[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
LIFE URSUS E MONITORAGGIO DEL TERRITORIO: RINVENUTO LO SCHELETRO DI UN ORSO BRUNO SUL BRENTA Secondo il servizio faunistico si tratta di un vecchio esemplare autoctono

martedì 30 luglio 2002


(g.p.) – Nel corso delle normali attività di monitoraggio del territorio, gli operatori forestali della Provincia autonoma di Trento si sono imbattuti in alcuni resti ossei appartenenti ad un orso bruno. Secondo i primi accertamenti, si tratta dello scheletro di un esemplare non giovane, probabilmente appartenete al nucleo di orsi originali presenti sul territorio (e quindi non introdotti dal programma Life Ursus) il cui decesso sarebbe avvenuto all’incirca un mese fa. Per quanto riguarda la morte, gli esperti ritengono che sia da attribuire a cause naturali, collegate all’ età dell’esemplare. Il rinvenimento dei resti ossei – avvenuto nei pressi di Malga Arza, nel Brenta orientale - risale alla giornata di ieri. Queste prime informazioni lasciano supporre che si tratti dell’orso che – durante la stagione degli amori – era stato avvistato in compagnia di Yurka, una delle femmine rilasciate nel territorio del Parco Adamello Brenta nell’ambito del programma europeo di reinserimento dell’orso bruno nelle Alpi. I resti dello scheletro sono già stati rimossi per essere sottoposti ad ulteriori accertamenti da parte del Servizio faunistico della Provincia autonoma di Trento. Prosegue nel frattempo l’attività di monitoraggio, come previsto dal programma Life Ursus. Si ricorda a questo proposito che la Provincia autonoma di Trento si è dotata – fin dagli anni Ottanta - di una legge (legge provinciale 24/91) che prende in esame anche l’ eventualità che la presenza dell’orso arrechi danni ad attività umane, in particolare nel settore zootecnico ed agricolo. Una delibera della Giunta provinciale fissa i criteri per l’erogazione degli indennizzi. Nel caso si rilevassero danni imputabili all’orso bruno, i cittadini possono presentare (entro 24 ore) denuncia al Servizio faunistico (o presso la stazione forestale più vicina) che provvederà, entro 60 giorni dall’istanza, al risarcimento. Questo ovviamente se gli accertamenti confermeranno che il danno è stato effettivamente provocato da un orso. Spesso infatti accade che le responsabilità siano attribuibili ad altri animali, soprattutto cani inselvatichiti.