CASA: ERRANI (REGIONI), D.P.C.M. ATTO DOVUTO, TROPPA ENFASI PER RISORSE INSUFFICIENTI

mercoledì 22 luglio 2009


CASA: ERRANI (REGIONI), D.P.C.M. ATTO DOVUTO, TROPPA ENFASI PER RISORSE INSUFFICIENTI

 

 

Roma, 22 luglio ‘09 (comunicato stampa) “Il tema della casa e l’emergenza abitativa sono questioni serie che non possono essere affrontate con spot” lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.

“Già ieri avevo avvertito sulle conseguenze negative legate ad un modo di governare basato sugli “annunci” e sui toni enfatici: circa i 200 milioni inseriti nel DPCM di ieri sottolineo che siamo al reintegro parziale  delle cifre concordate fra Regioni e Governo Prodi sbloccate solo ora e solo per l’insistenza di Regioni ed Enti locali” (vedi  accordo allegato in calce).

“La cifra resta insufficiente non solo per fare “da volano” alla costruzione dei ventilati 100.000 alloggi (basterebbe fare un semplice conto) nei prossimi anni, ma anche solo per affrontare  il disagio abitativo in termini corretti: anche come recupero di patrimonio abitativo, di interventi sull’esistente, per dare fiato all’affitto sociale. Ci si rende conto del danno che si provoca ingenerando inutilmente e in modo continuativo aspettative in questo settore senza far seguire scelte coerenti?”

“A tutto ciò va aggiunto – continua Errani - il clima di confusione: prima si contrabbanda per ‘piano casa’ un decreto che prevede aumenti volumetrici per le costruzioni esistenti, al di là delle regole e delle programmazioni esistenti. Poi ci si ravvede e a fronte della forte iniziativa di Regioni ed Autonomie locali, si giunge ad un accordo Governo-Regioni per il rilancio dell’edilizia da realizzarsi attraverso specifiche leggi regionali ed un decreto per la semplificazione che deve essere proposto dal Governo d’intesa con le Regioni. Ora, le Regioni stanno lavorando e molte hanno già emanato le leggi regionali (altre sono in dirittura di arrivo) con forti accenti sul risparmio energetico e la prevenzione antisismica. Ma il Governo resta inadempiente sulla emanazione del previsto decreto di semplificazione che, peraltro, deve contenere una norma rilevante ossia il credito d’imposta per chi opera interventi di adeguamento sismico, secondo una richiesta delle Regioni”.

“Il 2 luglio – ha concluso Errani - a nome della Conferenza delle Regioni ho chiesto un incontro urgente al Presidente del Consiglio. Un incontro che sia adeguatamente preparato attraverso confronti fra Governo e Regioni e che affronti i nodi strategici della sanità, del fondo delle aree sottoutilizzate, del welfare, della scuola, del turismo e, infine, della casa. Attendiamo una risposta, ma il Governo accanto alla politica degli annunci attua scelte che finiscono per accumulare ritardi ”.


ACCORDO SULLA EDILIZIA RESIDENZIALE SOTTOSCRITTO DAL MINISTRO FITTO E DAL PRESIDENTE ERRANI IL 5 MARZO 2009

PREMESSO CHE

- il Governo e le Regioni ritengono necessario dare avvio ad una politica per la casa che affronti, con continuità, le emergenze che si manifestano nel Paese, a cominciare da quelle rappresentate dalle famiglie che versano in condizioni di maggior bisogno;

- la nuova politica di edilizia residenziale pubblica deve essere supportata da provvedimenti normativi di carattere strutturale, che assicurino nel tempo risorse statali adeguate, da individuare tenendo anche conto del processo di riforma sul federalismo fiscale;

- il D.M. del 22 aprile 2008 fornisce la definizione di alloggio sociale, frutto di concertazione tra amministrazioni dello Stato, le Regioni e gli enti locali, a cui è necessario fare riferimento per la programmazione futura nel settore della "casa" senza incorrere nel regime degli aiuti di stato sanzionato dalla U.E.;

- le recenti sentenze della Corte Costituzionale hanno stabilito inequivocabilmente che la programmazione nel settore dell’edilizia residenziale sociale è materia di competenza concorrente e che quindi deve essere improntata ad una collaborazione tra Stato e Regioni rispettosa dei rispettivi ruoli che vedono lo Stato impegnato nello stabilire principi ed indirizzi di carattere generale entro cui le Regioni sviluppano la propria programmazione, in relazione alle caratteristiche del territorio ed in accordo con gli enti locali;

