[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
Il piano, presentato dall’assessore Pinter, è stato approvato oggi dalla Giunta CENTRI STORICI: GLI INTERVENTI AMMESSI A CONTRIBUTO PER IL RECUPERO DI IMMOBILI DI PROPRIETA’ PUBBLICA

venerdì 21 giugno 2002


(d.f.) – Castel Belasi di Campodenno, Casa Grandi a Tuenno, l’ex municipio di Denno. E ancora: palazzo Garbari di Pergine, palazzo Maffei di Lavis, il municipio di Folgaria.. Sono solo alcuni fra gli interventi più ; significativi previsti dalla delibera con cui la Giunta provinciale ha provveduto stamani – su proposta dell’assessore all’Urbanistica Roberto Pinter – a individuare gli interventi meritevoli di finanziamento provinciale nel quadro del recupero dei centri storici. Interventi finanziabili in base alla L.P. 1 del 1993 che ha come obiettivo il pieno recupero e valorizzazione del patrimonio architettonico e storico. Si tratta, in particolare, degli interventi (completamento di lavori già avviati nei precedenti piani, ma anche nuovi interventi) proposti dai soggetti pubblici, vale a dire dai Comuni e dai loro consorzi: per l’ individuazione delle opere meritevoli di contributo proposte da soggetti privati si provvederà infatti successivamente con un’altra delibera. Per quanto riguarda i nuovi interventi da ammettere a contributo – i completamenti di lotti già ammessi a precedente contributo vengono finanziati con priorità particolare – sono state predisposte graduatorie distinte per tipologia di intervento (restauro, risanamento conservativo, eccetera), e secondo i criteri stabiliti con apposita delibera. Il finanziamento complessivo per gli interventi ammessi a contributo ammonta a 14.220.000 euro. Per alcuni interventi, tenuto conto dell’urgenza connessa all’ acquisizione dell’immobile, le relative risorse sono state anticipate sul bilancio 2002 e 2003. Altri interventi sono stati ammessi a contributo invece con finanziamento 2002-2005. Un’ulteriore lista di opere è costituita infine dagli interventi compresi nella cosiddetta “area di inseribilità”, da ammettere a contributo con i fondi dell’assestamento di bilancio di previsione 2002 e pluriennale (naturalmente il finanziamento potrà avvenire solo dopo l’approvazione in via definitiva della manovra di assestamento). La concessione dei contributi avverrà con successivi provvedimenti ad hoc, per ciascun Comune ammesso a finanziamento, dopo la presentazione entro i limiti fissati della relativa documentazione. INTERVENTI ANNO 2002- FINANZIAMENTO A. INTERVENTI OBBLIGATORI COMUNE INTERVENTO CONTRIBUTOINDICATIVO FIERA DI PRIMIERO Restauro pe.d 5 “Palazzo delle Miniere” – C.C. Fiera di Primiero  431.112,40.= LUSERNA Z.S. Restauro p.f. 1266/2 ecc. – “Forte Austroungarico – Welk Lusern” – C.C. Luserna  169.067,33.= ALDENO P.O. Restauro p.f. 3522 “Torre S. Zeno” – pertinenze- C.C. Aldeno  117.706,73.= S.MICHELE A/A P.O. Acquisto p.ed. 90 p.m. 3 – p.ed. 87 p.m. 5 – e pertinenza p.ed. 86 – C.C. San Michele A/A  81.341,96.= CAVARENO Restauro p.ed. 61 – pertinenze Municipio – C.C. Cavareno . 94.844,73.= CIS P.O. Risanamento e ristrutturazione p.ed. 37 – 38 – 39 – pertinenze e completamento – C.C. Cis  169.268,75.= CLES Restauro p.ed. 170 “Palazzo Assessorile” II° stralcio – C.C. Cles  1.549.370,70.= LIVO P.O. Acquisto p.ed. 57 p.m. 1 – 2 – 3 – 4 – anditi esterni “ ;Castello di Livo” – C.C. Livo  268.557,58.= ISERA Recupero facciate p.ed. 7 “Palazzo De Probizer”- C.C. Isera  132.379,78.