[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
Presentata ieri a S. Bernardo di Rabbi la ricerca dell’Accademia Europea di Bolzano IL SONDAGGIO TRA I RESIDENTI “PROMUOVE” LA PARTE TRENTINA DEL PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO Il presidente Dellai e l’assessore Berasi: “Risultati che premiano anni di lavoro”

giovedì 20 giugno 2002


(c.m.) – Il 61% accetta il Parco così com’è, senza voler cambiare nulla. E’ un risultato in complesso molto positivo per la parte trentina del Parco Nazionale dello Stelvio quello che emerge dal sondaggio “La popolazione appoggia il Parco?”, i cui dati sono stati presentati ieri sera, presso la Scuola elementare di S. Bernardo di Rabbi, durante un incontro che ha richiamato un folto pubblico. Incontro al quale hanno partecipato anche Lorenzo Dellai, presidente della Provincia autonoma di Trento e Iva Berasi, assessore provinciale all’ambiente, sport e pari opportunità. E’ toccato al giornalista Giorgio Balducci moderare l’incontro mentre i risultati del sondaggio sono stati presentati da Roberta Bottarin, ricercatrice dell’Accademia Europea di Bolzano che ha condotto il rilevamento nell’anno delle montagne (“un sondaggio con queste caratteristiche non era mai stato fatto in Italia e ha pochi precedenti in Europa, di solito si sentono solo i turisti, noi abbiamo interpellato invece un numero davvero notevole di residenti”). “E’ certamente una iniziativa positiva questa del sondaggio, ed è saggio - ha detto il presidente Lorenzo Dellai – che si proceda a monitorare la popolazione, che si ascolti chi vive e lavora in montagna. E’ un quadro positivo quello che esce da questi numeri, da queste percentuali e ciò conferma la bontà della linea di indirizzo gestionale del Parco. E va a merito di chi ha lavorato in questi anni in questa direzione. Non solo: questi dati sono anche la risposta più giusta alle polemiche dei mesi scorsi, quando si è cercato di introdurre un conflitto forzoso, fittizio ed arbitrario. Resto dell’idea che un Parco è nazionale perché è di qualità nazionale e non perché è gestito da Roma. Rimane dunque la volontà assoluta di fare valere dentro i vincoli anche le prerogative particolari della nostra autonomia. Anche per il futuro non mancherà il sostegno convinto della Provincia in questa direzione”. Il presidente Dellai si è anche augurato, per quanto riguarda le questioni urbanistiche – che il sondaggio segnala vissute con una certa “sofferenza” dai residenti nel Parco – che si possa trovare “un modo, pur con regole rigorose e certe, di superare lungaggini ed ostilità burocratiche. Va sconfitta l’idea che vivere dentro il Parco possa essere una limitazione”. L’assessore provinciale Iva Berasi ha parlato di un risultato, quello del sondaggio, che dimostra come “la strada intrapresa sia quella giusta. Ma sono dati che confermano una tendenza in atto, la sensibilità ambientale cresce, l’85% dei futuri spostamenti turistici sarà indirizzato verso la natura e gli sport dell’avventura. Gli intervistati hanno detto chiaro che condividono una politica di protezione e sempre più, a differenza di qualche anno fa, quello che era vissuto come un vincolo è oggi avvertito come una risorsa. Il cammino dello sviluppo sostenibile è quello di una politica fatta con le persone e non solo per le persone. E, ad ulteriore conferma della bontà di questi dati, c’ ;è anche il fatto che proprio il Laboratorio della rete trentina di educazione ambientale della val di Sole è uno dei più attivi e frequentati, anche da parte degli albergatori. Segno di una coscienza ambientale che, lo si è ben compreso, va di pari passo con la proposta turistica di qualità”. Hanno poi preso la parola, prima del dibattito con il pubblico, Franca Penasa, sindaco di Rabbi e presidente del Comitato di gestione per la Provincia di Trento del Consorzio del Parco nazionale dello Stelvio ed Alberto Rigo, sindaco di Peio e vice presidente del Consorzio del Parco. Franca Penasa ha ribadito “che la montagna è di chi ci vive e ci lavora, prima di tutto. E’ una realtà che va vista fuori di retoriche e facili stereotipi, anche in montagna ci siamo evoluti e qui vogliamo restare. Noi facciamo la nostra parte, chiediamo che l’ente pubblico faccia ancora, come ha fatto finora, la sua. Per il bene, quello vero, delle nostre montagne”. IL SONDAGGIO “La popolazione appoggia il Parco Nazionale dello Stelvio?" PREMESSA Per la tutela ambientale serve il sostegno della popolazione Perché un'area protetta riesca a raggiungere in pieno le sue finalità, è indispensabile il coinvolgimento o almeno l'accettabilità delle persone che ci vivono. Questo presupposto di base dipende da più fattori: La popolazione è stata coinvolta nell'istituzione dell'area protetta? Quale è l'impostazione generale dei residenti nei confronti