Chiamparino: Legge di stabilità, nel confronto con il Governo passi in avanti

giovedì 4 dicembre 2014


 

 

Roma, 4 dicembre ’14 (nota per stampa) - “Ieri sera abbiamo avuto un confronto con il Ministro degli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, il Sottosegretario, Gianclaudio Bressa e il Vice Ministro all’Economia, Pier Paolo Baretta”, lo ha ricordato al termine della Conferenza delle Regioni del 4 dicembre, il Presidente Sergio Chiamparino.

“Al centro del confronto i tagli previsti dalla Legge di stabilità. Nel corso dell’incontro ci sono stati alcuni passi in avanti. Il Governo – ha spiegato Chiamparino - ha accettato la nostra proposta di prevedere un finanziamento del Patto Verticale incentivato per almeno un miliardo, risorse che serviranno poi ai Comuni per affrontare interventi urgenti per il dissesto idrogeologico e per la messa in sicurezza delle scuole. Non solo, abbiamo chiesto anche al Governo di arrivare a considerare l’idea di attestarsi per questa operazione ad un livello pari ad un miliardo e mezzo. Una richiesta confermata oggi dalla Conferenza delle Regioni.

Per quello che riguarda invece il passo fatto dalle Regioni siamo partiti dalla considerazione che comunque la Legge di Stabilità prevede nell’ambito del taglio dei 4 miliardi che si possa incidere anche sulle risorse destinate alla sanità. Considerando che nei nostri bilanci la Sanità rappresenta il 75%, la strada appare obbligata. Per questi motivi abbiamo convenuto con il Governo che il previsto incremento del Fondo Sanitario, pari a 2 miliardi per il 2015, potesse essere ridotto di 1,5 miliardi. Di questo si fanno carico le Regioni, agendo soprattutto sul maggior controllo della spesa farmaceutica e attraverso una migliore organizzazione nell’acquisto di beni e servizi. Non interveniamo cioè in alcun modo sulla erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, LEA, ma incidendo, come ho detto, su aspetti organizzativi e sul controllo della spesa farmaceutica. In cambio di questo, sul fronte della sanità, abbiamo registrato la disponibilità del Governo ad aumentare per 3,3 miliardi in tre anni gli investimenti per l’edilizia sanitaria.

Abbiamo poi dato – ha proseguito Chiamparino - la nostra disponibilità a rinunciare anche a gran parte del residuo dell’incremento del Fondo sanitario 2015, ovvero a 400 milioni, purché queste risorse siano destinate al fondo per il trasporto pubblico locale che vive una fase di forte sofferenza finanziaria con caratteristiche di emergenza e con il rischio, in alcune realtà, anche di licenziamenti da parte di aziende del settore.

A tutto ciò si aggiungono 100 milioni che il Ministero dell’Economia avrebbe reso disponibili una tantum come contributo sugli interessi dei mutui e che per le Regioni invece sarebbe preferibile destinare sempre al trasporto pubblico locale.

Abbiamo posto poi al Governo altre due questioni importanti.

La prima riguarda la partecipazioni delle Regioni al gettito derivante dal recupero dell’evasione IVA come già avviene per altri cespiti fiscali, tema rispetto al quale abbiamo registrato la disponibilità dell’Esecutivo, ma non sono stati forniti elementi quantitativi.

La seconda è relativa invece al complesso discorso del riordino delle Province. Le Regioni sono impegnate nel garantire l’attuazione della Legge Delrio, la Legge 56, e hanno fatto una proposta chiara di collaborazione istituzionale. Si dovrebbe partire prima di tutto dalla verifica delle situazioni di esubero relativa ai lavoratori delle Province, poi si potrebbero applicare i requisiti della cosiddetta pre-Fornero per ridurre ciò che è possibile. Successivamente bisognerebbe procedere all’attribuzione del personale per le funzioni fondamentali delle Province che restano a carico dello Stato e attuare i processi di mobilità verso altre amministrazioni dello Stato nell’ambito delle disponibilità. A questo punto quello che resta è il personale che dovrà assicurare le funzioni che dovranno gestire le Regioni o che queste ultime potranno delegare alle Aree vaste. Siamo pronti a farci carico di questa situazione purché il passaggio del personale avvenga contestualmente al trasferimento delle risorse ad esso collegate. Su questo tema siamo però in attesa di una risposta perché il Governo ha chiesto di fare un necessario approfondimento tecnico e politico.

Per quanto riguarda invece la questione del Fondo Sviluppo e Coesione, ex FAS, siamo favorevoli ad un coordinamento attraverso una cabina di regia nazionale, a cui partecipano anche le Regioni. In questa sede si devono definire le scelte prioritarie e i settori in cui investire. Non abbiamo obiezioni rispetto alla ripartizione fra le aree territoriali del Paese così come definita, riteniamo però che una percentuale di quei fondi, sempre nell’ambito delle scelte definite dalla cabina di regia, vada attribuita ai bilanci delle Regioni. Una percentuale che riteniamo possa collocarsi in un range fra il 40 e il 60 per cento, o indicativamente intorno alla metà.

Stiamo anche valutando alcuni emendamenti che non sono legati alla questione risorse, ma che potrebbero, nell’ambito del Servizio Sanitario, consentirci di attivare determinate leve e possibili riorganizzazioni in grado di produrre nel medio periodo possibili risparmi.

Sono questi i punti affrontati nel corso dell’incontro con il Governo di ieri sera e su cui oggi la Conferenza – ha concluso Chiamparino - ha attribuito un ampio mandato alla Presidenza  per concludere il confronto con l’Esecutivo e quindi, se ci saranno margini sufficienti, dare un parere positivo alla Legge di Stabilità, probabilmente la prossima settimana”.