Chiamparino: “fase impegnativa” per “trovare soluzioni virtuose, evitando polemiche o scorciatoie che portano a riduzioni di spesa non sostenibili”

giovedì 30 luglio 2015


Dopo la rielezione a Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Roma, 30 luglio ‘15 (comunicato stampa) Subito dopo l’elezione a Presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino non nasconde la soddisfazione e la consapevolezza per la responsabilità a cui ancora una volta è stato chiamato dai colleghi Presidenti.
“Ci aspetta una fase impegnativa - ha dichiarato Chiamparino – ma credo ci siano tutte le condizioni per collaborare e per ricercare soluzioni e proposte condivise su diversi temi”. E riferendosi poi specificamente al rapporto fra il governo e le regioni, soprattutto in vista della legge di stabilità, Chiamparino invita ad “allontanarsi da taccuini e microfoni  e a ricercare il confronto, a sedersi attorno ad un tavolo prima di parlare. Ci sono tutte le condizioni e i margini per trovare soluzioni virtuose, evitando polemiche o scorciatoie che portano a riduzioni di spesa non sostenibili.
Oggi, ad esempio, abbiamo affrontato con questa logica un accordo importante per far fronte al futuro dei centri per l’impiego in una fase di transizione e di trasferimento delle competenze, dopo la legge di riordino delle province. Con questo accordo le Regioni tornano protagoniste nelle politiche attive del lavoro.
Così come abbiano accettato di stare dentro i principi fissati dal patto per la salute, condividendo una logica di risparmio e di razionalizzazione da cui possono derivare importanti economie, senza mettere a rischio i servizi. Ma è giunto il momento di considerare anche i bisogni crescenti dei cittadini nella sanità, basti considerare a riguardo l’importanza dei farmaci innovativi per diverse patologie. Per questo è importante – ha concluso Chiamparino - che i risparmi che si realizzeranno con il patto per la salute siano reimpiegati per investimenti in sanità e che, dopo il taglio subito nel 2015, il fondo sanitario riprenda ad incrementarsi così come previsto nel patto per la salute e come abbiamo ribadito nell’intesa del 2 luglio scorso”.