ERRANI SU LINEE GUIDA PER INCLUSIONE SOCIALE DETENUTI

mercoledì 19 marzo 2008


ERRANI SU LINEE GUIDA

PER INCLUSIONE SOCIALE DETENUTI

 

 

Roma, 19 marzo ’08 (comunicato stampa) “Un lavoro molto importante che permette alle istituzioni di fare un salto di qualità in un terreno delicato, quale è quello dell’inclusione sociale dei detenuti. Ed è rilevante che a questo obiettivo abbiano lavorato insieme il ministero, le regioni, enti locali e il mondo del volontariato che con la sua pluralità di esperienze ha rappresentato e rappresenta un presidio fondamentale”, così il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani ha commentato, nella sede del Ministero della Giustizia, il varo delle “linee guida in materia di inclusione sociale a favore delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria”, elaborate dalla Commissione nazionale consultiva e di coordinamento per il rapporti con le Regioni, gli enti locali ed il volontariato.

“La costruzione di queste linee guida – ha proseguito Errani - e la forte cooperazione istituzionale che ha caratterizzato il lavoro della Commissione (e ringrazio il coordinatore della Commissione Affari sociali della Conferenza delle Regioni, l’assessore della Regione Veneto, Stefano Valdegamberi) che rappresenti un passaggio per fare in modo che si sviluppi un impegno di civiltà per la conoscenza e la diffusione delle migliori esperienze. Occorre cioè una sorta di “pedagogia” e una maggiore formazione per fare in modo che si parli della realtà carceraria non solo in termini negativi, ma anche in termini di “inclusione sociale”.

Lo spunto che possiamo trarre da queste “linee guida” può portarci ad impostare una campagna culturale, educativa e informativa, diretta alle giovani generazioni, che parta dalle scuole e arrivi ai cittadini.

Occorre cambiare l’intero approccio culturale su questa materia– ha concluso Errani – considerando, ad esempio, le risorse per le carceri non solo in termini di ristrutturazione, ma anche come un vero investimento di grande valore sociale, presupposto indispensabile per elevare la qualità delle politiche per la sicurezza”