= VILLALAGARINA P.O. Restauro p.ed. 205 – 206 “ex Filatoio” – III° lotto – C.C. Villalagarina fr. Piazzo  500.985,25.= A/1) INTERVENTI SOSTITUTIVI DEI CORRISPONDENTI DEL P.F. 2000 COMUNE INTERVENTO CONTRIBUTO INDICATIVO VIGO RENDENA Ristrutturazione p.ed. 2 – 14 parcheggio pertinenza  78.000,00.= A. INTERVENTI NUOVI E DI COMPLETAMENTO COMUNE INTERVENTO CONTRIBUTO INDICATIVO IVANO FRACENA 02 Risanamento p.ed. 1 – C.C. Ivano Fracena “ex canonica”  195.662,28.= CAVEDINE Risanamento “Casa Travaglia” p.ed. 161 – 163 p.m. 1 ecc. – C.C. Laguna Mustè  845.035,85.= TERRAGNOLO Z.S. Risanamento “Segheria Veneziana” p.ed. 808/1 – /2 – C.C. Terragnolo integrazione contributo  215.233,21.= B/1) INTERVENTI URGENTI COMUNE INTERVENTO CONTRIBUTO INDICATIVO PIEVE TESINO Acquisto p.ed. 973 – C.C. PieveTesino  16.800,00.= INTERVENTI ANNO 2002- FINANZIAMENTO C) NUOVI INTERVENTI-RESTAURO COMUNE INTERVENTO CONTRIBUTO INDICATIVO PERGINE Restauro p.ed. 119 - C.C. Pergine I° “Palazzo Garbari”  1.269.389,48.= CAMPODENNO P.O. Restauro p.ed.83-85/1-85/2 - ecc. C.C. Lover “Castel Belasi”  1.549.370,70.= DENNO P.O. Restauro p.ed. 80 p.m. 2 C.C. Denno  753.407,33.= TUENNO Restauro e Risanamento p.ed. 355 - C.C. Tuenno “Casa Grandi”  1.527.795,72.= C) NUOVI INTERVENTI-RISANAMENTO COMUNE INTERVENTO CONTRIBUTO INDICATIVO CASTELLO TESINO - O.2 Risanamento p.ed.312- C.C. Castello Tesino  302.127,29.= PEIO Risanamento p.ed. 182 – p.f. 180-181 - C.C. Celentino - “Casa Grazioli”  107.684,32.= FOLGARIA Risanamento p.ed.668 - C.C. Folgaria  890.061,82.= C) NUOVI INTERVENTI-RISTRUTTURAZIONE COMUNE INTERVENTO CONTRIBUTO INDICATIVO VILLARENDENA Ristrutturazione p.ed. 2 – C.C.. Iavrè “Casa Guste”  400.553,64 C) NUOVI INTERVENTI – ACQUISTO EDIFICI CAT. RESTAURO COMUNE INTERVENTO CONTRIBUTO INDICATIVO SANT’ORSOLA TERME ZS - 02 Acquisto p.ed. 95/2 – C.C. S.Orsola – loc. Stefani  61.974,82.= MALOSCO 02 Acquisto p.ed. 14 – pp.ff. 28 – 51 – C.C. Malosco I°  248.229,84.= C) NUOVI INTERVENTI-ACQUISTO EDIFICI CAT. RISANAMENTO COMUNE INTERVENTO CONTRIBUTO INDICATIVO LAVIS Acquisto p.ed. 136 pp.ff.85/1-83 - C.C. Lavis “Palazzo Maffei”  1.475.775,59.= CALAVINO Acquisto p.ed. 226 (parte) e pertinenze – C.C. Calavino  160.940,88.= OSSANA Acquisto p.ed. 30 - 31 – 32/1 – C.C. Ossana  193.671,34.= RONCONE Acquisto p.ed. 131/1 – 131/2 – p.f. 130/1 – C.C. Roncone  242.863,86.= SAN LORENZO IN BANALE Acquisto p.ed. 58 p.m. 1-2-3-7 - C.C. S: Lorenzo in Banale - “ Casa Osei”  185.924,48.= SCHEDA Principali interventi inseriti nel piano Casa Grandi di Tuenno Per il Comune di Tuenno si tratta di dar finalmente cor so al restauro della pregevole “Casa Grandi”, di proprietà del Parco Adamello-Brenta, rendendone possibili i lavori di conservazione, di manutenzione e di riutilizzo, al fine di renderlo agibile come Centro Visitatori e sede distaccata dell’Ente Parco. L’edificio, distinto in casa padronale e rustico, sarà interessato da interventi finalizzati a salvaguardare ed a recuperare gli importanti valori architettonici dell’immobile con l’obiettivo di ridare allo stesso la dignità e la bellezza di un tempo. Tali pregi architettonici rappresentano senz’altro un “patrimonio” innanzitutto della collettività di Tuenno e la loro tutela e valorizzazione costituiscono una conquista della comunità locale ma anche di quella provinciale. Il progetto di intervento tiene peraltro conto di una molteplicità di funzioni cui la struttura risulta finalizzata e che si concretizzano in una molteplicità