Sanità: Bonaccini, ”confronto con il ministro Lorenzin molto positivo, andiamo avanti su qualità della spesa e dei servizi”

giovedì 24 marzo 2016


 

Roma, 24 marzo ‘16 (comunicato stampa) “Abbiamo avuto un ottimo confronto con il Ministro della salute Beatrice Lorenzin che ringrazio anche per la disponibilità dimostrata accentando di fare un’analisi 360 gradi proprio nella sede della Conferenza delle Regioni”, così il presidente Stefano Bonaccini ha commentato l’esito dell’incontro che la Conferenza delle Regioni ha avuto oggi con il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin.
“Ci siamo confrontati – ha spiegato Bonaccini - su molte questioni, entrando nel merito di ogni singolo tema: dai LEA, al personale, alle risorse, condividendo una linea ed un principio: non sono solo più risorse che fanno qualità e quantità dei servizi in sanità. Se così fosse e dovessimo considerare gli incrementi degli ultimi anni, i servizi sanitari avrebbero dovuto registrare netti miglioramenti in tutte le Regioni.
Detto questo, non possiamo però arretrare: siamo già riusciti a trovare una prima intesa con il Ministero e con il Governo, che prevede che il fondo sanitario non rimarrà fermo a 111 miliardi di euro fino al 2019,  ma dovrà progressivamente aumentare anche nei prossimi anni. Su questo abbiamo registrato una condivisione piena fra Ministero e Conferenza delle Regioni, con il comune obiettivo che il finanziamento serva a mantenere la qualità delle prestazioni sanitarie o ad aumentarla laddove serva.
Tra qualche mese rifaremo un altro confronto con il ministro che si è già reso disponibile, perché la sanità è fondamentale per la tutela del diritto alla salute dei cittadini e perché rappresenta da sola in media tre quarti dei bilanci regionali. E’ insomma – ha aggiunto il presidente della Conferenza delle Regioni - uno degli argomenti con cui si ha più a che fare sul fronte dell’amministrazione regionale  e su cui più frequentemente si è sottoposti al giudizio dell’opinione pubblica.
Anche per questo abbiamo detto ai Presidenti che si dovrebbero diffondere maggiormente le esperienze positive di alcune best practice puntando su un progressivo miglioramento dell’efficienza dei servizi in tutte le aree del paese. Penso, ad esempio, ad una esperienza  come quella  dell’Emilia-Romagna, che sulla questione liste d’attesa è riuscita in sei mesi ad arrivare al 97% di erogazione delle prestazioni cosiddette di “prima fascia” entro il primo o secondo mese. Buone pratiche di questo genere  possono, anzi devono diventare una motivazione comune, una linea di traguardo che, anche se non immediatamente, porti un po’ tutte le Regioni – ha concluso Bonaccini - a migliorare e a colmare i divari esistenti”.