REGIONI: REGOLE CONDIVISE PER SISTEMA FORMATIVO

venerdì 2 agosto 2002


REGIONI: REGOLE CONDIVISE PER SISTEMA FORMATIVO Roma, 2 agosto 2002 – comunicato stampa –Regole certe per definire standard nazionali delle competenze e di certificazione, per i diversi settori formativi è questo l’obiettivo posto di un Documento approvato dalla Conferenza delle Regioni, frutto di un’ampia concertazione degli assessori regionali all’istruzione e alla formazione professionale con le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil). Secondo la Conferenza delle Regioni il nuovo titolo V della Costituzione ha reso più complesso, ma anche più decisivo, il rapporto tra Stato e Regioni sul tema dell'istruzione e della formazione. Per questo motivo sono necessarie regole condivise, per delineare un quadro nazionale di diritti che faccia da cornice al nuovo assetto federalista, evitando conflitti e sovrapposizioni. Il sistema nazionale degli standard di competenze e di certificazione deve assicurare il diritto degli studenti e dei lavoratori al riconoscimento delle competenze acquisite nei diversi contesti di studio e di lavoro, in ambito nazionale e in prospettiva in ambito europeo, consentendo in tal modo la realizzazione del diritto alla formazione permanente. E’ questo il presupposto del riconoscimento dei crediti formativi ovunque acquisiti e la capitalizzazione delle competenze, da certificare nel libretto personale. In tale direzione si muovono le direttive e gli orientamenti dell'Unione Europea e lo stesso "Memorandum per la formazione permanente". Nel Documento approvato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni si sottolineano alcuni principi fondamentali su cui si dovrà imperniare la definizione degli standard di competenze e certificazione. Tra questi vanno sottolineati la pari dignità fra i soggetti istituzionali e la necessità del confronto tra istituzioni e parti sociali. Infatti in base alla pari dignità tra i soggetti istituzionali le regioni sottolineano che ciò comporta, che le decisioni relative alla definizione degli standard ed alle linee guida per la loro traduzione in ambito locale dovranno essere elaborate in sedi stabili di concertazione tra Ministeri interessati, Regioni e gli enti locali. e dovranno essere adottate tramite accordi in Conferenza Unificata (Stato-Regioni-autonomie locali), prima dell'adozione formale del provvedimento. Analogamente, a livello Regionale, quando le decisioni da assumere coinvolgano settori formativi la cui titolarità spetta in tutto o in parte ad altri livelli istituzionali, sarà necessario prevedere sedi stabili di concertazione per la definizione delle intese necessarie. Il documento approvato dalla Conferenza delle Regioni sottolinea infine la necessità del confronto tra le istituzioni competenti per i processi formativi e le parti sociali per assicurare la rispondenza tra l'offerta formativa e la domanda di professionalità espressa dal mondo del lavoro e la stessa "occupabilità". Pertanto la partecipazione delle parti sociali maggiormente rappresentative alle sedi di concertazione istituzionale, a livello nazionale e regionale, è da considerarsi un elemento strutturale del sistema. Il traguardo che le Regioni si prefiggono di raggiungere è quello di arrivare a definire anche nel nostro Paese regole condivise che consentano il raffronto con sistemi già operanti in altri paesi europei, con particolare attenzione a quelli caratterizzati da un forte assetto federalista, come Spagna, Germania, Gran Bretagna, che hanno utilizzato gli standard e la certificazione per garantire la qualità dell'offerta formativa e la mobilità di studenti e di lavoratori.