AGROALIMENTARE : RIORGANIZZARE SISTEMA CONTROLLI PER DIFENDERE “MADE IN ITALY”

giovedì 30 giugno 2005


AGROALIMENTARE : RIORGANIZZARE SISTEMA
CONTROLLI PER DIFENDERE  “MADE IN ITALY”

 

Roma, 30 giugno ’05 (comunicati stampa) Prende spunto dalla difficile situazione di mercato di alcuni settori agroalimentari che, di recente, ha determinato dichiarate crisi di reddito per le imprese agricole italiane minacciate dalla concorrenza di mercati sempre più globalizzati, un ordine del giorno che il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani,  ha illustrato e consegnato al Governo nella sede della Conferenza Stato-Regioni. Il Documento sottolinea la necessità di un’efficace attività di sorveglianza che veda coinvolti tutti gli organismi di controllo, primi fra tutti Stato e Regioni, per attivare un sistema coordinato di vigilanza a difesa delle produzioni nazionali.

Per quanto concerne l’Ortofrutta la tematica dei controlli di qualità, pur discussa più volte nell’ultimo triennio in sede di Conferenza Stato-Regioni, è stata affrontata con soluzioni di carattere temporaneo. Un recente decreto attribuisce ad Agecontrol S.p.a i controlli di qualità sia per l’esportazione che per il mercato interno, aventi rilevanza a livello nazionale, sui prodotti ortofrutticoli - senza tuttavia specificare quali siano le attività di competenza delle Regioni rispetto ai controlli di rilevanza nazionale. Si è in attesa di uno schema di  Decreto ministeriale, da sottoporre alle Regioni, che individui in modo definitivo il riparto delle attività di controllo; ma resta da affrontare sia l’immediata attivazione di una efficiente banca dati che garantisca l’effettività della vigilanza sia l’avvio di un  sistema di monitoraggio che supporti la risoluzione delle problematiche connesse alle attività di controllo. Preoccupazione anche per il settore “Ortofrutta trasformati”, in particolare per il: pomodoro da industria, che vede l’Italia principale produttore a livello europeo, e che sta risentendo pesantemente della concorrenza di nuovi paesi. Occorre – si legge nel documento delle Regioni- una Particolare attenzione in termini di qualità e di immagine del made in Italy,  nell’ambito dei prodotti derivati dal pomodoro, deve essere rivolta alla “passata di pomodoro”.

Per salvaguardare la produzione italiana occorre tuttavia ridefinire in modo più restrittivo le norme sul mutuo riconoscimento per la passata di importazione  Quest’ultima realizzata in parte mediante diluizione del concentrato di pomodoro ed immessa sul mercato italiano con la denominazione “passata di pomodoro” si pone in diretta concorrenza con il prodotto nazionale che presenta caratteristiche qualitative ed organolettiche distintive e superiori, oltre che costi di produzione più alti.  Secondo le Regioni sarebbe opportuno riservare la denominazione di vendita “passata di pomodoro” al solo prodotto ottenuto secondo quanto prescritto dal decreto applicativo (cioè lavorazione del prodotto fresco) e richiedere che la passata di importazione, qualora ottenuta con diverso procedimento produttivo (ad esempio la diluizione), debba riportare una diversa denominazione di vendita, integrata nella dicitura in etichetta.

Centrale anche la questione dei Controlli etichettature per carne bovina ed avicola. Per quanto concerne l’etichetattura delle carni bovine l’assetto normativo dispone due tipologie una “obbligatoria”, l’altra“facoltativa”; la prima impone l’esposizione in etichetta del paese di nascita, allevamento e macellazione del bovino, la seconda definisce un percorso garantito attraverso il quale organizzazioni di produttori possono indicare in etichetta informazioni aggiuntive in ordine all’origine (ad. es. allevamento di provenienza), all’alimentazione, alla razza o tipo genetico dell’animale e alle tecniche di allevamento impiegate.

L’etichettatura della carne avicola ha invece carattere volontario, pur rappresentando un importante strumento per la valorizzazione e qualificazione della produzione italiana.

Secondo il documento della Conferenza il quadro normativo è ancora carente rispetto al dettaglio della suddivisione dei ruoli e delle competenze tra Stato e Regioni; a ciò è conseguita una grave deficienza dell’attività di sorveglianza che è giustamente lamentata dalle organizzazioni agricole. E’ necessario quindi addivenire al più presto ad una definitiva organizzazione del sistema dei controlli, anche alla luce del parere reso di recente dal Consiglio di Stato, sia per assicurare il rispetto della disciplina comunitaria e nazionale sia per offrire maggiori garanzie ai consumatori.

Accanto alle questioni in materia di controlli di qualità sulle produzioni agroalimentari particolare attenzione deve essere prestata alla Riforma dell’OCM Zucchero, poiché per il nostro Paese quello bieticolo-saccarifero è un settore di interesse strategico. Nei giorni scorsi in sede di Unione Europea è stata formalizzata la proposta di riforma del settore in questione i cui contenuti non sono condivisi dalle Regioni perché avrebbe effetti devastanti per il settore bieticolo-saccarifero italiano, in particolare del Mezzogiorno, con pesanti e negative ripercussioni sul piano agricolo, industriale ed occupazionale per le attività dirette nelle fasi della produzione e della trasformazione. Per questi motivi le Regioni invitano il Governo a: svolgere ogni utile iniziativa nei confronti della Commissione Europea a difesa della posizione italiana; a predisporre con urgenza un nuovo Piano bieticolo-saccarifero nazionale,  strumento funzionale a rendere più autorevole la posizione del nostro Paese nel prossimo negoziato comunitario.