della tutela ambientale? E non da ultimo: è possibile trovare compromessi quand'anche nascono conflitti d'interesse? Parco Nazionale dello Stelvio - un Parco che nasce con una notevole " ipoteca" Per quanto riguarda la sua istituzione, il Parco Nazionale dello Stelvio è nato con un'ipoteca non indifferente sulle sue spalle. L'istituzione del Parco Nazionale del 1935 è stata vissuta dalla popolazione locale come una ripetuta rappresaglia fascista. Solamente negli ultimi anni, attraverso modifiche istituzionali, la popolazione locale è stata maggiormente coinvolta nell'organizzazione dell'area protetta. Premessa per questa evoluzione è stata la Convenzione di Lucca. LO STUDIO Gli obiettivi Il cambiamento istituzionale ed il maggiore coinvolgimento della popolazione hanno migliorato i rapporti fra popolazione residente e area protetta? Come valuta la popolazione i punti di forza e i limiti del Parco Nazionale dello Stelvio? Questi erano alcuni obiettivi di un sondaggio su vasta scala rappresentativo della popolazione residente nel Parco Nazionale dello Stelvio. Per avere una visione generale dell'accettabilità del Parco, sono stati "ascoltati" anche i turisti dell'area protetta. Questo aspetto assume un'importanza maggiore se si considera che si tratta di un'area nella quale il settore turistico è particolarmente importante. I finanziamenti e gli autori Lo studio sull'accettabilità del Parco Nazionale dello Stelvio é parte di una più vasta ricerca svolta dell'Accademia Europea di Bolzano (EURAC) e inquadrata nella tematica principale dell'area "Ambiente Alpino" relativa alle aree protette. In cooperazione con partner internazionali e (per buona parte) incentivate attraverso finanziamenti del Programma Europeo INTERREG II, l'EURAC ha ideato una vasta gamma di attività per le aree poste sotto tutela (elencate nel prospetto a parte). La ricerca, è stata concepita, realizzata e assistita da: Dott.ssa Roberta Bottarin (EURAC), Dott.ssa Karin Leichter (EURAC), Sylvia Bacher (Univ. di Innsbruck), Prof. Gottfried Tappeiner (Univ. di Innsbruck), Prof. Ulrike Tappeiner (EURAC, Univ. di Innsbruck). Alcuni dati relativi al sondaggio nel Parco Nazionale dello Stelvio * Il sondaggio è stato svolto durante la primavera/estate scorsa in tutti i 24 comuni del Parco Nazionale dello Stelvio appartenenti alle Province Autonome di Trento e Bolzano e alla Regione Lombardia. Su tutto il territorio sono stati compilati da persone residenti 1100 questionari. La valutazione statistica dei questionari rappresenta la base dello studio di accettabilità (sondaggio popolazione residente). * Parte integrante per la valutazione dell'accettabilità è stato un sondaggio fra i turisti del Parco. In 175 alberghi lo scorso agosto sono stati esposti degli appositi questionari. In totale 1400 ospiti hanno compilato volontariamente il questionario su tutto il territorio del Parco. I RISULTATI Il sondaggio fra i residenti (basato sulle 300 interviste effettuate nella parte trentina del Parco Nazionale dello Stelvio - in parte poste a confronto con la parte altoatesina e lombarda del Parco) * Ritiene opportuna la protezione di zone particolari? La popolazione crede molto nella tutela della natura in generale: ben il 95% degli intervistati ritiene opportuna e giusta la protezione di aree particolari. * Se per ipotesi domenica prossima ci fosse un referendum nel quale si decide se il Parco Nazionale dello Stelvio dove continuare a esistere, cosa voterebbe? Anche per quanto riguarda lo Stelvio in particolare la popolazione si schiera in modo chiaro: il 61% accetta il Parco così come è, senza volere cambiare nulla. Il 34% accetta il Parco ma solo se si risolve in modo adeguato il problema della zonizzazione. Naturalmente nel sondaggio affiorano anche in modo molto chiaro i potenziali di conflitto legati al Parco Nazionale dello Stelvio: cacciatori, contadini e proprietari di terreni sono le categorie maggiormente penalizzate dai vincoli del Parco Nazionale, mentre il settore del commercio e del turismo traggono vantaggi dall'area protetta. * La caccia nel Parco Nazionale dello Stelvio è proibita da qualche tempo. Lei che ne dice? Per quanto riguarda la caccia i risultati degli altoatesini di discostano notevolmente dalle opinioni riscontrate in Trentino e in Lombardia: il 36% degli altoatesini intervistati si dichiara a favore della caccia secondo le leggi nazionali vigenti anche all'interno del Parco, mentre sia in Trentino che in Lombardia la percentuale è significativamente inferiore: solo il 7% sarebbero a favore della caccia anche su territorio protetto. Questi risultati ovviamente stanno in diretta correlazione con i danni arrecati dalla selvaggina. I danni arrecati sia all'agricoltura che alla silvicoltura in Alto Adige sono ritenuti un problema notevole dal 56% degli