Rodano: a cinema serve apporto e ruolo Regioni

venerdì 26 gennaio 2007


Rodano: a cinema serve apporto e ruolo Regioni

(regioni.it) "Lo sviluppo delle attività culturali ed economiche legate al settore cinematografico deve poter contare sull'apporto e sul ruolo delle Regioni", lo ha detto Giulia Rodano, durante l'audizione davanti alla Commissione istruzione pubblica e beni culturali alla quale ha partecipato oggi in rappresentanza della Conferenza delle Regioni. "Ma questo obiettivo può essere raggiunto - ha sottolineato la Rodano - con un disegno organico sulle attività cinematografiche che colga il sistema regionale come possibile volano per lo sviluppo del settore. Occorre allora una significativa opera di revisione normativa alla quale le Regioni sin d'ora si dichiarano disponibili a partecipare.

L'elaborazione di una nuova legge di sistema sul cinema è l'occasione per affrontare le problematiche legate all'intera filiera della produzione cinematografica ed audiovisiva: produzione, distribuzione, promozione, esercizio.

Per questo motivo abbiamo voluto fornire alla Commissione istruzione pubblica e beni culturali del Senato un primo contributo alla riflessione. Si tratta di prime valutazioni su alcuni aspetti del Decreto Legislativo 28/2004 che è necessario modificare , anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale (n. 285 del 2005) che riconosce il ruolo importantissimo dello Stato e delle Regioni nel settore.  Occorre arrivare ad un testo che fissi i "principi fondamentali",  abbandonando le disposizioni di dettaglio, la normativa articolata ed autoapplicativa che il decreto legislativo 28 contiene".

Nel corso del suo intervento durante l'audizione l'assessore Giulia Rodano si è poi soffermata sulle questioni legate a: produzione e distribuzione; promozione ed esercizio.

"Per quanto concerne i settori della produzione cinematografica e della distribuzione non sfugge certamente alle Regioni la loro rilevante dimensione d'impresa, né il fatto che richiedano ingenti capitali, né tantomeno la constatazione che il loro ambito sia nazionale o sopranazionale. Di contro non può essere sottaciuto il fatto che siamo di fronte ad attività che hanno un forte legame con il territorio in cui vengono realizzate e un indubbio impatto in termini sociali, culturali ed economici.

Tutto ciò spiega perché le regioni abbiano sostenuto le produzioni cinematografiche con fondi regionali e attraverso le film commission e con l'istituzione di fondi specifici (film fund). Né potrebbe essere diversamente se si considerano i necessari obiettivi di marketing territoriale, di promozione cineturistica, di sostegno e qualificazione dell'economia locale che istituzionalmente ogni regione è tenuta a perseguire.

Quanto poi  alla promozione cinematografica, il ruolo regionale è ugualmente rilevante. La delicatezza del settore impone però di tener conto della complessità e delle diverse articolazione dell'attività promozionale, così come occorrono attente valutazioni sui criteri di adeguatezza amministrativa.

Infine risulta centrale il ruolo delle Regioni per l'autorizzazione all'esercizio e dell'incentivazione alla riqualificazione del sistema delle sale: campo  ha concluso Giulia Rodano - in cui già sentenze della Corte costituzionale hanno confermato la competenza legislativa regionali in materia di programmazione territoriale in questa materia".

(red/25.01.07)

 

N. 860 - 25 Gennaio 2007