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[Comunicato stampa Giunta regionale Marche]
EDUCAZIONE ALIMENTARE, INTESA TRA REGIONE MARCHE E DIREZIONE SCOLASTICA REGIONALE

mercoledì 14 agosto 2002

Regione e Direzione scolastica regionale collaboreranno per accrescere la cultura del “biologico” nelle scuole marchigiane. Lo strumento è quello di un protocollo d’intesa che sarà sottoscritto dall’assessore all’Agricoltura, Luciano Agostini, e dal direttore scolastico regionale, Fabio Iodice. Due le finalità che s’intendono conseguire: promuovere, nelle nuove generazioni, uno stile di vita sano, attraverso un comportamento alimentare consapevole ed equilibrato; rafforzare il legame con il territorio e la sua cultura, utilizzando il canale delle produzioni agricole. Il cibo, in sostanza, va presentato ai ragazzi come un alimento peculiare, che segue un proprio percorso, prima di arrivare sulla tavola, e non una semplice derrata, indifferenziata e anonima. L’assessorato all’Agricoltura, dal 1998, conduce una proficua collaborazione con il mondo della scuola marchigiana. Gli interventi sostenuti hanno interessato le diverse problematiche dell’alimentazione. Le attività sono state finanziate con le risorse proprie destinate al biologico, con il Programma interregionale “Comunicazione ed educazione alimentare”, e, dal 2001, con il progetto regionale “Alimentazione e vita”. Dopo quattro anni di promozione, sono maturate le condizioni per procedere a un più stretto rapporto tra Regione e Direzione scolastica regionale. È cresciuta la sensibilità della scuola verso l’educazione alimentare. La disciplina coinvolge le varie materie di insegnamento, fin dalla scuola materna. Risulta anche l’elemento più immediato per far comprendere agli alunni i collegamenti esistenti tra economia, ambiente e salute. Un insieme di considerazione che spingono a ricercare una maggiore intesa tra i due organismi. Con il protocollo la Direzione regionale si impegna a organizzare corsi per i docenti, a predisporre sussidi didattici ed educativi, a promuovere i laboratori biologici della terra e degli animali, a programmare visite nelle fattorie didattiche riconosciute dalla Regione. La Regione si accolla i costi dei progetti avviati. (r.p.)