>ANSA-FOCUS/ SISMA: EMILIA SI FERMA MA NON CELEBRA,MOLTO DA FARE

lunedì 20 maggio 2013



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ERRANI, EMERGENZA FINIRA' QUANDO CENTRI STORICI MEGLIO DI PRIMA
(ANSA) - BOLOGNA, 20 MAG - Fermarsi, non celebrare. Ma
guardare a quanto e' stato rimesso in piedi e ricordare a se
stessi e all'Italia che il percorso per il ritorno alla
normalita' non e' concluso. Il messaggio che da' il senso della
memoria del sisma di un anno fa arriva da Vasco Errani,
commissario straordinario per la ricostruzione in Emilia e
presidente della Regione: ''Il lavoro fatto si vede, ma non
siamo qui per celebrare, ma per dire c'e' ancora moltissimo da
fare e lo faremo''.
Sara' ovviamente un ricordo che durera' fino al 29, giorno
della seconda serie di scosse, e che non si fermera' li'.
Saranno, per dirla con il premier Enrico Letta che la prossima
settimana visitera' i luoghi colpiti ''dieci giorni di un triste
anniversario''. L'emergenza per il terremoto, ha spiegato sempre
Errani durante la seduta straordinaria del consiglio provinciale
di Ferrara ''finira' quando avremo messo l'ultima pietra nel
bene culturale, nel bene pubblico, nella chiesa, quando i nostri
centri storici saranno meglio di prima del terremoto''.
''Io - ha aggiunto - non voglio dare 'ore X', dal primo
giorno ho detto che non promettevamo miracoli, ci siamo dati
delle scadenze e mi sembra che le abbiamo rispettate,
dall'assistenza alle persone, alle scuole, alle attivita'
produttive: cosi' bisogna andare avanti. Ciascuno di noi
vorrebbe fare sempre prima, ma per fare bene bisogna
programmare''.
Gli esempi concreti di ricostruzione non mancano: a Pieve di
Cento ha riaperto la Pinacoteca; ieri un auditorium polivalente
e' stato inaugurato a Crevalcore; il 29 a Medolla sara' la volta
della chiesa provvisoria progettata dall'architetto Davide
Marazzi; oggi a Mirandola, oltre all'apertura di un laboratorio
del bio-medicale donato dalla Fondazione La Stampa-Specchio dei
Tempi, dal Comune di Torino e dalla Fondazione Bnl-Gruppo Bnp
Paribas, e' stato firmato un accordo per il recupero di un
istituto tecnico superiore, con un finanziamento di due milioni
da Eni. Ne' si ferma la solidarieta': sono gia' nove i centri di
comunita' realizzati dalla Caritas, 10,7 milioni le offerte per
ricostruzione e sostegno alle popolazioni colpite, cui vanno
aggiunti i tre milioni subito stanziati dalla Cei.
Passi non piccoli, insomma, sono stati fatti. Altri sono
ancora da fare. E chi si e' impegnato in prima persona ne ha
tratto anche una lezione personale: ''In questi mesi - ha detto
Errani - ho imparato che bisogna sempre ascoltare, essere
disponibili a ricercare soluzioni, che non esiste una risposta
per tutti. E che non si puo' a tutte le emergenze ricominciare
sempre da capo''. Augurandosi che la lezione possa essere estesa
al Paese intero: ''Sulla base di questa esperienza spero si
possa fare legge nazionale sulle grandi emergenze, perche' in
caso di altre emergenze, si possa contare su norme e regole in
grado di dare risposte tempestive''. (ANSA).

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20-MAG-13 19:16 NNN