[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
Oggi un sopralluogo su un vagone diesel lungo i 10 chilometri del nuovo percorso LA FERROVIA TRENTO – MALE’ “ALLUNGATA” FINO A MARILLEVA, A DICEMBRE IL VIA ALLE CORSE L’assessore Grisenti: “Risorsa e patrimonio per l’intera valle”

venerdì 12 luglio 2002


(c.m.) – Il prolungamento della ferrovia Trento – Malè fino a Marilleva è ormai realtà. Oggi i dieci chilometri del nuovo percorso sono stati visitati, a bordo di un vagone diesel di servizio, da una delegazione guidata dall’assessore ai trasporti della Provincia autonoma di Trento, Silvano Grisenti e dal presidente della Trento – Malé, Giorgio Giuliani. È dal 1997 che la Trento Malè ha iniziato i lavori di prolungamento della ferrovia. L’incontro di oggi acquista un particolare significato perché il 9 luglio, martedì scorso, sono state ultimate tutte le opere civili relative al corpo stradale ferroviario. Da quel momento quindi non esiste più alcun ostacolo alla realizzazione degli impianti specialistici ferroviari (binario, elettrificazione, segnalamento e sicurezza) che infatti sono ora in corso sull’intera tratta. Nell’accompagnare amministratori, tecnici della Trento – Malé e delle imprese che stanno lavorando alla realizzazione e giornalisti lungo il nuovo tratto ferroviario, l’assessore Grisenti ha detto che bisogna “ rendere questa infrastruttura un patrimonio di questa terra, uno strumento per lo sviluppo dell’intera valle. La Ferrovia Trento – Marilleva, ma già si sa che vogliamo arrivare fino a Fucine per poi collegarci con la Lombardia e la Svizzera con quella che potrebbe diventare la ferrovia delle nevi e dei ghiacciai, va trasformata in risorsa”. L’assessore Grisenti ha anche annunciato che alla questione del collegamento Daolasa – val Mastellina va trovata una soluzione definitiva. “Siamo determinati – ha detto Grisenti – a sanare le vecchie vicende che hanno creato anche separazione in questa valle. In dicembre, quando il nuovo tratto della Trento – Malè sarà percorribile fino a Marilleva, partirà una nuova avventura che vedrà la val di Sole protagonista”. Il presidente della Trento – Malé, Giorgio Giuliani, ha ricordato le tappe che hanno portato al prolungamento della ferrovia. A partire dal 1983 quando gli amministratori della Valle di Sole avevano approvato un Piano Urbanistico Comprensoriale (PUC) che riportava il tracciato di prolungamento della ferrovia fino a Fucine. Quali gli scopi e i vantaggi del prolungamento? La presenza della ferrovia fino a Fucine darà alla gente della valle la possibilità di un grande risparmio sui tempi di percorrenza. I viaggiatori provenienti dalla zona di Ossana diretti a Trento impiegheranno circa mezz’ora in meno: ciò grazie alla maggior velocità commerciale del treno e al fatto che verrà meno il tempo per la coincidenza a Malè. ll collegamento tra i vari centri della valle sarà più frequente ed efficace anche ai fini dell’utilizzo migliore di strutture sovracomunali. Con un orario studiato per le esigenze effettive, intensificato durante la stagione turistica, si otterrà che la ferrovia diverrà elemento di sviluppo del fondo valle, grazie anche al buon collegamento con gli impianti di risalita che diverrà ottimale al momento della realizzazione della telecabina di Daolasa. Poiché la Trento Malè, nell’ambito dello stesso progetto di prolungamento, è stata collegata con le Ferrovie della Stato in stazione di Trento, verrà fortemente facilitato l’arrivo di turisti su rotaia, cosa che viene vista da taluni con un certo scetticismo ma che all’ ;estero funziona ottimamente e non solo in Svizzera ma anche in per esempio in Slovenia. Anche i turisti che raggiungono la valle in macchina, almeno nei momenti di punta, nei quali diviene veramente difficile parcheggiare presso gli impianti, potranno essere indotti a servirsi della ferrovia per raggiungere gli impianti di risalita, riducendo l’onere non indifferente che pesa ora su tutti gli alberghi costretti a tener impegnata una persona solo per il trasporto dei clienti agli impianti di risalita. Il completamento dei lavori è previsto entro il prossimo ottobre. Seguiranno poi le prove di carico e le operazioni di preesercizio con verifica e collaudo di tutti gli impianti, secondo una procedura piuttosto complessa prevista dal DPR 753/1980, e