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Errani; rapporto Governo-Regioni: serve una svolta

mercoledì 23 giugno 2004

 

Errani; rapporto Governo-Regioni: serve una svolta

 

Roma, 23 giugno ’04 – comunicato stampa“Siamo di fronte alla necessità di assicurare un momento di svolta nei rapporti fra Stato e Regioni. Non si può più andare avanti attraverso logiche e decisioni unilaterali”, lo ha dichiarato al termine il Vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.
Dobbiamo partire – ha aggiunto Errani - da alcune considerazioni di fondo. Non è partito il federalismo fiscale. Siamo di fronte ad un problema enorme rispetto alla sostenibilità finanziaria del livelli essenziali di assistenza nella sanità. Infine è in corso in Parlamento un dibattito su un’ampia riforma costituzionale che rischia di far diventare permanente il conflitto fra lo Stato e le Regioni.

Sono problemi che vanno affrontati con la massima serietà intorno ad un tavolo istituzionale in grado, ad esempio, di ragionare e di decidere sul reale finanziamento delle competenze di Regioni ed enti locali.

Il rischio di uno scollamento istituzionale è serio. Le Regioni rivolgono un appello al Governo: bisogna cambiare davvero – ha detto Errani -  il rapporto fra le istituzioni riportandolo sul giusto binario del dialogo.

Non si tratta solo di affrontare con determinazione il finanziamento delle competenze trasferite con il Titolo V della Costituzione, ma anche di guardare con attenzione a settori che il decentramento amministrativo ha già assegnato a Regioni ed enti locali. Penso ad esempio alla politica per la casa che da anni è di fatto priva di risorse e rispetto alla quale gli amministratori si trovano spesso a dover gestire una situazione di emergenza.

Non è con le scelte unilaterali che si può governare il “sistema Italia”, ma è piuttosto aprendosi ad un confronto non pregiudiziale fra tutti i soggetti della Repubblica: Governo, Regioni ed enti locali.

Vogliamo provare ad affrontare alcuni temi con una iniziativa e con proposte concrete su alcuni dei grandi temi che stanno registrando sviluppi e impasse preoccupanti: penso ad esempio al tema della sanità o a quello del Senato federale. Mi auguro – ha concluso il Vicepresidente della Conferenza delle Regioni - che una iniziativa di questo genere sia interpretata per quello che vuole davvero rappresentare: e cioè un contributo per un clima diverso, presupposto imprescindibile di una responsabile cultura di governo