Decreto Ammortizzatori sociali in deroga: dalle Regioni Parere negativo

giovedì 19 dicembre 2013


 

 

 

Roma, 19 dicembre ’13 (comunicato stampa) “Abbiamo espresso un Parere fortemente negativo sul decreto relativo agli ammortizzatori sociali in deroga”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani.
“La situazione attuale – ha proseguito Errani - è pesantissima con migliaia di lavoratori che non riceveranno le indennità loro dovute. E la prospettiva è ancora peggiore: si riducono le tutele colpendo i soggetti più deboli del mercato del lavoro”.
Secondo l’Assessore Gianfranco Simoncini che coordina la materia Lavoro per la Conferenza delle Regioni “è incomprensibile che, mentre si discute di ‘garanzia giovani’ si vadano a colpire proprio i giovani attraverso l'esclusione dai benefici della deroga degli apprendisti, dei lavoratori in somministrazione e tra gli altri degli studi professionali. In questo modo si spingono le imprese in difficoltà a licenziare i giovani lavoratori che sono proprio quelli che rientrano tra le figure escluse. L’approccio del decreto porta insomma ad acuire le differenze tra le tutele verso i lavoratori delle aziende medio grandi e quelli delle piccole”. C’è inoltre “un appesantimento burocratico che rischia di ridurre le Regioni ad un ruolo subordinato all'inps”. Secondo l’Assessore della Regione Toscana, “una volta approvati i nuovi criteri che varranno per tutto il territorio nazionale, con il parere del Parlamento, deve essere certa e garantita l'integrale copertura del fabbisogno, evitando la lotteria degli ammortizzatori con una ricorsa, nei primi mesi, alle richieste e la conseguente incertezza”. Secondo le Regioni sono quindi “necessarie profonde modifiche e se le richieste relative alle modifiche e alla certezza della copertura finanziaria – ha aggiunto Simoncini - non saranno accolte le Regioni dovranno riaffidare al Governo la funzione relativa ai procedimenti autorizzativi”.
“Le Regioni auspicano – ha concluso il Presidente Errani – che le Commissioni parlamentari sostengano le nostre richieste e che il Governo modifichi il decreto”.