Posizione delle Regioni sui settori del cinema e dello spettacolo dal vivo

venerdì 12 luglio 2013


 

 

Roma, 12 luglio '13 (comunicato stampa) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione dell’11 luglio, ha affrontato temi relativi ai settori del cinema e dello spettacolo dal vivo, approvando due documenti.

“Le Regioni, in una fase storica di profonda criticità socio-economica – si legge nelle due posizioni approvate - riaffermano la centralità del settore cultura nelle politiche di rilancio territoriale, rinnovando il proprio sostegno al settore dell’audiovisivo” e dello “spettacolo dal vivo” e per questi motivi “ritengono necessario riaffermare l’essenzialità di alcuni asset strategici propri di un’efficace politica di sostegno da condividere con il Governo”, a partire dal “dialogo inter-istituzionale”. Per i settori del cinema e dello spettacolo dal vivo è importante poi la “revisione, nell’ambito del nuovo regime dell’imposizione fiscale sul patrimonio immobiliare (IMU e TARES ), della disciplina per le sale cinematografiche, teatrali ed i luoghi di spettacolo”.

Per il settore del cinema premesse  fondamentali sono “la necessità di rivedere il decreto legislativo 28/2004, normativa quadro articolata con eccessivo dettaglio” e l’esigenza “di dare stabilità alle agevolazioni fiscali per il settore dell’audiovisivo ampliandone la dotazione finanziaria”.

Al settore del cinema – secondo le Regioni - occorre dare risposte immediate anche rispetto “all’applicazione delle disposizioni in materia di liberalizzazioni degli esercizi cinematografici” e alla “conversione al digitale degli schermi delle sale cinematografiche”.

Per quanto riguarda, nello specifico, lo spettacolo dal vivo occorre prima di tutto “un’architettura normativa idonea” e urge “l’approvazione condivisa della Legge sui principi fondamentali in materia di spettacolo dotata delle necessarie risorse finanziarie”.

C’è poi l’esigenza di maggiore “certezza del sostegno finanziario”, prevedendo anche “meccanismi incentivanti”. “Il drastico ridimensionamento del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) – sottolineano le Regioni - è stato più volte oggetto di attenzione da parte della Conferenza” e “il ripristino del ruolo propulsore del Fondo”, con “la previsione di mantenimento pluriennale del livello di finanziamento costituiscono il punto di partenza per lo sviluppo di iniziative proiettate almeno nel lungo periodo”. Occorrono poi “meccanismi stabili normativi e fiscali di incentivazione. Prevedere, come per il cinema,  agevolazioni fiscali da fruire in maniera alternativa ad altri strumenti di sostegno finanziari,  rivedere le norme fiscali che aggravano sensibilmente la gestione delle imprese di spettacolo e promuovere strumenti che favoriscono la partnership pubblico-privata.

In particolare si chiede poi “di escludere la categoria dei Teatri Stabili ad iniziativa pubblica dall’elenco delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della P.A., come individuati dall'ISTAT”.

Infine si ritiene utile “una riflessione sulle professionalità operanti nel settore al fine di valorizzarne le competenze”, così come “un nuovo approccio alla gestione del Fondo che valorizzi l’accesso e quindi il riconoscimento dei giovani operatori”, “un rapido adeguamento delle norme di sicurezza” e la definizione “di una regolamentazione attuativa di settore più organica”.

I documenti integrali sono stati pubblicati nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it .