[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
Conclusa la visita della delegazione trentina: Provincia, Regione e Comune di Rovereto IL SINCERO OMAGGIO DELL’ISOLA DI CRETA A FEDERICO HALBHERR, ARCHEOLOGO ROVERETANO Centinaia di persone allo svelamento del busto bronzeo ad Haghia Triada

mercoledì 14 agosto 2002


(c.m.) – “La gente di Creta ama la sua storia, vuol bene al suo passato, coltiva con passione le testimonianze di una civiltà che ha segnato le vicende stesse dell’umanità. E proprio per questo noi siamo riconoscenti a chi ci ha aiutato, e continua a farlo, nel ritrovamento, nella valorizzazione e nella conservazione delle testimonianze di questa nostra storia. E il Trentino, la terra che ha dato i natali a Federico Halbherr, archeologo di fama mondiale che ha speso gran parte della sua vita a Creta, occupa un posto davvero speciale nei nostri cuori”. Sta in queste parole, pronunciate ad Iraklion da Athanasios Karountzos, il segretario generale della Regione di Creta nominato dal Governo di Atene, il senso della visita che la delegazione trentina ha concluso ieri nell’isola di Creta, in Grecia. Sono stati tre giorni fitti di incontri ufficiali, visite ai siti archeologici, scambi culturali. Momento culminante: la cerimonia di svelamento, sabato 10 agosto, ad Haghia Triada, del busto bronzeo di Federico Halbherr. Davanti ai resti del palazzo minoico che proprio Halbherr scoprì, cento anni fa, si sono date appuntamento centinaia di persone. A sancire l’importanza dell’avvenimento la presenza dell’ambasciatore d’Italia in Grecia, Agostino Mathis. La delegazione trentina era guidata, in rappresentanza della Provincia autonoma di Trento, dalla consigliere provinciale Caterina Dominici e, per la Regione Trentino – Alto Adige, dall’assessore Gino Fontana. Con loro i rappresentanti del Comune di Rovereto, città che nel 1857 diede i natali al grande archeologo: il vicesindaco Donata Loss e l’assessore alla cultura, Sandra Dorigotti. Quindi, in rappresentanza dell’Ufficio Beni Archeologici della Provincia di Trento – che in tutti questi anni ha mantenuto i contatti con Creta e che ha svolto un ruolo decisivo nella valorizzazione della figura di Halbherr, attraverso convegni e pubblicazioni, fino a giungere alla proposta prima e alla realizzazione poi del busto bronzeo – il direttore Gianni Ciurletti e l’archeologo Franco Nicolis. Infine, Stefano Ferrari, rettore delle Classi di Lettere ed Arti dell’Accademia degli Agiati di Rovereto e l’archeologa Barbara Maurina del Museo Civico di Rovereto. Caterina Dominici, nel portare il saluto del presidente Lorenzo Dellai, ha rimarcato il ruolo che il roveretano Halbherr ha avuto per Creta nella scoperta di siti archeologici di rilevanza mondiale. Ed ha anche assicurato – in questo affiancata dalle rappresentanti di Rovereto – che questo filo culturale che da anni ormai si dipana tra l’isola greca e il Trentino andrà ancora valorizzato. “Abbiamo toccato con mano – ha detto Caterina Dominici – il rispetto e l’affetto che i cretesi hanno per Halbherr. Quando parlano di quest’uomo che ha dedicato la sua intera esistenza alla ricerca delle tracce della civiltà minoica, i greci non nascondono la commozione. I trentini devono essere orgogliosi di questo loro figlio. E’ bello sapere che le migliaia di visitatori che passano per Haghia Triada si troveranno di fronte il busto che onora Halbherr e che ricorda le sue radici trentine”. La cerimonia, conclusa dallo svelamento del busto – tra gli applausi è toccato all’ambasciatore Mathis scoprire l’opera bronzea realizzata da Carlo Adolfo Fia, copia dell’analogo esemplare modellato negli anni Trenta dall’artista roveretano Alcide Ticò - è stata segnata anche dall’intervento di Sandra Dorigotti (“nel segno della cultura e della vera amicizia tra i popoli le vicende del passato, così appassionatamente inseguite da Halbherr, devono aiutarci anche per un presente fatto di rispetto e tolleranza”). L’importanza dell’ avvenimento, in particolare per il mondo dell’archeologia, era testimoniato anche dalla presenza di Emanuele Greco, direttore della Scuola archeologica italiana di Atene; di Antonino Di Vita, precedente direttore della Scuola nonché responsabile degli scavi di Gortina; di Giovanni Rizza, direttore degli scavi di Prinias. Oltre che, ovviamente, dalle molte autorità greche, a partire da Antonis Kourtakis, il sindaco di Tymbaki, il Comune nel cui territorio sorge Haghia Triada e dal rappresentante del Prefetto di Iraklion, Yannis Garefalakis. Poco dopo la cerimonia, nell’aula magna della scuola di Tymbaki, più ; di cinquecento persone hanno seguito la conferenza di Vincenzo La Rosa, direttore degli scavi di Haghia Triada e curatore scientifico del convegno dedicato ad Halbherr, che si è svolto due anni fa a Rovereto. Il suo appassionato racconto della vicenda dell’archeologo trentino, morto a Roma nel 1930, è stato seguito da un saluto, anche questo in greco e dunque particolarmente apprezzato dal folto pubblico, di Franco Nicolis. Ma le giornate cretesi della delegazione trentina sono state scandite anche dalle visite ai diversi siti archeologico dove oggi opera la Scuola Archeologica Italiana – Festos, Gortina con la celeberrima iscrizione del V secolo avanti Cristo scoperta proprio da Halbherr, Haghia Triada – nonché da un‘altra visita assai significativa, quella in Odò s Halbherr 17, la via di Iraklion dove la casa turca acquistata dall’ archeologo roveretano è oggi la casa della Scuola archeologica italiana. Infine, gli incontri istituzionali. Da quello, citato in apertura, con il segretario generale di Creta, Karountzos (una curiosità: uno dei moltissimi greci che si è laureato in Italia, non a caso, ha detto, “la mia seconda patria è la vostra patria”), a quello con il prefetto Garefalakis. Entrambi gli incontri hanno ribadito, e la consigliere provinciale Caterina Dominici l’ha sottolineato con forza, che lo svelamento del busto deve essere la tappa di un percorso – culturale ma anche sociale – nella quale potranno trovare spazio altri momenti importanti. Perché, e questo la delegazione trentina l’ha toccato con mano, il roveretano Federico Halbherr è, per tutti i cretesi, un autentico personaggio. Ricordato con affetto tutt’altro che retorico. IL TESTO COLLOCATO SOTTO IL BUSTO BRONZEO A Federico Halbherr Rovereto 1857 – Roma 1930) Nel centenario della scoperta di Haghia Triada 10 agosto 2002 XXIII Soprintendenza alle antichità preistoriche e classiche Scuola Archeologica Italiana di Atene Provincia Autonoma di Trento Comune di Rovereto Accademia Roveretana degli Agiati Fotoservizio e filmato a cura dell’Ufficio stampa