intervistati, mentre in Trentino e nella Lombardia la percentuale scende a 28%. * L'istituzione di aree protette/parchi nazionali segue finalità concrete. Secondo Lei, quali sono le finalità più importanti per un'area protetta? I trentini intervistati ritengono che il mantenimento del paesaggio naturale nonché la salvaguardia del paesaggio culturale e delle tradizioni contadine siano le finalità più importanti per un parco nazionale. Al terzo posto troviamo la protezione di piante e animali rari. Comunque anche il miglioramento delle infrastrutture, la creazione di posti di lavoro e l'educazione ambientale vengono viste come compiti importanti di un parco nazionale. * Una nuova suddivisione del Parco Nazionale dello Stelvio potrebbe ripartire il parco in zone a vario grado di protezione. In quale zona permetterebbe le seguenti attività? Le opinioni riguardanti il permesso di varie attività in caso di una nuova suddivisione del Parco in zone a vario grado di protezione, si discostano: La tolleranza maggiore viene dimostrata per l'alpeggio: il 60% degli intervistati sarebbe d'accordo se alpeggio venisse permesso anche in zone a protezione totale. L'unica ulteriore attività tollerata anche da una quota notevole di intervistati in una zona a protezione totale sono pascoli boschivi. Allevamenti tradizionali, attività forestali e derivazioni idriche sarebbero accettati dalla popolazione intervistata in parte nella zona a protezione totale in parte solamente in quella a protezione parziale. Oltre il 60% degli intervistati non ritiene conciliabile con le finalità di un parco la presenza di zone a coltura intensiva, aree sciistiche, estrazioni minerali e la costruzione di bacini idrici artificiali all'interno dei confini dell'area protetta. * Quali sono i servizi o compiti che secondo Lei dovrebbero venire assolti dall'ente parco? La popolazione residente ritiene che il compito primario dell'ente parco sia la protezione della natura e del paesaggio, compito che viene assolto in modo quasi completo. Inoltre anche l'educazione ambientale, l'assistenza ai visitatori e la vigilanza sul mantenimento delle norme nell'area protetta vengono giudicati compiti fondamentale dell'ente parco. Secondo i risultati del sondaggio vengono assolti in modo completamente esauriente sia l'assistenza dei visitatori sia la pubblicità per i turisti. Soddisfazione viene anche riscontrata fra la popolazione trentina del Parco per quanto riguarda l'informazione ai residenti. Fra i servizi che potrebbero venire migliorati - secondo l'opinione dei residenti - ci sono le sovvenzioni che il Parco potrebbe dare e la commercializzazione di prodotti locali. * La Sua opinione nei confronti del Parco è cambiata degli ultimi 10 anni? Più della metà degli intervistati non ha cambiato l'opinione sul Parco negli ultimi dieci anni: il 29% è da sempre a favore del Parco, il 16% è ed è sempre stato indifferente nei confronti dell'area protetta, e l'8% si è sempre schierato contro il Parco. L'altra metà della popolazione negli ultimi dieci anni ha cambiato la sua opinione generale nei confronti del Parco: il 37,5% oggi si dichiara più positivo nei confronti dell'area protetta, mentre il 8,7% si dichiara meno soddisfatto rispetto a dieci anni fa. Il sondaggio fra i turisti (basato sui risultati di 1400 questionari compilati dai turisti in tutto il territorio del Parco) * 90% degli ospiti hanno scelto la loro meta consapevoli che fosse dislocata in un parco nazionale, più della metà dei quali sottolinea inoltre che ha proprio condizionato la loro scelta. * Per gli ospiti la segnalazione di sentieri, la presenza di sentieri naturalisti, escursioni guidate, osservazione di animali selvatici, la presenza di centri-visita e materiale informativo sul Parco sono servizi molto importanti che si aspettano dall'ente parco. L'attuale offerta viene valutata buona e coincide con le loro aspettative. Solamente le osservazioni della fauna selvatica potrebbero venire incrementate. * Dal sondaggio è stata messa in evidenza una nicchia economica molto interessante: il 91% degli ospiti della parte trentina del Parco gradirebbe una maggiore offerta di prodotti tipici. Non solo: 56% dei quali sarebbe disposto addirittura a pagare un prezzo più elevato purché i prodotti siano locali. In questo senso sarebbe interessante incrementare la cooperazione fra Parco - settore turistico - settore agricolo, anche se spesso certamente non senza difficoltà. In complesso dunque un giudizio molto positivo per la parte trentina del Parco Nazionale dello Stelvio, sia per quanto riguarda i risultati del sondaggio condotto fra i residenti, sia per quello relativo agli ospiti del Parco. Questo significa che la strada scelta per la gestione è quella giusta. Fotoservizio a cura dell’Ufficio Stampa e filmato Real Wiev