- la nuova politica per l’edilizia residenziale pubblica non può prescindere da un corretto coinvolgimento di operatori privati che partecipino, anche con proprie proposte, alla formazione di piani e progetti compatibili con gli obiettivi di tipo sociale ed economico alla base della programmazione regionale;

- le norme di carattere legislativo recentemente varate dal Parlamento debbono essere riviste al fine di favorire lo sviluppo delle sinergie tra i diversi livelli istituzionali che risultano indispensabili per la predisposizione di una efficace politica abitativa, in grado di dare risposte concrete alla domanda crescente e differenziata che viene avanzata da parte dei nuclei familiari che si trovano nelle condizioni di maggior disagio;

Il Ministro per i rapporti con le Regioni , Raffaele Fitto

Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani

A TAL FINE CONCORDANO

1) di ripristinare i presupposti normativi per la condivisione, tra Stato, Regioni ed Enti locali, del Piano Casa previsto dall’art. 11 del D.L. 112/08, convertito nella L.133/08, avviando immediatamente, attraverso un apposito decreto legge o altro strumento normativo urgente, il percorso di modifica dell’art. 18, comma 4 bis, del D.L. 185/08 convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, L. 28 gennaio 2009, n. 2;

2) di reintrodurre quindi, al comma 1 dell’art. 11 del D.L. 112/08, "l’intesa" in Conferenza Unificata sull’approvazione del Piano nazionale di edilizia abitativa, piuttosto che il "sentita" la Conferenza Unificata;

3) di incrementare fino a 200 milioni di Euro l’importo da ripartire tra le Regioni, destinato all’avvio degli interventi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata di cui al comma 12 bis dell’art. 11 del D.L. 112/08, a valere sulle risorse di cui all’art. 21 del D.L. 159/07;

4) di integrare, entro tempi concordati, i 550 milioni di Euro, destinati alle Regioni per il finanziamento del Piano straordinario approvato con D.M. del Ministro delle Infrastrutture del 28 dicembre 2007, al fine di ricostituire con provvedimento da assumersi entro l’anno in corso, unitamente alle risorse già utilizzate per gli interventi di edilizia sovvenzionata di cui al precedente punto, lo stanziamento previsto dal citato Decreto;

5) fatto salvo quanto ai successivi punti 8) e 9), di aver definito congiuntamente i contenuti del nuovo Piano Casa previsto dall’art. 11 del D.L. 112 convertito nella L. 133/08, nella versione diramata dalla segreteria della Conferenza Unificata il 17 febbraio 2009, salvaguardando il ruolo di programmazione delle Regioni;

6) di confermare pertanto che alle Regioni, d’intesa con gli enti locali, spetti il compito di elaborare, nel rispetto degli indirizzi generali fissati dallo Stato ed entro i finanziamenti assegnati, i programmi di edilizia residenziale secondo le linee di intervento di cui al comma 3, lettere da b) ad e), dell’art. 11 del D.L. 112/08, da presentare al Ministero competente per la sottoscrizione degli accordi di programma previsti dal comma 4 dello stesso articolo;

7) di prevedere forme di monitoraggio congiunto dell’avanzamento dei programmi regionali, per evitare rallentamenti o ritardi nell’attuazione degli interventi previsti.

8) di ripartire tra le Regioni e le Province autonome i 200 milioni di Euro di cui al precedente punto 3) , riconoscendo priorità di erogazione in ciascuna regione a quegli interventi di competenza degli ex IACP comunque denominati o dei Comuni, già ricompresi nel Piano straordinario e regolarmente inoltrati, caratterizzati da immediata fattibilità, ubicati nei contesti ove la domanda di alloggi sociali risultante alle graduatorie comunali è più alta;

9) L’immediata fattibilità degli interventi di cui al precedente punto 8) dovrà essere accertata dal Ministero delle Infrastrutture sulla scorta della comunicazione che entro 30 giorni dalla entrata in vigore del DPCM "Piano Nazionale di edilizia abitativa", le Regioni dovranno effettuare per documentare lo stato delle procedure tecnico amministrative di realizzazione di ogni singola opera.

In conclusione il Governo si impegna a dar seguito, con apposito decreto legge o altro strumento normativo urgente, alla modifica dell’art.18 del D.L. 185/08 convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, L. 28 gennaio 2009, n. 2 secondo i contenuti del presente accordo, prima della scadenza dei termini per l’impugnativa alla Corte Costituzionale da parte delle Regioni.

Le Regioni a loro volta si impegnano a sospendere i procedimenti di ricorso alla Corte, in attesa che il Governo provveda alla presentazione del citato decreto legge.

Roma 5 marzo 2009

Il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani-  Il Ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto