MANOVRA: REGIONI APPROVANO ORDINE DEL GIORNO ALL’UNANIMITA’

giovedì 24 giugno 2010


 

MANOVRA: REGIONI APPROVANO ORDINE DEL GIORNO ALL’UNANIMITA’

 

Roma, 24 giugno ‘10 (nota per la stampa) – La Conferenza delle Regioni presieduta da Vasco Errani ha approvato un ordine del giorno sulle ricadute della manovra e sulle conseguenti iniziative che saranno intraprese nelle prossime ore. Si riporta di seguito il testo integrale dell’Ordine del giorno.

Ordine del giorno - approvato all’unanimità dalle Regioni e dalle Province autonome

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ribadendo la propria volontà di proseguire il confronto con il Governo secondo il principio di leale collaborazione,

esprime

forte preoccupazione per le mancate risposte del Governo alle richieste e alle proposte che le Regioni e le Province autonome hanno avanzato in merito alla manovra economica e del clima di delegittimazione che sta subendo l’istituzione regionale, nonché dei tentativi di creare divisione tra le stesse, tra Regioni ad autonomia ordinaria e speciale;

la volontà di fare la propria parte per contribuire alle riduzioni di spesa previste dalla manovra, in maniera proporzionale ed equilibrata rispetto al peso della spesa regionale sulla spesa pubblica complessiva e di valorizzare i comportamenti virtuosi;

conferma

la valutazione espressa sul decreto legge 78/2010 contenuta nel documento approvato il 15 giugno scorso evidenziando la irricevibilità e insostenibilità della manovra e la sproporzione della ripartizione dei tagli tra i diversi livelli di Governo, ribadendo la disponibilità a concorrere al risanamento dei conti pubblici;

richiede

l’istituzione di una Commissione straordinaria Governo–Regioni con il compito di verificare i costi di gestione delle pubbliche amministrazioni al fine di contribuire alla individuazione di ulteriori misure che producano ulteriori risparmi di spesa su tutti i livelli istituzionali da investire in chiave anti-crisi;

denuncia

gli effetti della manovra economica che comporterà l’impossibilità di gestire, tra l’altro,  le competenze trasferite con i provvedimenti attuativi della Legge 59/1997 (Decentramento Bassanini) con drammatiche ricadute sui settori di rilevante importanza per i cittadini e le imprese (trasporto pubblico locale, mercato del lavoro, polizia amministrativa, incentivi alle imprese, protezione civile, servizio mareografico, demanio idrico, salute umana, invalidi civili, opere pubbliche, agricoltura, viabilità  e ambiente), al fine di restituire le relative deleghe;

ribadisce

la richiesta di piena e condivisa applicazione della Legge 42/2009 sul federalismo fiscale in tutte le sue parti in maniera coordinata, definendo contestualmente il grado di autonomia finanziaria per i singoli livelli istituzionali, nonché i livelli essenziali di assistenza (LEA) e i livelli essenziali di assistenza sociale (LIVEAS) a cui il Governo non ha ancora risposto alle proposte delle Regioni;

la piena collaborazione per la definizione dei costi standard, senza ridurre le risorse disponibili per il Servizio Sanitario Nazionale;

richiede

con urgenza al Ministro per i Rapporti con le Regioni la convocazione di una Conferenza straordinaria Stato-Regioni:

·                 per sancire l’accordo per la riconsegna delle deleghe e delle competenze amministrative de-finanziate con la presente manovra, non consentendo alle Regioni  di esercitarle;

·                 per la ricognizione riguardo ai Fondi FAS e dei Fondi comunitari ai fini di una piena utilizzazione di tali risorse;

·                 per la costruzione di modalità più equilibrate nella definizione degli obiettivi finali di spesa in relazione al patto di stabilità;

annuncia

la riconvocazione del Tavolo con le parti sociali ed economiche e avanza la proposta ad ANCI ed UPI ad un confronto per condividere una posizione comune;

la richiesta di incontro con i Presidenti di Camera e Senato e con il Presidente del Consiglio per illustrare le gravi ripercussioni che la manovra comporterà per l’intero Paese e per la tutela di diritti fondamentali, previsti dalla Costituzione, per poi dare una doverosa informazione al Presidente della Repubblica.

Roma, 24 giugno 2010