Sanità: Chiamparino, Corte dei conti riconosce impegno delle Regioni

mercoledì 21 gennaio 2015


 
Roma, 21 gennaio ‘15 (comunicato stampa) “Dati di cui Governo e Regioni devono tener conto”, così il Presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, commenta i risultati che emergono dalla “Relazione sulla gestione finanziaria per l’esercizio 2013 degli enti territoriali” della Corte dei conti.
“All’indomani del varo della Legge di Stabilità 2015 è opportuno che i diversi livelli di Governo – ha proseguito Chiamparino - riflettano sul fatto che dal 2010 al 2013, contrariamente a quanto sostenuto da una certa vulgata, la spesa sanitaria è diminuita di oltre 3 miliardi grazie agli effetti del patto per la salute e per gli interventi legati alle precedenti manovre: ovvero grazie ad un’azione concertata Governo-Regioni che ha incisoin particolaresulla spesa per il personale e su quella farmaceutica.
Ma in particolare occorre tenere nella giusta considerazione l’allarme lanciato dalla magistratura contabile, ovvero il fatto che ulteriori risparmi potrebbero rendere problematico il mantenimento dell’attuale assetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
I margini per ulteriori azioni di spending review – ha aggiunto il Presidente della Conferenza delle Regioni - sono oggi decisamente ristretti, considerando anche che i ticket già versati dai cittadini sono piuttosto pesanti, anche se su questo fronte si possono fare azioni tese a garantire una maggiore equità.
Mi piace comunque ricordare che, dopo le recenti valutazioni positive dell’Ocse alla sanità italiana, la Corte dei conti ha riconosciuto che “il sistema sanitario nel suo complesso […] sta riassorbendo i disavanzi pregressi grazie agli efficaci meccanismi di monitoraggio” ed anche la massa debitoria degli enti del SSN sta riducendosi.
Mi auguro che la Relazione della Corte dei conti – ha concluso Chiamparino - possa rappresentare insomma un punto di partenza importante in quel confronto con il Governo che stiamo sollecitando da tempo sugli effetti della legge di stabilità e , più in generale, sul ruolo delle Regioni”.