[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
Nell’intervento dell’assessore grande spazio all’esperienza dell’Euregio AL SUMMIT DELL’EUROPA DELLE REGIONI DI KARLSRUHE ANDREOLLI “PRESENTA” IL TRENTINO INTERNAZIONALE

venerdì 21 giugno 2002


(a.f.) – A Karlsruhe l’Europa delle Regioni, l’Europa che sta nascendo dal basso, l’Europa delle cose concrete, dei cittadini, s’ è interrogata sulle prospettive della collaborazione trasnazionale. A rappresentare il Trentino – dietro a un tavolo di relatori arrivati da tutta Europa – l’assessore provinciale alle politiche comunitarie, Remo Andreolli. Andreolli, nei due interventi che ha tenuto, ha aperto due strade: una è quella legata alle prospettive della collaborazione transnazionale; l’altra è quella che porta verso le esperienze concrete di collaborazione già avviate dalla Provincia autonoma di Trento. In particolare, Andreolli ha parlato di Euregio. Nella sala congressi dell’Associazione artigiani di Karlsruhe, l’ assessore della Provincia autonoma di Trento, dopo una premessa dedicata al “miracolo” dell’Europa che ha abbattuto frontiere non solo economiche, ha spiegato che saranno proprio le singole regioni le vere protagoniste del processo di integrazione. Regioni capaci di aprirsi e di dare vita – come nel caso di Trentino e Baden Wurttemberg – a uno stretto rapporto di collaborazione. Di più: regioni capaci di disegnare in prima persona il proprio futuro. Questa sarà dunque l’Europa delle regioni. “Se dovessi condensare in poche parole il senso dell’incontro di oggi – ha detto l’assessore - farei ricorso a questa immagine: una “ casa comune” le cui fondamenta poggiano appunto sulla concretezza, sulla laboriosità e sulla volontà di cooperazione che la gente sa mettere in campo, al di là delle distanze geografiche e delle diversità culturali”. "Il Trentino – ha proseguito Andreolli - ha avviato già da molto tempo importanti e significative esperienze nel campo della collaborazione transfrontaliera. Mi riferisco in particolare all’Euregio costituita con la provincia di Bolzano e con il Land Tirolo. Gestire insieme il difficile rapporto fra globalizzazione e localismo; difendere il modello alpino; favorire la costruzione di una Costituzione europea che riconosca e valorizzi le Autonomie locali: questi i tre grandi obiettivi dell’Euregio. Attorno a tutto questo c’è – da parte delle comunità di Trento, Bolzano e Innsbruck – un consenso pieno, non solo formale. Si può dire anzi che l’Euregio sia nata molto prima dei trattati e delle intese politiche, dal “basso”, da una vocazione all’apertura e al dialogo di questa area, che ha solide radici storiche comuni. Vi sono infatti altre “Euregio”, non solo quella istituzionale. Vi è da molto tempo un’Euregio della cultura, composta da consolidati rapporti di scambio, di iniziative comuni e di progetti fra le principali istituzioni museali e culturali delle tre realtà territoriali Vi è poi l’Euregio degli industriali, che ha trovato lo scorso novembre a Laimburg un momento di visibilità ufficiale, con la riunione congiunta dei direttivi delle tre Associazioni Industriali. Si parte dalla consapevolezza che l'Euregio non può passare solo attraverso le istituzioni e la politica, ma anche attraverso il mondo del lavoro. Un'asse unica – Trento, Bolzano e Innsbruck – per rivendicare un ruolo forte nel processo di integrazione europeo. Numerosi altri sono i campi di collaborazione avviati in questi ultimi anni, a partire dalle infrastrutture di trasporto: l’obiettivo è quello di trasformare il nostro essere “terra di transito” da problema ad opportunità. Ma anche più importante è il tema della formazione e della ricerca scientifica: qui l’obiettivo è di mettere in rete i rispettivi centri di ricerca, i nostri musei, le istituzioni culturali. In un territorio in cui la cooperazione economica è prioritaria in campi quali l’agricoltura di montagna e turismo, dobbiamo investire in nuove tecnologie e diventare un territorio capace di attirare grandi investimenti da parte di imprese europee ed extraeuropee. D’altra parte, il nostro ambiente di grande qualità – ambientale e anche umana, sociale – rappresenta un contesto assolutamente favorevole all’innovazione. Uno dei punti più alti e significativi di questa collaborazione con Bolzano e Innsbruck è stato raggiunto nel 2000, con la partecipazione congiunta all’Expo di Hannover dove, per la prima volta nella storia delle esposizioni universali, tre province si sono presentate con un proprio stand, distinto da quelli delle rispettive nazioni”. L’assessore Andreolli ha poi illustrato i vari rapporti bilaterali che legano la Provincia autonoma di Trento, in particolare, alla Germania, all’ ;Austria, ma anche alla Svizzera, alla Polonia e ad altre realtà, soffermandosi sui grandi risultati ottenuti anche dall’Università di Trento, sempre più internazionale, sempre più avamposto di un Trentino davvero europeo. Superare barriere e confini – ha concluso l’assessore –: questo il senso dell’ormai decennale esperienza trentina nel campo della collaborazione transnazionale. E forse questo richiamo ai “confini” può suonare oggi un po’ datato e superato, dopo la caduta delle frontiere doganali e dopo l’introduzione di una moneta unica su gran parte del continente. E tuttavia, ancora tanti, troppi confini resistono: confini culturali, sociali, economici. Barriere invisibili e perciò più subdole e più pericolose. Il cammino di integrazione europea non può dirsi concluso se anche questi confini non vengono abbattuti. Questo il compito storico che ci aspetta, questa la responsabilità di noi tutti, amministratori e cittadini” . Fotoservizio e filmato a cura dell’Ufficio stampa