MANOVRA: CHIESTA CONFERENZA STATO-REGIONI STRAORDINARIA PER RESTITUZIONE DELEGHE (L.59/97) DALLE REGIONI ALLO STATO

venerdì 25 giugno 2010


MANOVRA: CHIESTA CONFERENZA STATO-REGIONI  STRAORDINARIA PER RESTITUZIONE DELEGHE (L.59/97) DALLE REGIONI ALLO STATO

 

Roma, 25 giugno ‘10 (nota per la stampa) “La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome non ha mai messo in discussione la necessità di una manovra finanziaria in linea con le indicazioni dell’Unione Europea, né ha contestato l’entità e i saldi complessivi degli interventi finanziari proposti”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani che spiega: “ciò che poniamo in discussione è l’equità della proposta in relazione alla ripartizione dei carichi necessari fra Stato e Regioni.

Non ha senso richiamarci alla responsabilità rispetto alle istituzioni europee infatti, come abbiamo più volte ribadito in tutte le sedi istituzionali, siamo pronti a fare la nostra parte, costruendo con il Governo un impianto che sia sostenibile e che non soffochi servizi fondamentali per i cittadini e le imprese. Vogliamo lavorare, nel pieno rispetto del principio di leale collaborazione istituzionale, perché si arrivi ad un accordo con l’esecutivo e perché la manovra abbia un impianto finanziariamente sostenibile per tutti i livelli istituzionali che dovranno subirne il peso. Insomma la manovra è di 24,92 MLD. Bene, il peso su ciascun comparto sia ridotto proporzionalmente al proprio contributo alla spesa pubblica”.

“La Conferenza delle Regioni – ha proseguito Errani - ha assunto decisioni importanti e impegnative anche sul fronte del contenimento delle spese per il funzionamento della pubblica amministrazione e della lotta agli sprechi. Proponiamo una cosa semplice: una commissione mista Governo-Regioni che esamini la contabilità ed i bilanci dei Ministeri e delle Regioni e che realizzi una glasnost dei conti pubblici affinché con una intesa fra lo Stato e le Regioni si decida, nell’arco di poche settimane, come e dove intervenire.

L’operato della Conferenza delle Regioni e le decisioni assunte all’unanimità non possono prestare il fianco ad alcuna dietrologia. Non esistono assi che vogliono mettere in discussione questo o quel Ministro, né tanto meno il Governo. Le Regioni non fanno opposizione. Le Regioni sono istituzioni di questa Repubblica impegnate nel contrastare una crisi che attraversa i diversi settori produttivi del Paese e che sta purtroppo creando più di un problema nel mondo del lavoro. Per questi motivi – ha aggiunto Errani - su indicazione della Conferenza delle Regioni, in base alle decisioni assunte il 24 giugno, ho scritto al Ministro dei Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, in relazione agli approfondimenti svolti sulle ricadute dell’attuale Manovra Finanziaria che di fatto non consentono più alle Regioni di esercitare le funzioni previste dalla Legge 59 del 97 (Legge Bassanini). Ho chiesto quindi al Governo di convocare una seduta straordinaria della Conferenza Stato-Regioni che dia il via libera ad una intesa (ai sensi della legge 131/2003) per il trasferimento dalle Regioni allo Stato delle funzioni amministrative già conferite che riguardano, ad esempio, il trasporto pubblico locale, la viabilità, l’agricoltura, gli incentivi alle imprese e il mercato del lavoro: questo perché oggettivamente le Regioni sono impossibilitate ad esercitarle. Con la stessa lettera ho chiesto al ministro di porre all’ordine del giorno la situazione del Fondo per le Aree Sottosviluppate (FAS), verificando le problematiche poste dal Patto di Stabilità in relazione all’utilizzo dei fondi strutturali comunitari. Infine nella stessa seduta straordinaria chiediamo che sia dato il via libera a quella commissione straordinaria mista Stato-Regioni, a cui ho fatto riferimento, per verificare i costi di gestione delle rispettive strutture amministrative, considerando – ha concluso Errani -che la riduzione della spesa gestionale rappresenta un obiettivo prioritario per tutto il sistema della pubblica amministrazione.