Riordino province: audizione rappresentanti della Conferenza delle Regioni

giovedì 19 marzo 2015


 

Roma, 19 marzo 2015 (comunicato stampa) Il 19 marzo si è tenuta un’audizione di rappresentanti della Conferenza delle Regioni di fronte alla Commissione Parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale (presieduta da Giancarlo Giorgetti) sui profili finanziari dall’attuazione della Legge Delrio (L.56/2014). In rappresentanza delle Regioni sono intervenuti l’assessore Massimo Garavaglia della Regione Lombardia (coordinatore della Commissione “Affari finanziari” per la Conferenza delle Regioni) e l’Assessore Vittorio Bugli della Regione Toscana (che per conto della Conferenza delle Regioni ha coordinato il gruppo di lavoro della Commissione affari istituzionali sull’attuazione della legge Delrio).
L’Assessore Garavaglia si è soffermato in particolare sugli aspetti finanziari sottolineando le criticità legate all’attuazione del riordino delle funzioni delle province  anche per il difficile riallineamento fra il costo standard da attribuire a ciascuna funzione  e la crescita della spesa storica delle Province. Aspetti che – ha sottolineato Garavaglia - assumono contorni di difficile sostenibilità nel momento in cui si considerano i tagli previsti per le province dalla legge di stabilità 2015 negli anni 2015, 2016 e 2017. Temi a cui va aggiunta la delicata questione relativa al personale.
Tema, quest’ultimo, sviluppato anche dall’assessore Vittorio Bugli che ha ricordato che le regioni avevano fatto al governo una proposta di estrema concretezza in base alla quale le Regioni avrebbero gestito l’intera fase di transizione, purché il Governo avesse garantito almeno l’integrale copertura dei costi del personale. Poiché questa strada non è stata percorsa , oggi , secondo Bugli, occorre affrontare con la gradualità necessaria la questione attraverso il riordino delle funzioni delle province a livello regionale, attribuendo ai comuni le funzioni che è possibile delegare, lasciando al livello regionale le altre e avendo un quadro chiaro e immediato della mobilità possibile e soprattutto degli uffici statali che hanno bisogno e che possono utilizzare il personale della province. Bugli ha ricordato infine che il lavoro delle Regioni sta comunque andando avanti, sottolineando l’esempio della Regione Toscana la cui legge è stata definitivamente approvata e l’impegno di tutte le altre Regioni che - con l’eccezione di Calabria ed Emilia-Romagna  (in cui si sono tenute recentemente le elezioni) – hanno adottato delibere di giunta ora all’attenzione delle assemblee legislative.