quindi l’inizio del servizio verso fine anno. I programmi futuri. Resta ora da realizzare il tratto Marilleva-Fucine per il quale è stato già redatto il progetto preliminare e reperito il finanziamento, per cui il proseguimento dei lavori è non solo certo ma ormai prossimo. La Ferrovia Trento Malè,come è noto, usufruendo di fondi della Provincia Autonoma, ha provveduto ad ordinare 12 nuovi moderni elettrotreni la cui costruzione è già iniziata e che saranno disponibili alla fine dell’anno 2004. Col loro arrivo sarà possibile dare un servizio decisamente più confortevole e completo con un vero salto di qualità, che porrà la Trento Malè ai livelli delle migliori ferrovie in concessione in Europa. Il programma successivo, per il quale sono già state poste le prime basi con un studio preliminare, vedrà la trasformazione della tratta Trento - Mezzolombardo in metropolitana di superficie, mediante costruzione del secondo binario. SCHEDA TECNICA L’ingegner Daniele Cozzini, consulente della FTM, ha ricordato alcuni dati significativi. Il nuovo tratto di ferrovia tra Malè e Marilleva ha una lunghezza di poco superiore ai 10 km. Comprende le due stazioni di Malè e di Dimaro, nelle quali è possibile effettuare incroci tra di treni diretti nei due sensi, e sei Fermate (Croviana,Monclassico,Mastellina, Daolasa,Piano e Marilleva), con un totale di otto punti di salita e discesa dei viaggiatori. Allo stato attuale risulta ultimato tutto il corpo stradale ferroviario fino a Marilleva. Il binario è completato fino a Daolasa ed è percorribile con mezzi Diesel come si è potuto constatare oggi durante il sopralluogo, ed è in corso la costruzione del binario nella tratta successiva. Fino a questo momento è stata realizzata la palificazione di sostegno della linea elettrica di alimentazione fino a Piano. L’impianto di segnalamento e sicurezza è stato in buona parte eseguito nelle stazioni di Malè e di Dimaro e nella tratta che le collega. Il completamento dei fabbricati di stazione e delle Fermate avverrà di pari passo col completamento degli impianti sopradescritti, per cui nel corso dell’autunno si potrà dar corso alle prove di carico e collaudi vari per tutti gli impianti,per la verità piuttosto complessi, per poter giungere alla formale messa in servizio della ferrovia. Caratteristiche principali. La ferrovia è un’opera decisamente moderna.Il binario è costituito da rotaie 50 UNI posate su traverse in calcestruzzo biblocco Wagneaux dello stesso tipo di quelle impiegate per treno a grande velocità T.G.V. francese. La massicciata ferroviaria è posata sopra una pavimentazione in asfalto, come nelle più moderne linee, che ne assicura la stabilità nel tempo e quindi riduce le spese di manutenzione ma soprattutto garantisce un buon confort di marcia per i viaggiatori. Le rotaie, tranne che nelle curve al di sotto di 200 m di raggio, verranno saldate a formare una lunga barra continua senza giunti e quindi senza il fastidioso martellamento di una volta: ciò è possibile grazie a una tecnica speciale che permette di contenere le dilatazioni delle rotaie e che, se interessa potrò illustrare in sede di sopralluogo. La larghezza della sede è alquanto contenuta (5,4 m sui ponti, 6,5 m, più le scarpate, in linea), cioè poco più di una pista ciclabile (e in effetti il tratto parallelo alla strada statale tra Croviana e Monclassico prima della posa della massicciata, era stato scambiato da molti per il tracciato della pista ciclabile). Nel complesso la ferrovia si inserisce nel paesaggio in modo armonioso con un tracciato che addirittura, se non ci fossero i pali dell’elettrificazione, non è in gran parte visibile percorrendo la valle, e ciò nonostante che i provvedimenti di mitigazione mediante rinverdimenti siano ancora da attuare. I costi L’opera è stata finanziata dallo Stato con fondi stanziati con la legge 910/86 riservati alle ferrovie in concessione: una rinuncia della Trento Malè avrebbe quindi dirottato i fondi sulla ferrovia di un’altra Regione. La Provincia di Trento è intervenuta solo per migliorare l’ ;inserimento dell’opera nella Valle. L’importo dei lavori di prolungamento ammonta a circa 60 miliardi di lire: si è quindi potuto realizzare un tratto di 10 km di ferrovia, completa di tutti gli attrezzaggi. Fotoservizio a cura dell’Ufficio Stampa e filmato Sirio film