DDL ENERGIA: REGIONI PRESENTANO OSSERVAZIONI AL GOVERNO E SIGLANO UN ACCORDO PER L’ESERCIZIO DEI COMPITI E DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA

giovedì 5 settembre 2002


DDL ENERGIA: REGIONI PRESENTANO OSSERVAZIONI AL GOVERNO E SIGLANO UN ACCORDO PER L’ESERCIZIO DEI COMPITI E DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA Roma, 05 settembre 2002 – comunicato stampa – La Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome ha presentato oggi al Governo, durante la riunione della Conferenza Unificata (Stato-Regioni ed Enti locali) un documento di osservazioni e proposte irrinunciabili al ddl “Riforma e riordino del settore energetico”. Nel corso della stessa riunione è stato dato il via ad un Accordo tra Governo, Regioni, Province, Comuni e Comunità montane per l’esercizio delle funzioni di rispettiva competenza in materia di produzione di energia elettrica. L’Accordo è relativo ai criteri generali di valutazione di progetti di costruzione ed esercizio di impianti di produzione di energia elettrica. Fra i criteri generali per valutare i progetti di costruzione ed esercizio di impianti di produzione di energia elettrica rientrano fra gli altri: - la compatibilità con le pianificazioni esistenti generali e settoriali di ambito regionale e locale; - la coerenza con le esigenze di fabbisogno energetico proprie del territorio interessato dalla richiesta e con le esigenze di diversificazione delle fonti primarie e delle tecnologie produttive; - l’innovazione tecnologica e l’utilizzo delle migliori tecnologie ai fini energetici e ambientali, con particolare riferimento alla minimizzazione delle emissioni di monossido di carbonio e di ossidi di azoto; - massimo utilizzo dell’energia termica o generabile; - riduzione o eliminazione di altre fonti di produzione di energia e di calore; - diffusione del teleriscaldamento; - riduzione dei costi di trasposto dell’energia; - riutilizzo prioritario dei siti industriali già presenti; - concorso alla valorizzazione e alla riqualificazione delle aree territoriali interessate; - possibilità per le Regioni nel caso in cui uno stesso territorio sia interessato da più progetti a promuovere una valutazione comparativa degli stessi. Un pacchetto articolato di proposte irrinunciabili è stato invece presentato con riferimento al ddl di riordino del settore energetico. Fra queste sono da sottolineare: - una precisazione dei rapporti fra le Regioni e il Governo per quanto concerne le direttive all’Authoriy nel caso in cui queste investano funzioni proprie delle Regioni; - la richiesta dell’aumento del tasso di crescita delle energie rinnovabili dallo 0,3% allo 0,5% annuo; - chiarimenti relativi alle modalità di concessione per la rete di distribuzione, con la richiesta di una disposizione transitoria secondo cui i criteri generali per le nuove concessioni di distribuzione dell’energia e i rinnovi sono definiti dal Ministero delle attività produttive di intesa con la Conferenza unificata; - la richiesta che la miscela di acqua e carbone non sia considerata fonte rinnovabile; - la richiesta di una quota pari almeno al 70% del fondo previsto dalla Legge 388/2000 (articolo 110) per il finanziamento dei programmi regionali per la promozione dell’efficienza energica, per la diffusione delle fonti sostenibili di energia e per la riduzione di emissioni in atmosfera in attuazione degli impegni previsti dal Protocollo di Kyoto. Le Regioni hanno infine sottolineato il ruolo strategico della rete di trasmissione nazionale per quello che riguarda l’accesso e la interconnessione degli operatori del settore in modo non discriminatorio, lo sviluppo e la manutenzione della rete stessa, la garanzia di sicurezza e continuità degli approvvigionamenti, l’affidabilità, l’efficienza e il minor costo del servizio. Sotto questo punto di vista la previsione della privatizzazione del soggetto proprietario/gestore della rete va collegata a soluzioni per rafforzare i meccanismi di indirizzo, regolazione e controllo pubblico.