Convenzione di medicina generale: Montaldo e Coletto, “stupore ed amarezza per posizione Fimmg”

lunedì 10 febbraio 2014


Roma, 10 febbraio ’14 (comunicato stampa) “Esprimiamo stupore ed amarezza per la posizione assunta dalla Federazione italiana dei medici di medicina generale (FIMMG) nei confronti della Conferenza delle Regioni in relazione all’atto di indirizzo per la nuova convenzione della medicina generale”, lo hanno dichiarato il Presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità e Vicepresidente della Regione Liguria, Claudio Montaldo, e il coordinatore della Commissione salute per la Conferenza delle Regioni, Luca Coletto (regione Veneto). “Stupore – affermano Montaldo e Coletto - perché sono stati espletati, come è noto alle organizzazioni sindacali, tutti i necessari passaggi per pervenire ad un documento condiviso al massimo livello e da parte di tutte le Regioni. Nelle prossime ore invieremo, dopo una riunione del Comitato di Settore, alla SISAC (struttura interregionale sanitari convenzionati) l’Atto di indirizzo per la nuova Convenzione di  medicina generale. Così come è noto, entrando  nel merito, che mentre la normativa prevedeva un semplice aggiornamento della Convenzione, si è ritenuto opportuno, di comune intesa, procedere ad una razionalizzazione e a migliorie che consentano al testo della nuova convenzione di corrispondere al meglio alle esigenze dei cittadini, della classe medica, degli operatori sanitari.
Con i rappresentati sindacali è stata condivisa da tempo l’opportunità di andare ad una revisione sostanziale degli accordi nazionali vigenti, andando oltre i contenuti della Legge 189/2011. L’amarezza è dunque dovuta al fatto – sottolineano il Presidente del Comitato di Settore e il Coordinatore della Commissione salute per la conferenza delle Regioni - che in più occasioni e in diversi incontri si è convenuto su questo percorso, così come è stata condivisa una strategia di massimo coinvolgimento nelle scelte.
Certe osservazioni sembrano non tener conto del contesto politico-economico particolarmente complesso degli ultimi anni. La necessità di un finanziamento certo del SSN e la definizione del patto per la salute sono elementi imprescindibili per la definizione degli atti normativi e contrattuali del personale a cui verrà chiesto di accompagnare un cambiamento rilevante per tutto il Servizio Sanitario Nazionale.
Per questo – concludono Montaldo e Coletto - appare del tutto priva di fondamento l’affermazione relativa al fatto che le Regioni rifiutino di sottoscrivere il nuovo Patto per la salute. E’ vero piuttosto il contrario. Sono state le Regioni a sollecitare un nuovo Patto per la salute fondato su risorse che lo rendano economicamente più sostenibile, come dimostrano le diverse prese di posizione pubbliche, i numerosi documenti e gli interventi del Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, in tutte le sedi istituzionali".