[Comunicato stampa Giunta regionale Veneto]
1013-2002 (ECO) CENSIMENTO DELL’AGRICOLTURA IN PR0VINCIA DI VERONA: ASSESSORE CONTA

martedì 25 giugno 2002


(AVN) – Venezia, 25 giu. – “Il censimento agricolo ci fornisce una base di dati di grande importanza per l’attività programmatoria della Regione, finalizzata al miglioramento della competitività, alla differenziazione produttiva e allo sviluppo della multifunzionalità dell’agricoltura, alla qualità delle produzioni agricole e alla sicurezza alimentare; alla tutela dell’ambiente e del territorio. Ciò è tanto più essenziale per una provincia come Verona, che si colloca ai vertici regionali nelle produzioni del settore primario e conta primati di assoluto rilievo”. Lo sottolinea l’assessore alle politiche del primario del Veneto Giancarlo Conta, commentando i risultati dell’indagine statistica, con particolare riferimento al territorio scaligero. I numeri mettono in evidenza un processo di ristrutturazione dell’intero sistema primario – aggiunge l’assessore – che va accompagnato con l’introduzione di innovazione tecnologica, gestionale e organizzativa; con il miglioramento delle strutture agricole ma anche delle imprese di trasformazione e commercializzazione; con il ricambio generazionale della classe imprenditoriale; con lo sviluppo delle competenze e della professionalità degli imprenditori. Si tratta peraltro – dice ancora Conta – di direttrici fondamentali lungo le quali si orientano anche gli interventi del Piano di Sviluppo Rurale. Il censimento 2000 ha registrato, in provincia di Verona, 26.452 aziende, contro le 31.008 del 1990, con una riduzione del 14,7%, in linea con l’analoga tendenza alla diminuzione riscontrata nelle altre province del Veneto. Nel veronese la superficie totale è aumentata dello 0,1%, passando da 219.212 ha del 1990 a 219.386 ha del 2000, in controtendenza rispetto all’andamento medio regionale che registra invece una riduzione del 7,5%. In provincia di Verona è invece diminuita la SAU (Superficie Agricola Utilizzata), passata da 180.962,67 a 177.520,23 ettari. Quanto alla superficie media per azienda, nel veronese notiamo un aumento da 7,1 a 8,3 ha, mentre la SAU media è passata da 5,8 a 6,7 ettari. In provincia di Verona opera il 13,8% delle aziende di tutta la regione, dato invariato rispetto al 1990, mentre, con il 18,2% della superficie totale, il veronese guadagna la prima posizione in termini di superficie. Quanto alle coltivazioni, i dati mostrano, a Verona, una riduzione della superficie a seminativi dello 0,5% (da 98.207,54 ha a 97.994,57 ha). La coltivazione dei cereali si estende su una superficie di 48.427,46 ha, contro i 50.785,70 del 1990. Le aziende che coltivano la vite rappresentano, in provincia di Verona, il 40,6% del totale; di queste il 72,5% sono ubicate in collina. Rispetto al precedente censimento esse si sono ridotte in modo consistente (-23,5%), passando da 14.028 a 10.728, mentre la superficie investita è passata da 23.555,85 a 24.044,26 ettari con un incremento del 2,1%, in controtendenza rispetto a tutte le altre province. Di contro la superficie media aziendale coltivata a vite è passata da 1,7 a 2,2 ettari e rappresenta il valore più alto a livello regionale. Nel veronese, i prati permanenti ed i pascoli si sono ridotti del 6,1% passando da 35.373,55 a 33.213,39 ettari. Per contro si è avuto un aumento della superficie a bosco che è passata da 19.352,04 a 23.352,99 ettari, contro una media regionale che mostra invece un calo di circa il 3,2%. Nel settore zootecnico, in provincia di Verona sono state censite 3.122 aziende con bovini e bufalini, contro le 5.623 aziende del 1990. Il veronese è al primo posto, a livello regionale, per il numero di capi, con il 26,4% del patrimonio bovino regionale che ammonta a 931.337 unità. La dimensione media è passata nel veronese da 50,7 a 78,4 capi per azienda: è il risultato della forte riduzione del numero di aziende attive del settore, superiore a quella registrata nel numero di capi. Un altro indicatore interessante riguarda il numero di capi per ettaro di SAU che, nel censimento 2000 è di 1,4. Anche nel settore suinicolo il numero di aziende si è fortemente ridotto (da 1622 a 666), mentre è aumentato il numero di capi (da 182.609 a 225.072, con un incremento del 23%); il numero medio di capi per azienda è passato da 113 a 338. Quanto agli altri tipi di allevamento, quello ovicaprino è passato da 530 aziende a 415, con una riduzione anche del numero dei capi da 7.451 a 2.645. Diminuzione anche per l’allevamento avicolo, passato da 7.064 a 3.864 aziende, con una riduzione dei capi prodotti 25.073.947 a 20.555.207 (meno 23,9%); aumento di contro il numero di capi per azienda.