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[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
MALGA ZONTA: L’INTERVENTO DEL VICEPRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE DI TRENTO, ROBERTO PINTER

giovedì 15 agosto 2002

Ecco il testo che il vicepresidente della Giunta provinciale di Trento, Roberto Pinter, ha pronunciato in occasione della celebrazione dell’anniversario dell’eccidio di Malga Zonta. “Sono qui a rappresentare la Provincia Autonoma di Trento che è presente con il suo gonfalone. C'è chi ha invitato la Provincia a non mostrare il proprio gonfalone, a nascondersi in attesa che piena verità sia fatta. C'è forse un'altra verità da scoprire ? Non ci sono stati forse 17 giovani uccisi dai nazisti ? La loro identità è importante. Ma che fossero partigiani, resistenti, giovani fuggiti dalla guerra o che non volevano fare il servizio militare o anche solo malgari, la realtà non cambia. La piena verità può accertare e ricostruire tutti i dettagli storici, ma la verità è una sola, il massacro da parte dei nazi-fascisti di chi combatteva o solo sognava la libertà. Resistenza al nazismo, al fascismo, all'orrore della guerra, all'odio, voglia di vivere in pace, nella libertà e nella democrazia. Questa è la sola verità che rende attuale la resistenza, che rende drammaticamente attuale il sacrificio di chi morì 58 anni fa in questa terra che oggi, per fortuna, non rivive più quell'orrore. Ho letto tante domande, anche se fosse data loro risposta non cambierebbero le ragioni delle vittime né il torto degli assassini. Quello che importa oggi è ricordare, ricordare, ricordare. La memoria deve essere oggi più che mai il riferimento anche per le nuove generazioni; mentre invece c'è chi vuole cancellare la memoria collettiva, tanto da intorpidire la vista sul presente e di impedire l'immaginazione del futuro. Quanta rimozione verso la storia e quanta poca capacità di elaborare i conflitti che hanno percorso e percorrono la vicenda umana. Pensiamo alle drammatiche ore che vivono in Palestina quando il diritto di un popolo - quello palestinese - all'esistenza ed il diritto alla sicurezza di quello israeliano diventano motivo della negazione dell'altro e non invece capacità di farsi carico ciascuno della tragedia dell'altro. La mia solidarietà va ad Alì Rashid ed a Ronit Duvrat e il mio invito a non cancellare la storia ma anche a costruire un futuro. Pensiamo ancora quanto poco si sia riflettuto sulla guerra che ha devastato i Balcani, laddove nel cuore dell'Europa è riapparso dopo mezzo secolo il male assoluto, i campi di concentramento, la pulizia etnica. Il significato della Resistenza, oltre le celebrazioni, chiama in causa non solo le generazioni che hanno conosciuto il fascismo in prima persona o altre, come la mia, che di quella memoria hanno cercato di fare tesoro nella propria formazione culturale e politica, ma anche e soprattutto i giovani, chi oggi nemmeno s'immagina quanto sia costata questa nostra precaria libertà e quanti si richiamano agli stessi ideali di pace, di giustizia e di solidarietà nel gridare con forza che "un altro mondo è possibile". Va riconosciuta agli organizzatori di questa commemorazione, la capacità nel tempo non solo di tenere vivo il ricordo delle vittime e la memoria della resistenza e della liberazione dal nazifascismo, ma anche di rendere attuale la riflessione alla luce di quanto accade oggi nel mondo e pensando al futuro. Andando oltre l'epica e la retorica, trasformando la celebrazione in una festa, una festa di popolo, una festa della democrazia, una festa per la pace. In una festa di popolo e della democrazia non poteva mancare il gonfalone della Provincia e il suo presidente. Rinnovo la speranza che il sacrificio di 17 giovani, 58 anni fa, sia un monito per chi pensa ancora oggi alla guerra come normalità, per chi guarda con indifferenza alle tragedie che si consumano in Europa e negli altri paesi, per chi disprezza la domanda di giustizia e libertà e rinnovo il saluto a tutti voi, ai sindaci, ai partigiani, ad Alì Rashid e a Ronit Duvrat”.