di offerte e di attività fra cui: - dovrà diventare sede degli uffici di zona per la gestione del Parco; - ospiterà il Centro studi sul lago di Tovel con parte museale storica e scientifica, biblioteca specialistica e quindi si qualificherà come riferimento per studiosi, studenti, popolazione locale e visitatori interessati ; - assicurerà opportuni servizi di foresteria per ricercatori sulla vita del Parco e per quanti, a diverso titolo, prestino la propria opera all’ interno dello stesso; - prevederà piccoli laboratori per le attività di gestione e manutenzione del Parco; - ospiterà un Museo etnografico con una parte espositiva classica sulla vita delle popolazioni della Valle di Non e con una più moderna, di informazione interattiva, con accesso ad apposite postazioni multimediali; - svolgerà le funzioni di Centro visitatori del Parco attrezzando un razionale percorso di visita composto sia da una parte introduttiva generale sui grandi temi della conservazione della natura e della storia dell’ evoluzione dei parchi stessi, sia una parte specialistica con la presentazione del territorio in quattro grandi paesaggi, dalle quote più basse del fondovalle a quelle più elevate. Il contributo finanziario per gli interventi di restauro e di risanamento dovrebbero attestarsi sull’importo di circa 1.527.000 euro. Ex Municipio di Denno Per il Comune di Denno è concreta la possibilità di procedere al restauro dell’edificio ex Municipio nella Piazza V. Emanuele, immobile di notevole pregio, peraltro oggetto di progressivo degrado, che è intenzione dell’Amministrazione far rivivere come centro poli-funzionale. L’intervento in questione si presenta come una vera e propria riconfigurazione architettonica dell’edificio, a salvaguardia del rapporto funzionale che l’immobile ha con la piazza su cui insiste, caratterizzata dal quadrivio delle strade che vi convergono, dalla chiesa cinquecentesca e dagli altri edifici, casa Zadra, casa de Ferrari e casa Zambiasi, di stile rinascimentale. Il contributo finanziario per gli interventi di restauro dovrebbe attestarsi sull’80% della spesa ritenuta ammissibile, per un importo pari a circa 753.000 euro. Castel Belasi a Campodenno Per il Comune di Campodenno, ultimata la fase di progressiva acquisizione di tutto il compendio denominato “Castel Belasi”, si tratta di porre finalmente mano ad un primo lotto di lavori di restauro. L'intera proprietà è costituita da Castel Belasi, dalla chiesetta di Segonzone intitolata ai S.S. Filippo e Giacomo e di una vasta area circostante, coltivata a frutteto(ca. 4.000 mq) ed a bosco (ca. 15.000 mq). Risalente al Quattrocento, appare come una fortezza imprendibile; sorge su un verde dosso egregiamente difeso dal rio Belasio e dalla valle Desdina (Lovernatico) e da altri avvallamenti minori. Del castello impressionano i suoi alti muri nudi, dominati dalla torre pentagonale. La residenza nobile separa i due cortili e si estende tra il mastio e l'ala nord. Un androne collega il cortile principale (verso mattina) e la corte nobile (verso sera).Sul primo danno le residenze e servizi; sul secondo la scala della residenza, la campanella, l'ingresso alle grandi cantine. La torre è a cinque lati, massiccia, costruita con grandi pietre di granito. La porta bugnata fu aperta quando fu eliminato il fondo torre, furono aperte le finestre e fu costruita la scala a chiocciola, collegamento verticale con i diversi piani del palazzo. L’ambiente sommitale, fortemente