[Comunicato stampa Giunta regionale Lazio]
GIUNTA LAZIO, APPROVATO IL PIANO SANITARIO REGIONALE

martedì 25 giugno 2002


Approvato il Piano sanitario regionale 2002-2004. Il provvedimento, presentato dall’assessore alla Sanità, Vincenzo Saraceni, e licenziato dalla Giunta, presieduta da Francesco Storace, sarà sottoposto all’esame del Consiglio regionale per diventare operativo. Il Piano, suddiviso in due sezioni, “Principi e Governo del Sistema” e “Strategie e Sfide”, definisce gli indirizzi per la programmazione sanitaria nel Lazio e testimonia la forte determinazione del governo regionale a gestire in maniera organica e strutturata il servizio sanitario che dovrà essere orientato alla centralità della persona e alla promozione della salute. «Il titolo stesso del documento – ha spiegato Saraceni – manifesta la volontà di proporre una guida per la sanità regionale all’interno della quale riconoscere principi ispiratori, strategie, obiettivi e azioni a cui tutti gli attori del sistema possano fare riferimento». Dopo essere stato presentato ufficialmente nel febbraio scorso, il Piano è stato sottoposto a una fase di concertazione con tutte le categorie interessate che hanno offerto un contributo al miglioramento del testo. «Abbiamo accolto osservazioni e suggerimenti – ha proseguito Saraceni – pervenuti dai nostri interlocutori: il risultato è un testo molto condiviso, dai sindacati ai medici ai cittadini ai quali, con il supporto dell’Agenzia di sanità pubblica, il documento è stato illustrato in diverse occasioni attraverso incontri promossi sul territorio». Tra gli obiettivi del Piano sanitario, la riduzione delle disuguaglianze nella salute e nell’assistenza, il potenziamento dei programmi di prevenzione; la ricerca dell’«appropriatezza» e dell’efficacia degli interventi; la riqualificazione delle strutture nell’ambito dell’accreditamento; il potenziamento della rete di assistenza territoriale. Nello specifico, sono cinque le «sfide prioritarie» individuate dalle Regione nel Piano: l'emergenza, le liste d'attesa, la prevenzione, il sistema domiciliare integrato e la riconversione dei posti letto per malati acuti. La «sfida delle sfide» è rappresentata dall’abbattimento delle liste d’attesa: in questo senso sono state già attivate delle iniziative. In particolare, da giugno è operativo il nuovo Sicup, il Centro unico di prenotazione, che mira a razionalizzare le richieste di prestazioni specialistiche, migliorando nel contempo la qualità dei servizi. Altro settore cui è dedicata particolare attenzione è quello dell’emergenza (attualmente sono presenti 59 strutture, di cui 34 pronto soccorso, 18 Dea di 1° livello e 7 Dea di 2° livello) attraverso il potenziamento del 118. Gli accessi ai pronto soccorso nel 2000 sono stati 1 milione e 974mila, mentre a sottolineare la necessità di una diversa organizzazione sono soprattutto due dati: il 69,4 per cento dei pazienti viene rimandato a casa dopo la visita e il 95 per cento viene catalogato come codice verde (61 per cento) o bianco (24 per cento), ovvero malati non gravi. In seguito alla concertazione, il Piano è stato integrato con un capitolo dedicato all’assistenza farmaceutica e uno alla riabilitazione.