[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
Il vicepresidente Roberto Pinter ha compiuto ieri un sopralluogo in valle di Non GRIDO D’ALLARME DEI PESCATORI SUL RIO TRESENGA Richiesti maggiori controlli sui prelievi e garanzie sul deflusso minimo vitale

mercoledì 14 agosto 2002


(m.p.) – Il Torrente Tresenga, che solca la valle di Tovel scorrendo per la maggior parte all’interno dei confini del parco Adamello-Brenta, è ammalato. La causa, i troppi prelievi, specialmente per uso irriguo e per alimentare le tre centrali idroelettriche in valle - più quella della Edison di Mezzocorona, tramite una derivazione posta in prossimità della confluenza del Tresenga con il Noce - che in certi periodi dell’ anno lo riducono ad un misero rigagnolo. Questo il grido d’allarme lanciato ieri dall’Unione pescatori del Trentino nel corso di un incontro con il vicepresidente della Giunta provinciale e assessore all’urbanistica Roberto Pinter, giunto in valle di Non assieme ai tecnici della Provincia autonoma per valutare le possibili soluzioni al problema, imperniate sul concetto di deflusso minimo vitale, che tuttavia la recente norma di attuazione impone al momento soltanto alle centrali di grandi dimensioni. La situazione, come illustrata dal presidente dell’Unione pescatori Adelio Maestri, parlando anche a nome dei molti soci dell’Associazione pescatori di Tuenno, quella più direttamente interessata al prosciugamento del torrente, è in sintesi la seguente: in primo luogo il corso del Tresenga è interessato da ben nove derivazioni per uso irriguo e per l’ acqua potabile, realizzate da Consorzi della valle – alcune di esse hanno un secolo e mezzo di vita, ed hanno in effetti contribuito in maniera determinante allo sviluppo dell’agricoltura nella zona – e per alimentare come dicevamo le centrali idroelettriche. Sull’entità dei prelievi realizzati in queste derivazioni i pescatori sollevano forti dubbi, chiedendo quindi l’effettuazione di opportune misurazioni anche al fine di ridisciplinare la questione dei rilasci. Inoltre se in ognuna di queste derivazioni un pur minimo rilascio viene effettuato, spesso quella stessa acqua viene poi captata pochi metri più a valle da un’altra presa, con il risultato di “asciugare” quasi completamente il Tresenga. La situazione, inoltre, è complicata dalla particolare morfologia del terreno, che in alcuni tratti lungo il percorso del rio e dei suoi affluenti presenta degli aspetti carsici. I pescatori contestano inoltre i criteri con i quali sono stati effettuati alcuni lavori per la posa dei tubi per le derivazioni, che non terrebbero conto del valore paesaggistico-ambientale del torrente, che scorre in gran parte all’interno del Parco naturale, nonché il fatto che milioni di metri cubi di acqua potabile vengano utilizzati per irrigare i meleti. Pinter, dopo aver ricordato che il Servizio utilizzazione delle acque pubbliche ha già introdotto per quanto possibile delle modifiche alle derivazioni non idroelettriche, si è detto tuttavia convinto che si possano realizzare ulteriori interventi per conciliare le esigenze dei Consorzi irrigui e dei comuni della valle di Non con quelle della tutela del corso d’ acqua. “Il Nuovo piano regolatore generale per le acque pubbliche – ha detto – regolerà la questione del rilascio dei deflussi minimi vitali per tutte le derivazioni, tranne quelle per l’acqua potabile e per usi civici particolari. Con ciò verrà colmata una lacuna nell’ attuale ordinamento legislativo; tuttavia il Piano consentirà anche delle deroghe per disciplinare situazioni particolari, che necessitano di interventi più puntuali. Il caso del rio Tresenga sarà probabilmente una di queste situazioni”. Pinter ha inoltre convenuto sulla opportunità di realizzare delle verifiche sull’entità dei prelievi e sugli accorgimenti che i cantieri potrebbero adottare al fine di ridurre l’impatto dei lavori sulle derivazioni in un luogo che – vista anche la vicinanza con il lago di Tovel, uno dei “gioielli” naturalistici del Trentino – merita di essere preservato il più possibile intatto. Fotoservizio e filmato a cura dell’Ufficio Stampa