[Comunicato stampa Giunta regionale Veneto]
1269-2002 MEETING INTERNAZIONALE SU AIDS SOCIALE E DISCRIMINAZIONI IN EUROPA: ASSESSORE DE POLI

martedì 13 agosto 2002


(AVN) - Venezia, 13 ago. - "La discriminazione nei confronti delle persone sieropositive o in AIDS conclamato - e spesso dei loro familiari - è un problema molto sentito anche in Italia, ma non trova ancora una completa soluzione perché gli strumenti per combatterla non sono di facile attuazione e la cultura sociale e di solidarietà in questo senso non è ancora ben sviluppata. Noi vogliamo far crescere questa cultura della solidarietà sociale e di civiltà nei confronti di persone che, oltre a combattere una terribile malattia, devono quotidianamente superare ostacoli che la società, per ignoranza, impone". Lo ha affermato l'assessore regionale alle politiche sociali, Antonio De Poli, intervenendo, a Palazzo Balbi di Venezia, ai lavori del meeting internazionale del gruppo di esperti europei che cura il Progetto "La discriminazione contro le persone sieropositive HIV e con l’AIDS: la buona prassi per le consulenze legali e la controversia legale in materia di lavoro, assicurazione, credito, casa, istruzione e cura sanitaria", finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal prof. Avrom Sherr dell’Università di Londra. "Molti sono gli episodi di discriminazione di cui siamo venuti a conoscenza tramite i mass-media - ha aggiunto l'assessore regionale - ma molti di più sono quelli che non conosciamo ma accadono quotidianamente non solo in Veneto ma in tutto il territorio italiano. Il nostro obiettivo è aumentare la competenza e la professionalità degli operatori, in particolare del settore legale (avvocati, consulenti legali, magistrati) anche attraverso azioni di formazione mirata per dare un valido strumento di supporto ai malati colpiti da episodi di discriminazione che vogliano difendersi anche per vie legali". "Tutela dei diritti, quindi - ha concluso De Poli - ma anche regolamentazione delle responsabilità che le persone sieropositive devono avere. La collettività, se pure non deve considerare HIV/AIDS una malattia 'anti-sociale' ma una normale patologia da curare, deve essere tutelata da eventuali pericoli di contagio attraverso comportamenti preventivi e responsabili dei malati. Per questo la Regione Veneto attribuisce una rilevante utilità sociale a questo progetto ed alle linee guida che elaborerà per avvocati e consulenti". Nel corso del meeting, articolatosi in due giornate di studio, sono stati affrontati temi quali la discriminazione nei confronti delle persone sieropositive ed i loro familiari, i problemi dei sieropositivi nell’ambito familiare, il consenso alle cure e la responsabilità in caso di trasmissione dell’infezione, i servizi sociali a supporto dei sieropositivi o affetti da AIDS, gli episodi di discriminazione denunciati all’Autorità. Questo progetto europeo, iniziato nel 2000 ed unico nel suo genere, vede attualmente coinvolti Italia, Portogallo, Germania, Inghilterra, Grecia.