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[Comunicato stampa Giunta regionale Friuli Venezia Giulia]
(ARC) RAPP. ESTERNI: 250 MILA EURO PER COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

mercoledì 14 agosto 2002

Trieste, 13 ago - Dallo scacchiere balcanico al Medio Oriente, dal Sud America all'Africa nera. Sono questi gli "scenari", tutti socialmente ed economicamente deboli, nei quali la Regione Friuli-Venezia Giulia ha deciso di intervenire finanziariamente con il suo annuale programma di incentivi alla cooperazione allo sviluppo ed al partenariato internazionale, affiancando le azioni di solidarietà di organizzazioni non governative, associazioni di categoria ed istituzioni religiose operanti in regione. Con le risorse riservate al 2002, pari a quasi 250 mila euro, la Giunta - su proposta del presidente Renzo Tondo - ha pertanto approvato negli scorsi giorni nove iniziative internazionali, che sono state finanziate (come indica la legge 19 del 2000, "in misura non superiore al 60 per cento del costo totale del progetto"). Complessivamente alla Regione erano state presentate 28 domande che, prima della decisione finale da parte del Governo regionale, erano state discusse ed analizzate lo scorso luglio dall'apposito Comitato della cooperazione allo sviluppo, chiamato ad una verifica tecnica di ciascun progetto. E' affidato al Consorzio regionale apicoltori il programma di sostegno allo sviluppo agricolo dell'area albanese di Zadrima (nei distretti di Scutari e Lezhe) che, nell'arco di un triennio, intende formare e specializzare circa 400 persone nelle moderne tecniche di produzione e commercializzazione dei propri prodotti agricoli. In Bosnia-Erzegovina, nella città di Prijedor, agirà l'Associazione Auser di Trieste (assieme alla SPI-Cgil del Friuli-Venezia Giulia, all'Azienda sanitaria "Alto Friuli" ed all'Associazione di Comuni trentini "Progetto Prijedor") che intende promuovere lo sviluppo sociale ed economico della donna con una sua diretta azione in interventi di miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie ed assistenziali della zona; il progetto, della durata di due anni, vuole anche avviare piccole forme di impresa e di cooperazione locale. Ancora nei Balcani, il Centro volontariato per la cooperazione allo sviluppo (CVCS) di Gorizia, d'intesa con l'Azienda sanitaria "Isontina" e l'Associazione club alcolisti in trattamento di Gorizia, rafforzerà le strutture sanitarie della regione di Iasi, al confine con la Moldavia, da tempo impegnate contro il diffondersi dell'alcolismo, un fenomeno vastissimo generato da condizioni di vita della popolazione assolutamente drammatiche. Ed a Topana, nell'area di Skopije (Macedonia), la Caritas di Gorizia, con l'Associazione locale dei rom "Irhom", proseguirà nella gestione di un centro sociale specializzato nelle attività di prescolarizzazione e di doposcuola a favore dei bambini rom ospitati nel locale campo stanziale per nomadi. Nella cittadina amazzonica di Santa Clara, in Ecuador, l'Associazione "Proiezioni Peters" di Udine (affiancando un più ampio programma d'intervento della Ue) vuole coinvolgere la comunità locale nella creazione di nuove strategie di sviluppo produttivo, mentre in Bolivia, e precisamente nell'area di Cochabamba, l'Istituto delle suore del Santissimo Rosario di Udine interverrà nelle attività di accoglienza e di integrazione sociale a favore dei giovani accolti al Centro di educazione per bambini sordi "Virginia Madriz". Sempre in Sud America, poi, per il secondo anno l'Associazione di cooperazione cristiana internazionale (ACCRI) di Trieste continuerà nel suo progetto socio-sanitario di cura e prevenzione dell'alcolismo e l'abuso di droghe tra i campesinos nella regione del Maule, in Cile. E proseguiranno nella città di Bouakè, in Costa d'Avorio, anche i programmi di reinserimento sociale e lavorativo (agricoltura, artigianato, piccolo commercio) per persone colpite da disabilità mentali, operati dal consorzio "Il Mosaico" di Gorizia. E' prevista, tra l'altro, la realizzazione di quattro abitazioni. Infine, l'Istituto EuroMed di Trieste attiverà il progetto "Dialogues" per lo sviluppo del dialogo culturale, il supporto di azioni di sviluppo regionale, la presa di coscienza dei diritti sociali e civili, tra giovani israeliani, palestinesi e giordani. RM