+T -T


Formazione in ambito sanitario: Bonaccini, urgente riprendere il confronto Governo-Regioni sui medici specializzandi

giovedì 21 settembre 2017

Saitta: preoccupati per possibili carenze di personale sanitario

Roma, 21 settembre 2017 (comunicato stampa) – “La formazione è in generale un tema fondamentale per lo sviluppo delle nuove generazioni ma diventa fondamentale per quanto riguarda il Servizio Sanitario Nazionale.  Per questo in Conferenza Stato-Regioni ho voluto sottoporre il tema all’attenzione del Governo”, lo ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini “Occorre infatti uno sforzo congiunto delle istituzioni per far fronte alla carenza di risorse umane qualificate necessarie alla garanzia della continuità dei servizi in sanità. Attività per le quali è fondamentale il contribuito dei medici specializzandi visto che già attualmente è complesso riuscire a reperire alcune figure professionali. Occorre coinvolgere di più le Regioni nella definizione delle politiche formative di area sanitaria. Soprattutto perché – ha spiegato Bonaccini – dobbiamo raggiungere coerenza tra il numero dei professionisti formati e le esigenze dei servizi sanitari. Le Regioni hanno portato avanti proposte e sono disponibili per risolvere tale problematica. Siamo pronti, e lo abbiamo già scritto in precedenti documenti, ad un confronto con il Governo - ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica e con il ministero della Salute - e con le rappresentanze del mondo professionale per definire nuovi criteri di programmazione, gestione e valutazione delle attività formative che siano più coerenti con le nuove sfide del Servizio sanitario e in linea con i nuovi modelli e fabbisogni organizzativi”.
“Siamo preoccupati per possibili carenze di personale sanitario – ha spiegato Antonio Saitta (assessore delle regioni Piemonte e coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni) – per questo proponiamo una rivalutazione della potenzialità formativa, in termini numerici, dei corsi di laurea, delle scuole di specializzazione, della formazione post laurea. Si può anche pensare – ha aggiunto Saitta - all'introduzione di corsi di specializzazione universitaria anche per la medicina generale al posto degli attuali corsi di formazione organizzati a livello regionale, e per la pediatria all’acquisizione di maggiori specifiche competenze riguardanti l’assistenza territoriale all’interno dell’attuale formazione specialistica.
L’importante è che riprenda urgentemente il confronto Governo-Regioni – ha concluso Saitta – per arrivare ad una definizione dei fabbisogni formativi strettamente connessa e coerente ai fabbisogni organizzativi del Ssn.
Dobbiamo lavorare con il Governo per prevedere l’accesso dei medici al Servizio sanitario nazionale anche subito dopo la laurea e l’abilitazione, quindi anche senza specializzazione. A tal riguardo peraltro è in discussione in Parlamento un disegno di legge delega che definisce alcuni precisi indirizzi su cui varrebbe la pena – ha concluso Saitta - riprendere il confronto magari in un organismo paritetico di indirizzo e coordinamento che coinvolga i diversi attori istituzionali interessati (Regioni, Ministero della salute e Miur)”.