[Comunicato stampa Giunta regionale Umbria]
AUDIOVISIVI: PER LA REGIONE “SETTORE STRATEGICO

martedì 5 novembre 2002


AUDIOVISIVI: PER LA REGIONE “SETTORE STRATEGICO PER LO SVILUPPO DELL’UMBRIA”

(AUN) – Perugia, 5 nov. – “La Regione Umbria intende intervenire con determinazione nello sviluppo dell’audiovisivo, non più elargendo contributi finanziari saltuari o imponendo la presenza pubblica nella diretta gestione di attività private, ma stimolando i soggetti che agiscono nel settore a radicare le proprie attività in tutto il tessuto regionale”. E’ questo il commento raccolto a Palazzo Donini sull’intervista, apparsa sulla stampa locale, a        Mario Cotone (produttore esecutivo del film “Pinocchio” nonché ideatore della Papigno fabbrica del cinema) a proposito delle potenzialità degli studi di Papigno (Terni) e sul ruolo della Regione nello sviluppo della “filiera dell’audiovisivo”.

   “Si tratta – si fa notare a Palazzo Donini dove l’intervista a Mario Cotone viene definita ‘ricca di elementi di stimolo e di confronto costruttivo’ - di incentivare al massimo le iniziative che si caratterizzano per un’alta qualità progettuale e che favoriscono sinergie tra realtà produttive e artistiche presenti nel territorio. L’ipotesi di dar vita a un progetto pubblico-privato che coinvolga Regione, Comuni e privati – si afferma - è condivisibile e auspicabile nella chiarezza dei rispettivi ruoli. In particolare – si afferma ancora - per quanto riguarda l’audiovisivo la Regione Umbria ha scelto di puntare sulle possibilità di sviluppo di questo settore senza alcuna esitazione, così da darlo come strategico tra quelli previsti dal Patto per lo sviluppo. Tutto ciò significa evitare una politica d’interventi ‘a pioggia’ e di contributi ‘una tantum’ e scegliere un ruolo più strategico nel settore che preveda anche un’importante partecipazione finanziaria a singoli progetti di sviluppo industriale nel campo dell’audiovisivo, sia direttamente che indirettamente, favorendo attraverso il Patto sinergie con il mondo imprenditoriale e bancario.

   “Al fine di individuare la qualità dei progetti presi in esame si dovrà tenere in particolare considerazione: la capacità dei progetti stessi di favorire sinergie, accordi, concentrazioni con altre strutture produttive presenti nel territorio; la possibilità di stimolare crescita e stabilità occupazionale; la possibilità di consentire l’accesso al mercato del lavoro di giovani; la qualità del progetto produttivo (cioè non del singolo film ma della “linea produttiva” ipotizzata); la capacità di coinvolgere nel progetto stesso il territorio umbro, con i suoi straordinari e diversificati set naturali, in modo diffuso.

RED/EV

SEGUE

NNN

 

 

 

 

(AGENZIA UMBRIA NOTIZIE)

5/ Segue 4

ECO/IN 72-2

AUDIOVISIVI: PER LA REGIONE “SETTORE STRATEGICO PER LO SVILUPPO DELL’UMBRIA” (2)  

(AUN) – Perugia, 5 nov. – Circa la giusta richiesta avanzata dal dott. Cotone che la Regione si attivi per creare condizioni ambientali più adatte per attrarre in Umbria progetti audiovisivi, a Palazzo Donini si fa osservare che “la strategia che la Regione intende sviluppare in questo ambito seguirà in particolare tre direttive: favorire un progetto organico di potenziamento del settore della promozione che preveda la possibilità anche dell’adeguamento delle attuali strutture e modelli organizzativi perché essa possa essere in grado di incentivare maggiormente la presenza di troupe cinematografiche e televisive in Umbria; studiare e concordare assieme alle parti sociali, sindacali e imprenditoriali, tutti i meccanismi che possano favorire la formazione dei quadri professionali qualificati nel settore e il loro ingresso nel mondo del lavoro, utilizzando la più ampia gamma di strumenti legislativi, di finanziamenti (da quelli regionali e quelli europei) e di tipologie contrattuali a disposizione; verificare – attraverso un’accurata indagine preliminare – le potenzialità e le tendenze del mercato dell’audiovisivo per individuare settori da potenziare e figure professionali da incentivare a livello formativo, nella prospettiva di un ciclo industriale completo. Laddove ci fossero settori difficili da sviluppare (per gli alti costi o per eventuali ritardi della Regione Umbria rispetto ad altre esperienze italiane) è possibile prevedere anche sinergie interregionali con aree limitrofe”.

RED/EV

NNN