FUS: IL TEATRO DI ROMA PROTESTA PER I TAGLI, MECCANISMO PERVERSO'

martedì 16 luglio 2019



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      Decurtazione di 122.162 euro rispetto all'anno precedente,
taglio del 6,4%

      Roma, 16 lug. (AdnKronos) - Monta la polemica per i tagli al Fus nel
settore teatrale. Il Teatro di Roma - Teatro Nazionale, in un
comunicato, protesta per aver subito un taglio di oltre 120mila euro
nell'assegnazione dei contributi del Fus per l'anno 2019, notificati
lo scorso 12 luglio dalla Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo
del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

      L'applicazione dell'attuale sistema di riparto dei trasferimenti
statali assegna al Teatro di Roma un contributo di 1.792.792 euro, con
una decurtazione di 122.162 euro rispetto all'anno precedente. "Così
il Teatro di Roma, nella categoria dei teatri nazionali, è risultato
tra i più penalizzati con un taglio del 6,4% che va ad aggiungersi al
precedente taglio di 31.000 euro subito nel 2018: in soli due anni il
contributo si è pertanto ridotto da 1.945.000 euro a 1.792.792 euro".

      "Nonostante una valutazione complessiva che colloca il Teatro di Roma
al terzo posto tra i Teatri Nazionali con 86,01 punti su 100, i
criteri di riparto dei fondi FUS hanno decretato la riduzione delle
risorse proprio in un momento nel quale si è impegnati nel
rinnovamento delle storiche sale gestite (Argentina e India) e nel
rilancio delle sale periferiche della capitale (i c.d. Teatri in
Comune: Torlonia, Lido di Ostia, Silvano Toti Globe Theatre), affidate
al Teatro di Roma dall'amministrazione capitolina circa due anni fa". (segue)

      (Nex/AdnKronos)

ISSN 2465 - 1222
16-LUG-19 11:54

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     (2) =
      I vertici del teatro romano, 'logiche competitive basate su
valutazioni alterate'

      (AdnKronos) - È amara la constatazione del presidente Emanuele
Bevilacqua, del direttore Giorgio Barberio Corsetti e della consulente
artistica per Teatro India Francesca Corona, che denunciano il
"meccanismo perverso" della ripartizione delle risorse del FUS: "un
riparto dei finanziamenti che dovrebbe riconoscere l'eccellenza
qualitativa e quantitativa, incentivando il confronto e la
cooperazione tra i Teatri Nazionali sul criterio meritocratico, ma
che, al contrario, genera logiche competitive basate su valutazioni
alterate, tanto da vedere attribuito a soggetti con punteggi inferiori
un aumento dei contributi. Se da una parte il sistema richiede di
incentivare sinergie produttive e di collaborazione tra Teatri
Nazionali, dall'altra parte produce un meccanismo competitivo
palesemente inefficace e distorto. I difetti del meccanismo sono stati
più volte segnalati al Ministero che pur riconoscendo i chiari limiti
del sistema non vi ha messo mano fino ad ora".

      "È necessario rivedere le norme che regolano il Fus - afferma il
presidente del Teatro di Roma Emanuele Bevilacqua - nell'interesse di
tutti i Teatri Nazionali. Lo chiediamo formalmente. Non sono
accettabili meccanismi che mettono in competizione fra loro i Teatri,
che peraltro collaborano attivamente nelle coproduzioni artistiche.
Non è razionale che Teatri che ottengono punteggi artistici più bassi
possano avere aumenti dei contributi e viceversa altri Teatri, a
fronte di punteggi in crescita, siano invece penalizzati". (segue)

      (Nex/AdnKronos)

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     (3) =
      'Aspettiamo un confronto su questa situazione'

      (AdnKronos) - E il direttore Giorgio Barberio Corsetti aggiunge:
"Questo meccanismo non tiene conto delle cose che ci spingono ad amare
il teatro e correre ad assistervi, che ci spingono a crearlo: la
proposta artistica, il progetto, la complessità dei territori, la
varietà delle strutture e infine la funzione del teatro pubblico, nato
per essere aperto ai cittadini e alle città. Queste sono le uniche
ragioni che rendono valido e meritorio un intervento pubblico
considerando che nessuno dei teatri in lizza potrebbe esistere per un
solo giorno senza sovvenzioni. Il già disastrato terreno del teatro
italiano si va erodendo e avvelenando. Invece di inseguire i numeri
dovremmo ricavarli dai progetti, noi tutti donne e uomini di teatro,
dalle compagnie ai grandi teatri dovremmo creare insieme un ecosistema
che garantisca l'accesso al teatro più grande e libero per pubblico e
artisti, attraversando i territori, creando nuove topografie".

      "Questo ennesimo taglio - concludono i vertici - pesa sul Teatro di
Roma che di fatto si colloca al centro del panorama teatrale
nazionale, rivestendo un ruolo cruciale nella vita culturale e
identitaria del Paese, e posizionandosi come imprescindibile
istituzione produttiva e realtà di accoglienza e sostegno per artisti
e stabili italiani e stranieri. Aspettiamo un confronto su questa
situazione con gli organismi di categoria".

      (Nex/AdnKronos)

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