ERRANI (REGIONI) SU COMMISSARIAMENTO SANITA’ CAMPANIA E MOLISE - Mancato accoglimento proposte Regioni nel decreto anti-crisi aggrava lo stato delle relazioni istituzionali

venerdì 24 luglio 2009


 

ERRANI (REGIONI) SU COMMISSARIAMENTO SANITA’ CAMPANIA E MOLISE

Mancato accoglimento proposte Regioni nel decreto anti-crisi aggrava lo stato delle relazioni istituzionali

 

Roma, 24 luglio ‘09 (comunicato stampa) “Non condivido la decisione presa oggi dal Governo di commissariare le Regioni Molise e Campania in relazione allo stato dei conti della sanità. Si poteva e si doveva seguire un’altra strada”. Lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.

“C’era l’impegno, prima di procedere a provvedimenti del Governo, a svolgere un confronto politico di merito, che invece, non si è tenuto. Mentre c’erano le condizioni per giungere ad un accordo in grado di garantire un’efficace gestione dei piani di rientro ed azioni coerenti e tempestive. Si è scelta invece – ha sottolineato Errani – una strada che di fatto delinea un comportamento differenziato fra situazioni in qualche modo e in partenza analoghe. Ciò, prima di tutto dal punto di vista istituzionale, non è corretto.

Sottolineo poi che tutto ciò si inserisce in una situazione già molto grave nelle relazioni fra Governo e Regioni. Attendiamo infatti da tempo risposte concrete su FAS, Patto per la salute, Ministero del Turismo e altri punti rilevanti. Nonostante le assicurazioni che ci sono state fornite di volta in volta, non è stato ancora convocato l’incontro con il Presidente del Consiglio così come richiesto dalla Conferenza delle Regioni.

Aggiungo che nel decreto anti-crisi risulta che non siano state introdotte le modifiche da noi richieste in relazione ai temi della sanità: ciò aggrava ulteriormente la situazione, nonostante l’impegno profuso dal Ministro per i Rapporti con le Regioni.  Non capisco – ha concluso Errani – perché si voglia procedere pervicacemente, e unilateralmente, sulla strada di una rottura che porta solo danni al Paese e non assicura l’efficacia delle azioni di governo”.