Commercio aree pubbliche: Lo Bello (Regioni) in audizione su due proposte di legge all’attenzione della commissione attività produttive della Camera

martedì 30 maggio 2017


Roma, 30 maggio 2017 (nota per la stampa) Si è tenuta oggi presso la Commissione attività produttive della Camera, un’audizione di una delegazione della Conferenza delle Regioni e delle province autonome. A guidare i rappresentanti delle istituzioni regionali Maria Lo Bello, Vicepresidente della regione Sicilia e coordinatrice vicaria della Commissione attività produttive della Conferenza delle Regioni. Oggetto del confronto con i deputati due proposte di Legge all’attenzione della Camera - la pdl n. C. 3649 e la pdl n. c. 4120 - che modificherebbero l’articolo 28 del decreto legislativo 114/98 relativo all’esercizio dell'attività nel commercio al dettaglio su aree pubbliche. “Le due proposte – ha sottolineato Maria Lo Bello che ha lasciato agli atti della commissione un documento predisposto e approvato dalla Conferenza delle Regioni - riguardano sia la tutela della concorrenza, materia di competenza dello Stato sia la disciplina del commercio, settore di competenza esclusiva delle Regioni e agiscono su un Decreto Legislativo (114/98) oggetto di successivi interventi legislativi.

Il D.Lgs. 59/2010 che attua la direttiva Bolkestein, proprio in considerazione della peculiarità del commercio su aree pubbliche, ha previsto una intesa in sede di Conferenza unificata per individuare i criteri per il rilascio e il rinnovo della concessione dei posteggi per l’esercizio del commercio su aree pubbliche e le disposizioni transitorie da applicare, con le decorrenze previste”. Dopo tale intesa con un successivo documento della Conferenza delle Regioni per l’individuazione dei criteri sono stati previsti, per la fase transitoria di passaggio da un sistema di durata illimitata delle concessioni ad un nuovo regime di attribuzione delle stese, strumenti di “phasing out” e un’apposita norma proconcorrenziale che ha stabilito un limite al numero dei posteggi complessivamente assegnabili ad un medesimo soggetto giuridico nell’ambito della stessa area di mercato.

Recentemente, il 3 agosto 2016, la Conferenza delle Regioni e Province autonome ha anche approvato le “Linee applicative dell’Intesa della Conferenza Unificata del 5 luglio 2012 in materia di procedure di selezione per l’assegnazione di posteggi su aree pubbliche per fornire uno strumento interpretativo e operativo ai Comuni, chiamati a dare attuazione ai contenuti dell’Intesa del 2012 rilasciando, anzitutto, le nuove concessioni alle scadenze previste per il 7 maggio e il 4 luglio 2017. Non c’è dubbio però – ha aggiunto la vicepresidente della regione Siciliana - che il percorso continua a mostrare segni di criticità applicativa soprattutto se si considera da un lato il parere espresso dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato con cui si ribadisce la piena applicabilità della direttiva Bolkestein al commercio su area pubblica, dall’altro il decreto milleproroghe che ha differito i termini dei procedimenti di concessione dei posteggi già in scadenza al 31 dicembre 2018.

Ed è in questa situazione di incertezza che si inseriscono le due proposte di legge in materia di commercio sulle aree pubbliche. “La Conferenza delle Regioni e Province autonome – ha sottolineato la coordinatrice vicaria della commissione attività produttive - ha valutato di non esprimersi sulla scelta prevista da una delle due proposte, PdL 3649, di uscita del settore commercio aree pubbliche dall’applicazione della direttiva Bolkestein perché c’è una competenza esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza che imporrebbe evidentemente in questo caso una revisione del decreto legislativo 59/2010 di recepimento della direttiva stessa nonché di una precisa verifica in sede europea dei settori economici che possano non essere oggetto della medesima normativa”.

Inoltre “posta l’esclusione del commercio su aree pubbliche dalla disciplina del decreto 59/2010 tutte le proposte contenute nella medesima proposta di legge – si legge nel documento della Conferenza - devono trovare necessariamente un altro supporto normativo”. Ma “La soluzione proposta, fondata evidentemente sull’assunto della non limitatezza dei beni oggetto di attribuzione, non ritenuti risorse naturali scarse, ha il pregio di fare chiarezza nel comparto sul punto della sua esclusione dalla direttiva, fatte salve, ovviamente, le verifiche di compatibilità giuridica – precisa il documento della Conferenza - rispetto ai contenuti della medesima.

Quanto all’altra proposta (PDL C. 4120) a differenza della precedente, “si colloca nell’alveo dell’attuale assetto normativo del comparto, in applicazione della direttiva servizi, facendone salva l’Intesa della Conferenza unificata del 5 luglio 2012, mediante un intervento di mitigazione delle criticità applicative imposte dal D.Lgs. 59/2010, avuto riguardo alle caratteristiche strutturali peculiari del comparto e delle sue imprese”. E’ insomma una proposta che “traspone nello strumento legislativo – si legge ancora nel documento della Conferenza - alcuni contenuti dell’Intesa del 5 luglio 2012 nel D.Lgs. 114/98, partendo pertanto dal presupposto dell’applicabilità della Direttiva Bolkestein al comparto del commercio su area pubblica”.

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