caratteristico, è illuminato da cinque finestroni affacciati al ridente anfiteatro anaune e sulla valle dell' Adige. Tra l'ala nord e la torre, c'è il palazzo centrale; nella sua ricostruzione secentesca, il palazzo compendia tre edifici, una volta tra loro comunicanti, seppur di diversa altezza e dimensione. Il compendio è completato da una chiesetta il cui portale e gli affreschi interni ne fanno un gioiello di pregio architettonico. Di qui passavano, nell’alto Medio Evo i pellegrini del Nord diretti a Roma, i Crociati che si recavano agli imbarchi per la Terra Santa attraverso le Palade. Questa via era la più comoda e allora la preferita rispetto alla Valle dell’Adige, spesso allagata dalle piene incontrollate del fiume. Ma già in epoca romana il posto rivestiva una sua importanza strategica, come testimoniano i reperti d’epoca fra cui una olla di sesterzi con il conio di imperatori romani, fra l’era di Nerone e di Vespasiano. Dai primitivi proprietari, i Belasi, che lì risiedevano, il castello passò per matrimonio ai Khuen di Termeno. Nel 1525 il castello fu occupato transitoriamente durante la famosa sollevazione dei rustici. Ricostruito e ampliato più volte, il castello fu adattato a residenza nobiliare nel ‘700. Nel secolo successivo iniziò il suo abbandono e di conseguenza la sua decadenza. Il primo lotto dei lavori di restauro del castello consentirà di dare inizio ai lavori di consolidamento del manufatto. Già da qualche anno è stato costituito un gruppo di studio, composto da funzionari esperti del Comune, della Provincia del Parco Adamello Brenta e degli Enti turistici, al fine di elaborare ipotesi per il futuro utilizzo del castello. Il compendio è un valore culturale, un simbolo di identità, un motore di sviluppo. Vi sarà la necessità di “aprire” il castello alle istituzioni scolastiche, della cultura mettendosi in rete con altre strutture simili, con le isituzioni e gli Enti locali provinciali, nazionali ed europei. In particolare il compendio può rappresentare un forte richiamo nei confronti dei giovani, protagonisti dell’Europa in costruzione, che sono spesso alla ricerca di spazi e di nuovi stimoli, specie nell’arco alpino, caratterizzando questo luogo come momento e occasione per l’incontro e l’integrazione di culture diverse. Il castello dovrà quindi diventare una realtà viva e pulsante. Naturalmente il compendio vivrà anche di attività compatibili con l’assetto strutturale e distributivo interno in una cornice di forte richiamo e prestigio: nella corte potranno essere ospitati artigiani, artisti, attività particolari che si richiamano al 1600, 1770. Come pure potranno essere ospitati progetti interdisciplinari di alta qualità (laboratori didattici con presentazione e studio di tecniche particolari quali la ceramica, il legno, l’arredo ecc.) Verrà anche dotato di uno spazio di ristoro, importantissimo perché questo luogo possa ridiventare un centro pulsante di vita. Il contributo finanziario per gli interventi del primo lotto di restauro dovrebbe attestarsi sull’80% della spesa ritenuta ammissibile, per un importo pari a circa 1.549.000 euro. Palazzo Garbari di Pergine Palazzo Garbari a Pergine – anticamente denominato Casa Cerra - ubicato tra Piazza S. Elisabetta e via III novembre al termine di via Mair, dovrebbe diventare, dopo adeguato restauro, – nelle intenzioni del Comune – sede di uffici pubblici e di attività espositive. La realizzazione originaria dell’edificio risale