti territoriali in itinere anche per nuovi contratti di programma. Le economie derivanti da revoche parziali o totali a valere sulla legge 488/92 – sottolinea la Conferenza delle Regioni - vengono utilizzate, nel limite del 30% per nuovi contratti di programma, annoverando ancora la competenza in capo al Ministero e, quindi, in contrasto con quanto già sancito dai provvedimenti Bassanini e soprattutto dal nuovo art. 117, Titolo V della Costituzione. Un’ulteriore questione – sottolineano le Regioni in un documento consegnato oggi al Governo - è quella dei fondi destinati alla ricerca scientifica e tecnologica, che per la loro stretta inerenza con le tematiche delle attività produttive, richiederebbero un utilizzo coerente con il quadro delle nuove competenze regionali. Alla luce di tali evidenze tra l’altro lesive dell’Intesa Interistituzionale, la richiesta d’iscrizione alla Conferenza Stato-Regioni assume i caratteri della necessità e dell’urgenza.