presumibilmente alla fine del 1400, anche se lo stato attuale è frutto di alcuni ampliamenti e restauri, fra cui quello cui è stato sottoposto alla fine del secolo scorso per renderlo adatto ad ospitare le scuole elementari. La sua ultima destinazione è stata a sede di una scuola media inferiore e di alcune associazioni pubbliche. Attualmente risulta inutilizzato, anche a causa della situazione di precarietà in cui si trovano soprattutto i due solai dell’edificio che si presentano fortemente degradati. Per il restauro e il recupero dell’edificio, il Comune ha presentato domanda di finanziamento sulla legge provinciale per il recupero e la valorizzazione dei centri storici, prospettando una ipotesi progettuale in grado di non pregiudicarne le caratteristiche tipologiche fondamentali ed i relativi elementi di pregio storico ed artistico. Interventi mirati sono previsti per il sottotetto, le partizioni interne, le scale di accesso ai piani, i parapetti, gli infissi interni, i portali e le pavimentazioni. Le condizioni di precarietà dello stabile, la valenza architettonica del manufatto e l’impellenza dell’Amministrazione di reperire nuovi spazi per servizi comunali essenziali, hanno deposto per un favorevole riscontro alla richiesta di intervento presentata alla Provincia. Il contributo finanziario per il restauro del complesso dovrebbe attestarsi sul 75% della spesa ritenuta ammissibile, per un importo di circa 1.269.000 euro. Il municipio di Folgaria L’edificio – un monoblocco compatto costruito negli anni ’30 con murature portanti in pietra bianca locale (pietra di Carpeneda), solai in legno, tetto in legno – è una costruzione significativa dell’ architettura tipica dell’altopiano, peraltro degradato da superfetazioni successive. L’intervento rappresenta l’ultimo tassello dello sforzo di recupero del centro storico di Folgaria dove, negli ultimi anni, sul corso principale del borgo sono stati restaurati e ristrutturati tutti gli edifici pubblici esistenti, dal nuovo cinema teatro, all’ex albergo Aquila, alle nuove sedi della scuola materna e dell’APT. Ma al di là dell’opportunità di riportare l’edificio alla sua forma architettonica originaria, valorizzandolo nel contesto del centro storico ove è ubicato, esistono anche motivazioni più immediate che richiedono immediata risposta. Sono esigenze di recupero funzionale per gli uffici e archivi comunali attraverso un razionale utilizzo degli spazi, con recupero delle parti attualmente non utilizzabili dell’ edificio per problemi seri di staticità dei solai che in alcuni punti risultano addirittura puntellati. E ancora, sono esigenze in ordine alla rimozione delle barriere architettoniche, dal momento che mancano elementi essenziali quali: l’ascensore, i servizi igienici per disabili, porte di larghezza sufficiente; elementi di adeguamento alle normative antincendio, di isolazione termica della struttura che presenta un’elevata dispersione dal punto di vista energetico, di adeguamento dell’impianto di riscaldamento e di quello elettrico. Tutte carenze a cui deve essere data risposta urgente, come riaffermato da un voto pressoché unanime del Consiglio comunale del febbraio di quest’ ;anno, e che hanno trovato conferma nelle verifiche disposte dall’Ufficio Centri storici e tutela paesaggistico-ambientale della Provincia. Il contributo finanziario della Provincia dovrebbe attestarsi sul 70% della spesa ritenuta ammissibile, per un importo di circa 890.000 euro.